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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

venerdì, gennaio 23, 2009

Vi piace FAR vincere facile ?

La domanda ispirata ad un fortunato e azzeccato tormentone pubblicitario è rivolta al Centro Destra bolognese.
Cinque anni di amministrazione disastrosa, affidata a persone che, prima che inadatte al ruolo, erano e restano estranee a Bologna.
E non parlo solo del sindaco sindacalista, catapultato in una città che non conosceva, che non ha fatto alcuno sforzo per conoscere e che non vede l’ora di abbandonare anche fisicamente, quanto di alcuni suoi collaboratori scelti più per meriti di manuale Cencelli che per il radicamento cittadino.
Il caso più famoso fu quello dell’ex assessore dipietrista Silvana Mura che dimostrò subito quanto conosceva Bologna, cercando di entrare, in automobile, dal portone principale di Palazzo d’Accursio.
A questa estraneità alla città, alle sue tradizioni, al suo humus, si è aggiunta una totale incapacità a rispondere alle esigenze dei cittadini.
Persi i soldi della metropolitana, aperta Bologna ad una fauna umana che ne ha drammaticamente compromesso sicurezza e vivibilità, incuria delle strade, vessazioni ideologiche con divieti assurdi sul traffico, insomma il peggio fatto amministrazione.
Con un simile pedigree i correi – cioè tutti coloro che hanno sostenuto questa giunta – non avrebbero alcuna possibilità di bissare il mandato, neppure cambiando, come hanno cambiato, il cavallo.
Se, poi, il nuovo cavallo sembra un ronzino d’altri tempi, la strada per il cambiamento (o il ritorno all’età dell’oro) sembrerebbe spianata.
Il Centro Destra bolognese, costantemente minoritario nei voti (ricordiamoci sempre che siamo nella città dei coccodrilli che volano anzi, svolazzano, purchè lo scriva l’Unità) doveva solo scegliere una personalità di prestigio cittadino e compattarsi a suo sostegno.
Invece di chiudere in fretta il capitolo candidatura a sindaco, il Centro Destra, novello Tafazzi, ha cominciato a darsele di santa ragione là dove fa più male.
Sono spuntate candidature e abbozzi di candidature, come funghi.
Un politico in altri tempi brillante (soprattutto quando cantava fuori dal coro) l’ha menata per oltre un mese con un “briscolone” e, poi, è spuntato anzi, rispuntato l’ex presidente del Bologna Alfredo Cazzola.
I sondaggi, però, dicono che nell’area del Centro Destra ottiene più consensi il sindaco dell’età dell’oro, Giorgio Guazzaloca, mentre Cazzola naviga poco sopra le percentuali di un candidato civico “minore” (Daniele Corticelli).
A destra, intanto, la casella è stata occupata da Stefano Morselli che, con grande onestà, ha proposto la sua candidatura sulla base di un ragionamento, che, in questa situazione, è l’unico possibile per tentare di recuperare quanto si è perso tra briscoloni e scartini.
Morselli, infatti, propone che il primo turno sia una sorta di “primaria” tra tutti i candidati di Centro Destra, in modo da proporre ai bolognesi una scelta ampia tra coloro che possono diventare sindaco, rompendo con la giunta attuale.
Ma Morselli dice anche che il patto tra tutti questi candidati deve essere solenne per garantire che tutti, nessuno escluso e senza mal di pancia, sostengano all’eventuale secondo turno chi, tra loro, sarà arrivato primo e, quindi, andrà a sfidare il ronzino del pci/pds/ds/pd.
Poiché si è già perso troppo tempo inutilmente, favorendo il recupero della sinistra, la strada indicata da Morselli mi pare la più sensata e l’unica percorribile.
Cessi, dunque, la manfrina sulle candidature e tutti coloro che pensano di essere in grado di fare il bene di Bologna, si candidino, presentino il loro programma e il 6 e 7 giugno si sottopongano alla votazione del primo turno, autentica e regolare primaria per il Centro Destra.
Ma il 20 e 21 tutti sostengano il candidato che sarà uscito vincente dalle primarie (sperando che dopo tutto questo pasticcio, ci sia data la possibilità del ballottaggio).

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giovedì, gennaio 15, 2009

Si allarga la rosa degli aspiranti sindaci

Alfredo Cazzola, ex presidente del Bologna e della Virus pallacanestro, ha terminato di sfogliare la margherita: si candida a sindaco di Bologna.
Ecco che aumenta la rosa degli aspiranti sindaci.
In principio fu Beppe Maniglia , quindi Daniele Corticelli, a ruota Stefano Morselli , in mezzo Flavio Delbono, adesso Alfredo Cazzola.
Fin qui le candidature ufficializzate.
Si attendono i pronunciamenti di Giorgio Guazzaloca e le scelte del “partito di centro, moderato e liberale” alleato con la Lega Nord che sembrano aver accolto positivamente la candidatura di Cazzola, mentre stavano discutendo su nomi alternativi.
Una osservazione.
La sinistra, nonostante, ma forse proprio per la devastante esperienza dell’attuale giunta del forestiero, si presenta unita, avendo compreso che solo unita può sperare, dopo il fallimento di questi quasi cinque anni, di rimanere in sella confidando nella labile memoria dei bolognesi, sin troppo propensi a votare “per default” in base alle disposizioni di partito.
Il Centro Destra, invece, si presenta più che diviso, troppi candidati per un’area che, in partenza, ha solo il 40% dei voti.
Troppo divisi e troppo in ritardo.
Si stanno perdendo giorni preziosi e larghe fette di credibilità a ricercare un candidato, quando si dovrebbe tappezzare la città con manifesti ricordando ai bolognesi tutti gli errori della giunta di sinistra, a cominciare dalla perdita dei finanziamenti per la metropolitana (ora in costruzione a Parma !!!) e dalla squallida vicenda della moschea .
Nel 2004 i bolognesi fecero l’errore di non rinnovare il mandato a Giorgio Guazzaloca, scegliendo il voto ideologico a quello orientato al proprio benessere.
E Bologna è precipitata in tutte le classifiche del benessere, della sicurezza, della ricchezza, della pulizia, dell’ordine.
L’occasione in questo 2009 è dare una svolta alla città, per riportarla sui giusti binari e questo non possono certo ottenerlo i corresponsabili dell’amministrazione negli ultimi cinque anni, perché se anche il sindaco forestiero ha rinunciato a presentarsi – dimostrando il suo totale disinteresse verso la città – i suoi collaboratori sono rimasti e, soprattutto, è sempre l’apparato del suo partito il dominus a sinistra.
Al Centro Destra si chiede di cominciare a fare campagna elettorale, lasciando a noi cittadini di votare, in una sorta di primarie, il candidato che ci aggrada di più.
Con il pubblico e solenne impegno di tutti gli aspiranti sindaci del Centro Destra di appoggiare con ogni forza quello, tra loro, che andrà al ballottaggio.

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