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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

domenica, dicembre 20, 2009

La rossa Bologna, bianca sotto la neve

Venerdì sera ero fuori a cena.
I primi fiocchi iniziarono a cadere proprio mentre stavo uscendo di casa.
Le strade erano ancora sgombre.
Poco dopo le 23, però, quando, decidendo di “accorciare” il nostro incontro conviviale, uscimmo dalla trattoria per riprendere la strada di casa, le vie di Bologna presentavano un aspetto che raramente possiamo apprezzare.
Tutto era ovattato.
Abitando in zona pedecollinare mi sono prudentemente fermato al riparo di un distributore di benzina ed ho montato le catene.
Poco prima di mezzanotte ero a casa, superando alcune automobili che, imprudentemente, non si erano attrezzate per tempo e si erano definitivamente fermate alla prima salita.
Ma lo spettacolo del “giorno dopoera un ricordo della infanzia, quando c’erano poche automobili e il comune aveva forse un solo spazzaneve che, come fa la "flotta" di oggi, non passava da casa mia perché la strada in cui abitano 78 famiglie è “privata”, quindi il comune non se ne occupa.
La distesa bianca era uniforme.
Scendevano ancora, alle nove del mattino, alcuni fiocchi.
Indossati gli anfibi e vestito come se dovessi andare a sciare, ho preso la macchina fotografica e sono uscito a piedi.
Com’è bella Bologna !
Credo che solo un bolognese possa apprezzare le bellezze di Bologna, esattamente come capita a tutti coloro che abitano ed amano la propria città natale.
E questo ha anche un importante significato politico ed amministrativo.
Al proverbio “moglie e buoi dei paesi tuoi”, si dovrebbe aggiungere “ e anche sindaci ed assessori”.
Solo uno del posto conosce la storia e la cultura del posto.
Un estraneo rovinerebbe la città: sia Bologna o qualsiasi altra.
Figuriamoci cosa potrebbe combinare uno che non avesse neppure la nazionalità italiana !
Tornato a casa dopo poco più di novanta minuti, ho visto alcuni vicini armati di pala.
Alcuni condomini si attrezzati con una ditta “specializzata”.
La strada, però, è ancora coperta da uno strato consistente di neve ormai ghiacciata.
Il bello è che si rivedono persone che, durante l’anno, si salutano frettolosamente o non si incontrano affatto per orari non coincidenti o perché si incrociano all’interno delle loro scatolette di metallo.
Ecco, la neve aiuta anche a recuperare un rapporto umano con il prossimo, non mediato da strumenti informatici o alienato dalla “fretta” dell’oggi.
E quando ci siamo fermati a chiacchierare, poi si sono aggiunti altri a ricordare gli inverni degli anni sessanta e giocavamo allegramente, senza macchine e senza preoccupazioni, ma con le slitte e il pallone sul prato ghiacciato, ecco, non eravamo più ultracinquantenni professionisti e padri di famiglia, ma siamo tornati ad essere quei bambini che ridevano e litigavano, che si picchiavano per un soldatino di piombo e si abbracciavano per una rete di Bulgarelli e che sono diventati gli uomini di oggi, ma che hanno ancora un angolo del cuore dove si trovano ancora i bambini di allora.
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martedì, ottobre 06, 2009

Sotto i portici di Bologna

Bologna è la città dei portici, con quasi 40 km nel centro storico e il portico più lungo che da porta Saragozza porta a S. Luca con quasi 4 chilometri tutti di portico.
Furono numerose le ordinanze comunali che portarono a determinarne dimensioni e caratteristiche, per consentire agli studenti “fuori sede” di poter trovare un riparo se non avessero avuto i mezzi per usufruire di qualche locanda.
Una ordinanza impose anche il divieto di percorrere i portici con cavalli, muli e carri.
Oggi la giunta del mantovano Delbono, degno erede del cremonese suo non rimpianto predecessore, non sapendo come caratterizzare la sua amministrazione visto che la precedente ha già fatto strage della Bologna che amiamo (guardate solo lo sconcio di via Marconi con tutte quelle “isole” che ne riducono la una volta maestosa capacità di far scorrere il traffico) ha trovato nel suo vicesindaco l’alfiere delle idee strampalate.
Così questo signore di cui non ricordo il nome ha proposto di far percorrere i portici dalle biciclette.
Poi pare abbia modificato la proposta in un “solo per certi tratti”.
Già, dico io, e perché non consentire anche ai motocicli di passare nei portici ?
Magari “solo quando piove” …
Così, per la gioia di bambini e anziani … a proposito: non mi ricordo quanti punti possa dare se “bocciamo” un bambino e quanti per un anziano, magari riusciamo anche a ricevere un bel premio …

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giovedì, agosto 20, 2009

Un po' di luce nello sport bolognese

Lo sport bolognese non gode attualmente di buona salute.
Nella pallavolo abbiamo rischiato l’esclusione per i soliti problemi di denaro.
Nel calcio la famiglia Menarini non riesce a “sbolognare” il Bologna e sabato, piove sul bagnato, sembra che non potrà giocare neppure Di Vaio, l’artefice, a suon di 24 reti, della salvezza nell’ultimo campionato.
Nella pallacanestro la Fortitudo è costretta a ripartire dalla “A” dilettanti per colpa di una duplice retrocessione: la prima sul campo, la seconda sui registri contabili, mentre la Virtus, alcuni anni fa già scomparsa e risorta per aver rilevato un titolo sportivo, si aggrappa alla fantasia del suo presidente.
E’ quindi da uno sport per molti (ma non per me, reputandolo secondo solo al calcio) considerato “minore” che riusciamo a ricevere una piccola consolazione: la Fortitudo Baseball ha conquistato il suo ottavo Scudetto Tricolore, battendo i campioni in carica del San Marino.
E la vittoria è tanto più gratificante ed educativa in quanto, a inizio stagione, la Fortitudo navigava in acque agitate, per la mancanza di uno sponsor (arrivato solo per la finale scudetto!), per i soliti problemi di denaro che si riflettevano sull’organico.
Eppure la squadra ha reagito bene, si è stretta attorno ai suoi simboli (allenatore e capitano) ed ha dimostrato che là dove non arriva il portafogli può arrivare il cuore.
Nessuno si aspettava la vittoria in campionato, al più avremmo sperato nei play off, invece giocatori di carattere hanno impartito una lezione di serietà, dedizione e impegno.
Il primo Scudetto targato Fortitudo risale solo al 1969, cioè 40 anni fa e in 40 anni le vittorie sono state ben 8, praticamente una ogni cinque anni e, se mi è concesso, tutte da me “vissute”.
I calciatori del Bologna, professionisti profumatamente pagati tanto quanto i giocatori di baseball sono dilettanti che sacrificano il loro tempo libero per allenarsi dopo una giornata lavorativa, dovrebbero prendere esempio dalla Fortitudo Baseball e, già da sabato nella prima di campionato contro la Fiorentina, impegnarsi per onorare le gloriose maglie che indossano nel Centenario della Fondazione e, in tal modo, anche alla loro qualità di sportivi.


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domenica, agosto 16, 2009

I cittadini sono disarmati,i criminali no

Alcuni giorni fa, durante la settimana di Ferragosto, un signore novantatreenne di Bologna è stato aggredito, picchiato e derubato.
Durante il ricovero è entrato in coma ed è deceduto.
Il barbaro assassino è ancora libero di delinquere, mentre il neosindaco, dimostrandosi perfettamente allineato con il suo partito, quel pci/pds/ds/pd che vive in una torre d’avorio sordo alle esigenze dei cittadini ed ai sentimenti del Popolo preferendo sbirciare dal buco della serratura la vita privata del Premier, storce il naso alla presenza dei militari in città e si rifiuta persino di autorizzare quella parodia di Ronde che sono state così imposte dalle resistenze degli abatini del “politicamente corretto”.
Eppure Bologna fu capofila quando, in situazioni di pericolo per l’ordine pubblico, furono istituite le Pattuglie Cittadine che, fino a pochi anni fa, quando cominciò ad imperversare il “politicamente corretto”, vedeva volontari garantire – armati – la sicurezza dei cittadini e delle loro proprietà.
Bologna ha raggiunto i vertici delle città in cui il rapporto crimine/cittadini è più alto, "obiettivo" conseguito nei cinque anni della giunta del forestiero ora sostituito da un altro sindaco, della medesima area politica e ugualmente estraneo al tradizionale tessuto sociale e culturale della città.
L’assassinio del nostro concittadino novantatreenne, assume connotati ancora più gravi, perché commesso ai danni di una persona che, per l’età, era alla mercè di chiunque fosse più giovane e più in forze e proprio in questo si riconosce una società civile, dove i più deboli sono tutelati dallo Stato e rispettati e difesi dagli altri cittadini.
Rifiutare la presenza di Ronde attive significa lasciare in pericolo tutti i nostri padri e madri che, “suo dì tardi traendo”, hanno il diritto ad essere garantiti nell’affrontare questo loro ultimo tratto di strada terrena.
Il barbaro assassino che ha commesso quel delitto ai danni di un novantatreenne meriterebbe la pena di morte, senza attenuanti né rimpianti.
Avrebbe anche meritato di incrociare una Ronda – di quelle vere – o un cittadino che, come negli Stati Uniti, avesse la possibilità di girare armato per difendere se stesso e gli altri.
Purtroppo il “politicamente corretto” ci impone di agire in stato di perenne inferiorità nei confronti dei delinquenti, disarmati e senza neppure quella parodia di Ronde ammesse dalla recente legge al posto delle vere Ronde, armate e che possano intervenire – e non solo telefonare - quando rilevano un fatto anomalo.
Uno potrebbe sperare che, almeno, una volta catturato, il criminale venisse rapidamente processato e condannato al massimo della pena da scontare senza riduzioni né agevolazioni o “permessi”.
Purtroppo anche questo, finchè i cittadini non ne avranno abbastanza, rimane una labile speranza.

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domenica, agosto 09, 2009

I Menarini sfogliano la margherita

Parliamo ancora del Bologna.
La scomparsa della meteora Taci ha rimesso in sella la famiglia Menarini alla guida del Bologna.
Non ne hanno voglia.
Lo si vede chiaramente.
Non hanno voglia di spendere più di tanto, anche se magari i soldi li avrebbero.
Non possiamo fare una colpa ai Menarini se non intendono bruciare le loro risorse sull’altare del Bologna, ma avrebbero dovuto pensarci prima di acquistarlo da Cazzola, forse ingolositi dal profumo dell’ “affare-stadio”.
L’intuizione Moggi era quella giusta, però si sono lasciati spaventare dalla reazione di parte della tifoseria, quella più rumorosa ma anche quella che, forse, non pensa proprio di “grattarsi in tasca” e pretenderebbe che “altri” mettessero mano al portafoglio per soddisfare le sue aspirazioni.
Non è più così.
Forse i Menarini dovrebbero, zitti e quieti, riprendere i contatti con "Lucianone" e poi presentare il nuovo proprietario alla piazza, a cose fatte e siglate.
All’apparenza, invece, dopo Ferragosto inizieranno contatti diretti – e non per interposta dichiarazione stampa – con il presidente della Virtus pallacanestro Claudio Sabatini che, se ricordate, quattro anni fa cercò già di acquistare il Bologna ma gli fu preferito Cazzola.
Sabatini è mosso da una idea espressa: creare una sinergia nel movimento sportivo di Bologna.
Mi sembra che in passato una tale iniziativa sia già fallita a Milano.
Non conosco la forza finanziaria di Sabatini.
Ho qualche dubbio – vista la cura dimagrante cui ha sottoposto anche la Virtus, cioè una squadra di uno sport in cui i costi sono certamente più contenuti - che sia in grado di risolvere i problemi del Bologna, accollandosi quelle necessarie prime stagioni di assestamento – in perdita economica – che sarebbero necessarie per lanciare il Bologna.
Dalla sua parte c’è il fatto che è bolognese e credo che questo sia un titolo di preferenza (nella gestione delle squadre sportive della città, come nell’amministrazione politica …) che dovrebbe fare aggio su altre proposte … a parità di condizioni.
Ovvio che se arrivasse il Paperone dagli Emirati Arabi e mettesse sul piatto cento milioni di euro per costruire una squadra da scudetto, la “bolognesità” non sarebbe una “conditio sine qua non”.
Personalmente ho idea che anche a Bologna ci siano dei bei Paperoni che potrebbero consociarsi per realizzare uno squadrone, magari affiancando loro un azionariato popolare che porterebbe i tifosi (quelli veri !) ad essere non solo “spanizzi” con soldi altrui, ma anche partecipi in prima persona delle sorti del Bologna calcio.
In questo modo il Bologna potrebbe essere retto da un Consiglio di Amministrazione in cui possano sedere i principali finanziatori e una rappresentanza dei piccoli azionisti, con un presidente rappresentativo della città (un Gianni Morandi, no ?) e un direttore sportivo da scegliere tra autentici esperti (Eraldo Pecci ?) da dotare preventivamente di un budget preciso con cui fare una buona squadra.
Una soluzione di questo genere potrebbe anche essere utile alle altre società sportive della città, senza improbabili commistioni in polisportive di dubbia efficacia.

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lunedì, agosto 03, 2009

Taci, ma almeno compra !

Siamo i nuovi albanesi del calcio italiano.
La comica della presidenza Menarini si sta concludendo malamente (anche se poteva andare peggio), con la cessione del Bologna non solo ad un imprenditore che, come fu per Corioni o Brizzi, non è di Bologna e la usa solo per la crescita personale, ma addirittura straniero, albanese, che non ha trovato (evidentemente) di meglio per conquistare un posto al sole e che, sicuramente, alla prima occasione abbandonerebbe il Bologna per qualche club più famoso, anche se meno blasonato (ricordiamo che Roma, Napoli e Lazio, assieme, fanno gli stessi scudetti riconosciuti al Bologna ed uno in meno se consideriamo lo scudetto mai assegnato al Bologna – come è stato per l’Inter tre anni fa – nel 1927).
Ma non è certo colpa di Rezart Taci che, anzi, dimostra coraggio nel buttare i suoi soldi nel calcio italiano (almeno si spera che lo faccia, perché finora è un deja vù con acquisti al minimo e che non fanno ben sperare per il prossimo campionato), bensì di quei plumoni” degli imprenditori bolognesi che tengono ben chiusi in cassaforte i propri soldi a differenza di altri imprenditori, più generosi (e con un filo di pazzia).
Non si chiede qui di spendere e spandere come Moratti o il primo Berlusconi, bensì di effettuare un investimento che, come tutti gli investimenti, necessita di un periodo medio lungo di avviamento per poter conseguire poi quei ritorni che consentirebbero di chiudere almeno in pareggio le gestioni.
Il problema, tra l’altro, non è solo del Bologna calcio, bensì di tutto lo sport bolognese in crisi finanziaria come attestano i casi della Zinella pallavolo e nella pallacanestro della Fortitudo e della stessa Virtus il cui proprietario oscilla tra la passione e la voglia di liberarsene.
Non mi sembra, peraltro, che altrove la situazione sia migliore.
Finiti gli anni dei “presidenti ricchi e scemi”, si regge solo chi ha le spalle forti per pagare ingaggi altissimi e combattere per l’acquisto dei giocatori migliori con le società straniere.
In pratica: Moratti, Berlusconi e Agnelli, cioè le solite Inter, Milan e Juventus.
E, a quanto sembra, i Berlusconi si sono stancati di mettere mano al portafogli per compiacere il pater familias nella sua passione calcistica.
Un po’ come accadde alla Roma di Sensi, quando al passionale presidente (deceduto se non sbaglio lo scorso anno) fu affiancata la figlia che ha cercato di stringere i cordoni della borsa e, perché no?, di rifilare la costosa società a qualcun altro.
Allora, forse, è da ripensare alla struttura del calcio stesso che brucia miliardi senza peraltro costruire un autentico movimento calcistico importante per la nazione.
Perché non ripensare alla formula dei massimo campionato, rinunciando alle retrocessioni e consentendo alle squadre di allevare un vivaio di italiani, senza il patema della salvezza ?
Questo rinforzerebbe sicuramente il calcio italiano e porterebbe ad un forzato calmiere dei costi.
Ma, forse, andrebbe contro a troppi interessi che ruotano attorno al calcio dagli alti costi.

Ultima ora - nel tardo pomeriggio si viene a conoscenza che l'albanese Taci, al termine della valutazione di bilancio, ha ritenuto troppo esosa la richiesta dei Menarini (pare 22 milioni di euro) e ha controproposto 15 milioni. I Menarini pare abbiano rifiutato. Intanto il Bologna continua a non fare vero mercato e la squadra sarà quella dello scorso anno, con l'allenatore che ha chiaramente detto che occorrono almeno 5 elementi di rinforzo. Qualcuno comincia già a rimpiangere l'ostracismo decretato contro Moggi ?

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domenica, luglio 05, 2009

Per il Bologna meglio Moggi di questa proprietà

Confesso di non essere mai stato un estimatore dei Menarini, attuali proprietari del Bologna calcio.
Non ho ben capito come sia possibile, dopo tre anni nell’ombra di Cazzola, acquistare il Bologna e gestirlo nel modo dilettantesco che abbiamo visto in una stagione, quella del ritorno in serie A e del centenario della fondazione, che avrebbe dovuto essere arrembante e, invece, è stata arrancante.
I maligni sostengono che le aperture alla costruzione del nuovo stadio siano state le motivazioni forti dell’impegno dei Menarini, costruttori, che, a differenza di Cazzola, possono vantare ottimi rapporti con la parte politica che domina Bologna e con le coop rosse.
Ma che senso avrebbe un nuovo stadio se la squadra che lo dovrebbe utilizzare fosse malinconicamente nelle serie inferiori per manifesta incapacità della proprietà di formarne una all’altezza della città e della storia della società ?
Nel corso della stagione 2008-2009 si sono alternati 3 allenatori per una rosa di ben 30 giocatori (neanche si dovesse giocare nelle coppe europee !).
Ed è andata grassa che abbiamo avuto un Marco Di Vaio che ha realizzato ben 24 reti (il prossimo anno, se andrà bene ne segnerà la metà !) e che ha letteralmente tenuto a galla la squadra.
Ma un anno di rodaggio potevamo anche perdonarlo (soprattutto perché ci siamo salvati) purchè si affrontasse il nuovo campionato con una ben diversa ossatura.
Siamo al 5 luglio, fra 4 giorni inizia il ritiro precampionato e la squadra è la stessa dello scorso anno.
Peggio, la proprietà si è fatta “piccionare nell’unica scelta giusta che avrebbe potuto portare alla creazione di una squadra di spessore: la consulenza di Luciano Moggi.
E’ ovvio che il nome di Moggi susciti reazioni umorali in una tifoseria che gli imputa (probabilmente a torto) la responsabilità dell’ultima retrocessione, in ciò accettando l’autodifesa di Gazzoni che continua a ripetere che il Bologna è stato retrocesso perché al di fuori dei giochi.
Ma Moggi di calcio ne sa e i Menarini si sono ampiamente dimostrati a digiuno di tale materia.
Moggi ha le conoscenze giuste per affiancare loro soci in grado di immettere denaro fresco nelle nostre casse e i Menarini stanno mostrando pericolosamente la corda quando si tratta di mettere mano al portafogli.
Ma Moggi è squalificato ancora per un paio di anni.
Vero.
Ma forse che altri dirigenti, ancorché squalificati, non hanno diretto, in prima persona e alla luce del sole, le loro società ?
A me, ad esempio, vengono in mente Galliani e Preziosi.
Lasciando poi da parte ogni considerazione sulla reale portata delle accuse mosse a Moggi che, per me, continuano ad essere solo un pretesto per liberarsene nella più classiche delle lotte di potere per il potere, visto che, squalificato Moggi, il calcio è sempre nelle mani di Inter, Milan e Juventus, con qualche lampo romanista e fiorentino, ma sono ben lontani i tempi in cui un Verona o una Sampdoria o un Cagliari potevano vincere il campionato e un Vicenza o un Perugia dare filo da torcere fino all’ultima giornata e raggiungere il secondo posto.
Ma il ridicolo di cui si sono coperti i proprietari del Bologna è senza fine.
Non paghi di aver, con un comportamento quanto meno ambiguo (giorni di silenzio), dato l’impressione che fosse vero il ruolo di consulente di Moggi, hanno pubblicamente smentito, parlando solo di una cena in cui NON si è parlato del Bologna e di calcio.
Naturalmente nessuno ha creduto loro e il procuratore federale del calcio li ha convocati.
Per loro si prospetta una leggera squalifica e qualche migliaio di euro di multa.
Insomma: becchi e bastonati.
E, nel frattempo, la squadra è uguale a quella dello scorso anno, anzi peggiorata perché vi sono giocatori in grado di accasarsi altrove, soprattutto quando sanno che non rientrano nei piani della società come è per il bravo, anche se quarantenne, portiere Antonioli.
Ed è notizia recente che anche il direttore sportivo, Salvatori (peraltro non un fulmine di guerra negli acquisti, ma senza soldi non si possono fare miracoli e i soldi dovrebbero darglieli i Menarini) si è incavolato perché si è sentito scaricato dalle ipotesi di consulenza moggiana.
Ma come è stato possibile che le consultazioni con Moggi (che dovevano restare riservate) siano finite in pasto al pubblico e persino nei tg nazionali ?
Probabilmente ingenuità (chiamiamola così …) dei Menarini e forse qualche giornalista troppo a caccia di scoop che non ha saputo starsene in silenzio, almeno fino alla conclusione della campagna acquisti, provocando così un grave danno al Bologna.
A dimostrazione che, tutto sommato, non ha torto chi ha una pessima opinione dei giornalisti.
Infine due paroline anche per i tifosi organizzati in clubs (quelli “single” credo siano quel 43% che nel sondaggio de Il Resto del Carlino si sono dichiarati favorevoli a Moggi al Bologna).
Si sono agitati, si sono scagliati contro Moggi e preteso la marcia indietro dei Menarini.
Ho addirittura letto che per loro sarebbe meglio retrocedere “con dignità”.
Da tifoso (autentico) del Bologna mi auguro di non dover vedere retrocessioni perchè chi retrocede, perde comunque e finisce in "B", indipendentemente dalla dignità e mi auguro che non ci siano contestazioni nel giugno del prossimo anno se il Bologna dovesse retrocedere facendo registrare il record negativo di punti per il campionato di serie A, cosa molto probabile viste le premesse.
Quanto alla dignità, ricordo che questa è la classica foglia di fico quando, come la volpe della famosa favola di Fedro, non si pensa di raggiungere l’obiettivo desiderato e non mi sembra che i tifosi degli squadroni pluridecorati con scudetti soffrano molto della perdita di dignità per i modi in cui arrivano sistematicamente (e sempre loro !) a vincere i campionati.
Condivido quel che mi disse un vecchio amico di infanzia, assai benestante, al quale rinfacciavo la sua fede comunista: perché dovrei vivere secondo la mia ideologia, rinunciando a comodità e benessere, quando tutti fanno il contrario ?
Ecco qualcosa che potrebbe essere di insegnamento a quanti si sono opposti a Moggi come consulente del Bologna.
Con i tifosi organizzati sono d’accordo solo nell’auspicare che i Menarini se ne vadano presto.
Ma chi si prenderebbe questo derelitto Bologna ?
Comunque vada: Forza Bologna.

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mercoledì, giugno 24, 2009

Delbono provi a convincermi

Delbono, forestiero di Mantova come Cofferati lo è di Cremona, neosindaco di Bologna ha dichiarato che si darà da fare per convincere chi non ha votato per lui di essere un buon sindaco.
Io non ho alcuna fiducia in lui, come non ne ho in nessun possibile candidato della sinistra.
Ma voglio prenderlo in parola ed elencargli le iniziative che potrebbero convincermi a dichiarare pubblicamente che sì, meritava di essere votato.
1) Moschea
Seppellire definitivamente ogni progetto di costruire una moschea a Bologna che richiamerebbe una miriade di musulmani nella nostra città.
2) Immigrazione
Dare disposizione alla Polizia Municipale di controllare a tappeto i permessi di soggiorno degli extracomunitari, per denunciare ed espellere gli illegali, e concedere la residenza solo a quanti possano dimostrare di essere autosufficienti con un lavoro ed una abitazione.
3) Sicurezza
Intensificare i pattugliamenti anche nelle zone periferiche, sottoscrivendo anche convenzioni con associazioni di vigilanza privata, in modo che possano garantire strade sicure e appartamenti non violati.
4) Rom
Smantellare tutti i campi rom e non concedere alcun permesso di campeggio al di fuori delle aree organizzate.
5) Metropolitana
Dare immediato avvio ai lavori per la metropolitana, trovando i soldi in ogni modo tranne mettere le mani nelle tasche dei cittadini.
6) Civis
Rinunciarvi.
7) Traffico e viabilità
Provvedere ad una immediata manutenzione generale delle strade che dovranno essere conservate senza buche e avallamenti.
Abolire il blocco del traffico del giovedì senza più ripristinarlo.
Ridurre la zona a traffico limitato.
Spegnere Sirio e Rita.
8) Famiglia
Aiutare con sgravi fiscali le Famiglie nell’assistenza degli anziani e nella custodia dei bambini.
Cancellare ogni pretesa di riconoscimento giuridico a quanti pretendono di legittimare le pratiche sessuali tra persone dello stesso sesso.
9) Finanza
Abolizione delle iniziative pseudo culturali estive che sono solo un costo.
Riscuotere da ogni locale di proprietà del comune il canone di affitto stabilito in base al mercato.
10) Commercio
Libertà di licenza.
Libertà di orari.
Libertà di circolare per chi vuole andare a comprare in un negozio del centro.
Libertà di prezzo.
Libertà di scelta.
Caro Delbono, se realizzerai anche solo cinque dei dieci punti indicati senza agire in contrasto con i restanti cinquedichiarerò pubblicamente che mi sono sbagliato a votare Morselli al primo turno e Cazzola al ballottaggio, perché mi “avrai convinto”.

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lunedì, giugno 22, 2009

Requiem per Bologna

E così Cazzola non ce l’ha fatta, anche se siamo a 330 sezioni su 449, il risultato appare stabilmente negativo.
Peccato avremo ancora cinque anni di costante decadenza che seppelliranno ancora di più la Bologna che abbiamo sempre amato ed alla quale apparteniamo e apparterremo sempre.
La sinistra ha confermato il suo potere costruito, anno dopo anno, da quel disgraziato 21 aprile 1945, quando gli Americani, occupando la città, decisero di installare un comunista come Dozza quale principale autorità civile della città.
Fu un errore che i bolognesi continuano a pagare da 64 anni, con la sola breve parentesi del 1999-2004 con Guazzaloca.
Adesso vedremo cosa farà Delbono per la viabilità (divieti e buche nella strada), con la metropolitana, con la moschea, come agirà per arginare l’immigrazione ed i rom, quali scelte compirà in materia di reclamate “unioni civili” cioè quelle registrazioni comunali che legittimerebbero persino le coppie dei “busèn”, come sono chiamati in bolognese “politicamente scorretto” gli omosessuali.
Vedremo, con poca fiducia, auspicando peraltro che lo stesso atteggiamento ostile che stanno tenendo le amministrazioni locali del pci/pds/ds/pd nei confronti del governo Berlusconi, sia assunto dall’unica oasi cittadina di libertà, il Quartiere Santo Stefano, in modo da ostacolare in ogni modo, sul territorio del Quartiere, la politica della futura giunta cattocomunista.
Ma, soprattutto, i prossimi cinque anni dovranno servire per far rinascere una opposizione unita che sappia interpretare le esigenze di recupero delle Tradizioni della città, della sua pulizia morale e materiale, dell’ordine che deve regnare per le nostre strade e della sicurezza che deve essere garantita, costi quel che costi, ai cittadini onesti.
Sicurezza tanto quando circolano per le strade, ovunque ed a qualunque ora, quanto in relazione alle loro proprietà e, in primis, le loro case.
Una opposizione unita che non vuol dire unica, perché è naturale avere priorità ed esperienze differenti, ma che non arrivi al 2014 senza un programma ed un candidato condiviso.
Nell’ambito della opposizione, potrà essere rilevante la Destra, ora divisa, come in campo nazionale, in troppe sigle che si contendono la medesima Area.
Forza Nuova, Fiamma Tricolore, La Destra e, poi, ancora Morselli e Mazzanti: troppe scelte per un’Area che ha avuto una disgrazia chiamata Gianfranco Fini.
Una Destra che per cinque anni dovrà compiere quel percorso unitario che la porti ad essere l’Area propulsiva sui temi essenzialmente di destra ma che sono stati occupati dalla Lega.
Quindi “legge e ordine” nei confronti dei rom e degli immigrati.
Quindi una strenua battaglia contro ogni concessione perché si costruiscano cittadelle islamiche.
Quindi difesa e rilancio delle Tradizioni italiani e bolognesi tanto in campo culinario, sportivo e culturale, quanto in quello morale.
Una Destra che, solo così facendo, potrà essere protagonista della battaglia per Palazzo d’Accursio nel 2014, quando il fallimento bis di una giunta impostata su un sindaco forestiero non potrà che far aprire gli occhi anche a chi, il 21 e 22 giugno 2009, li ha tenuti ostinatamente chiusi.
E quel che è scritto per la Destra bolognese vale anche per quella Nazionale, dove Fiore, Romagnoli e Storace (elencati in stretto ordine alfabetico) devono mettere da parte i particolarismi e le legittime ambizioni personali, per costruire un polo di attrazione anche per tutti gli altri movimenti minori dell’Area di appartenenza che può e deve superare i famigerati quorum.
Per ora, purtroppo, recitiamo il requiem per Bologna, ma noi crediamo nella resurrezione.

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domenica, giugno 21, 2009

Bologna al ballottaggio:funerale o resurrezione?

Ancora 24 ore e sapremo se i bolognesi avranno voluto svoltare, oppure si sono rassegnati al declino della città che fra cinque anni potrebbe non essere più loro.
Personalmente ho già votato, essendomi recato al seggio ai Giardini Margherita prima della colazione.
Nesun intoppo, voto veloce, più del tempo occorso al presidente del seggio per registrare i miei dati e il fatto che ho ritirato la sola scheda del ballottaggio, rifiutando quelle sul referendum: anche qui nessun problema, evidentemente il personale al seggio è stato ben istruito.
Ma veniamo a Bologna, che è ben più importante dei referendum.
Nel 2004 una campagna elettorale centrata sulla “rivincita”, incarnata da un nome notissimo sul piano nazionale e che aveva rappresentato il principale antagonista di Berlusconi con adunate oceaniche organizzate (e finanziate) dalla cgil, consentì ai comunisti di rimarginare la ferita della sconfitta del 1999, riprendendosi Palazzo d’Accursio.
Le attese per l’arrivo sotto le Due Torri di Cofferati sono andate miseramente deluse.
Anche i più accesi comunisti che però abbiano un minimo di discernimento riconoscono che sono stati cinque anni di cattiva amministrazione.
Ricordiamo, in un veloce e pietoso riassunto, la perdita della metropolitana e la conseguente crisi sulla viabilità e il traffico che ha prodotto l’ennesima orgia di divieti, vessazioni e ostacoli alla libera circolazione.
Poi la sicurezza gravemente compromessa facendo di Bologna la città con la maggior incidenza di rapine in banche e uffici postali, furti negli appartamenti e ben piazzata quanto a scippi e stupri.
La inconsulta – e bocciata per la sollevazione popolare, anche degli elettori di sinistra – politica che avrebbe ceduto, in perdita per le casse comunale, terreno pubblico per innalzare una moschea e costruirvi attorno una cittadella musulmana.
L’inesistente politica per regolare e controllare l’immigrazione e la presenza dei rom nel territorio comunale.
La pessima manutenzione delle strade: e le buche stanno, ancora oggi, lì a dimostrare l’inefficienza dell’amministrazione.
Un fallimento, insomma, che deriva anche dalla estraneità culturale di Cofferati dalla città che avrebbe dovuto amministrare.
La sinistra, invece di affidarsi ad un bolognese d.o.c., ha preferito un proprio burocrate, assessore fino al 1999 in comune e quindi dirottato in regione.
Persona poco appariscente, ma fedele esecutore delle direttive del partito.
Ha avuto buon gioco finchè il Centro Destra si è azzuffato con i suoi due galli nel pollaio che hanno rischiato di consentire a costui di vincere al primo turno, ma Delbono è rimasto schiacciato dall’ “uomo del fare”, quando Alfredo Cazzola ha potuto dedicarsi non più alle lotte intestine, bensì allo scontro con l’avversario di controparte.
E adesso la parola è ai bolognesi.
Che dovranno rispondere a tante domande:
Metropolitana sì o continuare nella politica dei divieti e del traffico impossibile ?
Costruire la moschea e diventare la prima città musulmana di Occidente o ammettere in città solo quegli immigrati, regolari, utili per il nostro sviluppo e che non scardinino le nostre Tradizioni ?
Ronde, che da noi si sono sempre chiamate Pattuglie Cittadine, per garantire, anche con metodi coercitivi, la sicurezza nelle nostre strade e nelle nostre case, oppure coprifuoco e che ogni cittadino si arrangi ?
Strade percorribili senza sensi unici, divieti e ostacoli da corsa campestre oppure città impraticabile e budget familiare per il carrozziere ?
Fra 24 ore sapremo se i bolognesi hanno scelto il funerale o la resurrezione per la nostra città.

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venerdì, giugno 19, 2009

Dire "no" alla moschea votando Cazzola

Per una volta questo post è indirizzato agli elettori di sinistra.
A quei cittadini bolognesi che due anni fa, per la prima volta ancora, si ribellarono alle decisioni del “partito” fino a quel momento seguito senza fiatare applicando la battuta resa celebre da Maurizio Ferrini “non capisco ma mi adeguo”.
Quei cittadini, soprattutto del quartiere San Donato, rosso per eccellenza, che rifiutarono in massa la concessione ad una associazione islamica la cessione, in perdita, di una vasta area, per consentire la costruzione di una moschea , di un centro culturale, di uno spaccio, insomma di una enclave musulmana nel cuore di Bologna.
Una cittadella che sarebbe inevitabilmente stata regolata da leggi che nulla avevano a che fare con quelle dello stato italiano e in cui si celebravano riti e praticavano usi e costumi totalmente estranei a quelli della comunità che li ospitava.
E non sfugge a nessuno come, al di là delle petizioni di principio, mai la Polizia o i Carabinieri sarebbero entrati per eseguire arresti, accertamenti o retate, perché avrebbero provocato reazioni ferocissime al grido di “repressione” e pretendendo il rispetto di quella libertà che nei paesi musulmani viene negata ai loro cittadini e agli stranieri.
Ebbene, per la prima volta, ribellandosi al “partito”, assieme ai partiti del Centro Destra, in primis la Lega, il disegno di Cofferati di costruire una enclave islamica nel cuore di Bologna fu sventato.
Oggi quei cittadini, ancorché di sinistra, hanno la possibilità di mettere il sigillo definitivo ad ogni progetto di moschea nella nostra città.
Possono riuscirci se rifiuteranno le ambiguità di Delbono e voteranno le certezze di Alfredo Cazzola.

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giovedì, giugno 18, 2009

Ai bolognesi interessa la metropolitana ?

Allora non resta che votare per Alfredo Cazzola, perché, ricordiamoci, se abbiamo perso il primo treno per la metropolitana è stato a causa dell’ostruzionismo di provincia e regione contro Guazzaloca prima e della scelta di Cofferati di cambiare un percorso già definito e approvato.
Adesso la sinistra propone di continuare sulla linea Cofferati con un suo clone sbiadito, Delbono.
Bologna ha bisogno della metropolitana e non del civis sostenuto dalla giunta Cofferati anche per piantarla con la pletora di divieti alla circolazione.
Delbono è il successore di tutti coloro che hanno reso Bologna una città caotica, con solo il traffico di superficie e con un intasamento nei viali che porta solo inquinamento e ritardi negli spostamenti, anche brevi.
Se ci interessa la metropolitana, se ci interessa un traffico accessibile ed una viabilità funzionale per le nostre attività, non possiamo che votare Alfredo Cazzola, perché solo cambiando potremo risollevarci.

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mercoledì, giugno 17, 2009

Cazzola Superstar

Se non fosse per Cazzola, questo ballottaggio sarebbe assolutamente soporifero il che, probabilmente, era l’intenzione di Delbono che, in tale situazione, poteva anche apparire “brillante”.
E’ invece apprezzabile il piglio garibaldino del candidato alternativo al continuismo cofferatiano che mette pepe e sale nella campagna elettorale.
Non possiamo sapere quali risultati porterà, ma è evidente che Cazzola ci ha preso gusto ed è nella posizione di “togliersi qualche sassolino dalle scarpe”, dopo essere stato preso a bersaglio per l’intera campagna elettorale.
Certo, magari sarebbe stato meglio se avesse incalzato Delbono per chiedergli cosa vuole fare sul civis, sulla metropolitana, sul traffico, sui dehors, sulla sicurezza, sull’immigrazione, sulla moschea, tutti temi che il candidato della sinistra rifugge, tanto da approfittare anche delle intemerate di Cazzola per sottrarsi al confronto diretto.
Ma i bolognesi devono, oggi, chiedersi quale dei due candidati appare il più idoneo per governare una città complessa e in caduta libera come Bologna.
Il sanguigno Cazzola o lo smunto Delbono ?

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martedì, giugno 16, 2009

Cazzola all'attacco

Non finisce l’offensiva di Alfredo Cazzola in vista del ballottaggio del prossimo 21 e 22 giugno.
Dopo aver sollevato dubbi sulle modalità dei viaggi che il suo avversario ha compiuto con la fidanzata in occasione di trasferte di lavoro, oggi propone altre domande.
Una delle quali chiede a Delbono se ha mai ricevuto finanziamenti da persone o società vicine a Nicoletta Mantovani, vedova Pavarotti, che è assessore “in pectore” di una eventuale giunta Delbono.
Cazzola evidenzia anche come il suo avversario abbia trascorso la campagna elettorale evitando gli scontri diretti (in ciò anche aiutato dalla letale lotta fratricida di Cazzola con Guazzaloca).
Vedremo domani quali temi saranno sollevati.
Mancano tre giorni alla fine della campagna elettorale ed è indubbio che sia Cazzola a dover rincorrere.
Sembra però che lo stia facendo molto bene ora che si è liberato dall’impaccio e dall’impiccio di una candidatura che insisteva nella sua stessa area politica.
Che Bologna abbia finalmente trovato la guida necessaria per risollevarla dalla palude in cui è stata cacciata da cinque anni da dimenticare di giunta Cofferati, di cui Delbono è, sotto ogni aspetto, anche per i natali forestieri, l’alfiere del continuismo ?

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lunedì, giugno 15, 2009

Cazzola colpisce duro

Primi dibattiti all’insegna della sonnolenza, secondo quanto riferisce Il Resto del Carlino , finchè Delbono non tenta di sollevare la cosiddetta “questione morale” che, nei corridoi della sinistra, non riguarda le problematiche sui temi della Vita, della Famiglia, del Matrimonio, della droga, bensì i presunti (sempre presunti … ) rapporti degli avversari con il denaro.
Cosa è venuto in mente a Delbono ?
Forse ha avuto l’impressione che il più aggressivo e scoppiettante Cazzola lo stesse mettendo sotto ?
O forse era una strategia studiata a tavolino ?
Forse non lo sapremo mai, sta di fatto che Cazzola ha reagito rifiutando di cambiare argomento ed ha sferrato un paio di colpi al limite del livello della cintura.
Ha ironicamente portato a Delbono i “saluti della sua ex” ed ha ribaltato i dubbi “morali” sul suo avversario.
Delbono ha accusato il colpo e come ha reagito ?
Dichiarando di aver incaricato i suoi legali di querelare Cazzola.
Siamo alle solite manfrine.
Da sinistra possono sollevare dubbi, dal Centro Destra no.
Non so come andranno i prossimi giorni di una fase finale della campagna elettorale che si preannuncia al calor bianco.
Indubbiamente l’energia che Cazzola sta dimostrando nel contrastare il suo avversario mi piace e mi fa considerare con maggior piacere il voto che gli darò domenica prossima (rifiutando rigorosamente le schede referendarie).
Delbono, invece, sta mostrando i suoi limiti caratteriali.
Invece di replicare con durezza, si è rifugiato nella querela.
Invece di affrontare il “nemico” de visu, ha disdettato, sempre secondo quanto riferisce il Carlino , tutti i “faccia a faccia” già programmati.
Per Bologna, per avviare a soluzione i nostri problemi, è indubitabile che ci vorrebbero più Cazzola e meno Delbono.
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domenica, giugno 14, 2009

Morselli e il Guazza per Cazzola

Stefano Morselli, candidato civico di Destra che non è riuscito a raccogliere quanto si poteva sperare, lo aveva dichiarato: al ballottaggio sosterrò il candidato alternativo alla sinistra, chiunque sia.
Al ballottaggio c’è andato Alfredo Cazzola e, così, Morselli invita a votarlo, con un simpatico commento sul suo sito che così si conclude:
Ma la politica è interesse personale o civico impegno e passione ed io da sempre la faccio per questo. Ora ricomincio a cercarvi uno ad uno cari amici, vi inseguiro' fino in spiaggia per portarvi a votare per Alfredo Cazzola al ballottaggio.Sento una voce che mi dice: "ma sei proprio testardo"si, sono testardo quando credo che quello che faccio sia giusto , non mollo e oggi credo in Alfredo Cazzola Sindaco di Bologna.”.
Quantitativamente più significativa la dichiarazione di voto di Giorgio Guazzaloca, espressa sabato in conferenza stampa, con una chiara indicazione – non immune da una qualche puntata velenosa – per votare Alfredo Cazzola:
No ho dubbi: si tratta di scegliere - dice l’ex sindaco - tra la difesa di un potere cinquantennale che ha di fatto danneggiato Bologna, un sistema di potere che ho sconfitto e dal quale sono stato sconfitto, e quello di un uomo, un candidato che molto probabilmente non è adatto per il compito che si è prefissato, ma che è sostenuto da tanti bolognesi che con me e come me hanno condiviso battaglie e speranze una Bologna migliore e più giusta. Non ho dubbi: scelto quest’ultima strada, per coerenza e storia personale, ma soprattutto per amore nei confronti della città
Peccato che il Guazza non abbia ragionato altrettanto bene quando si è trattato di definire le liste per i Quartieri, regalandone tre (Porto, Saragozza e Savena) alla sinistra, ma, come ha detto lui stesso:
Per Bologna e solo per Bologna metto in secondo piano aspetti di carattere personale e giudizi sulle singole persone che potrebbero avere molto molto spazio nelle mie riflessioni ad alta voce, (ma) non è oggi quel momento.”
Da annotare che anche il Codacons sostiene Cazzola, mentre i “grillini” nessuno dei due, anche se il loro candidato ha espresso più simpatia per l’atteggiamento, nei loro confronti, di Cazzola che di Delbono.
Presumibilmente tutte le altre liste si collocheranno politicamente nel loro alveo naturale e, così, sulla carta Delbono avrebbe la maggioranza … come peraltro la doveva avere 10 anni fa la Bartolini.
Ma c’è ancora una settimana di campagna elettorale e Delbono deve cominciare a dire cosa vorrebbe fare di Bologna.
Cazzola lo ha ampiamente dichiarato.
I problemi sono sempre quelli:
moschea sì o no ?
campi rom sì o no ?
civis sì o no ?
metropolitana sì o no ?
passante nord sì o no ?
dehors sì o no ?
centro storico aperto sì o no ?
blocco del traffico sì o no ?

Finora Delbono, che rappresenta il continuismo con Cofferati si è defilato, Cazzola ha preso impegni seri e, sulle questioni che riguardano immigrazione e sicurezza c’è l’imprinting della Lega che ne certifica la bontà e la corrispondenza alle aspettative dei cittadini.
Aspettiamo i sì e i no del candidato della sinistra.
E per questo motivo la “sfida” di Cazzola di un dibattito sul crescentone di Piazza Maggiore è una buona occasione per confrontare i due candidati: Delbono avrà il coraggio di accettare la pubblica sfida davanti al pubblico bolognese ?

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venerdì, giugno 12, 2009

Cazzola l'unica speranza

Sono ricominciati i giochi elettorali in vista del ballottaggio del 21 e 22 giugno.
Cazzola, candidato in recupero, è apparso in gran forma e con tante cose da dire e da fare.
Il suo passato parla da solo.
Bolognese purosangue, è un classico artefice della sua stessa fortuna.
Grande l’intuizione del Motor Show che è stata la sua ricchezza, doti manageriali affinate in campo sportivo dove (purtroppo: lo scrivo da tifoso Fortitudo ) ha consentito alla Virtus un periodo da dominatrice assoluta della pallacanestro italiana ed europea.
Ha preso il Bologna retrocesso malamente alla fine della gestione Gazzoni e l’ha riportato in serie “A”, per venderlo ai Menarini e tenersi le mani libere per altre imprese: quali ?
L’impresa che a me interessa di più è salvare Bologna.
Salvare la mia (e sua) città dal degrado in cui è stata condotta dalla sinistra guidata da un forestiero, esattamente come estraneo alla città è il candidato della sinistra che non è riuscito a vincere al primo turno.
Un candidato che durante la prima fase della campagna elettorale è stato prudentemente zitto, lasciando che i due galletti del pollaio del Centro Destra si beccassero a vicenda e sperando che la repulsione verso tale lotta fratricida lo favorisse per l’elezione diretta.
Così non è stato.
Nonostante gli stracci che sono volati nel campo del Centro Destra, le querele, le offese, gli errori compiuti da una dirigenza politica non all’altezza della fama berlusconiana, la sinistra è riuscita a non vincere al primo turno ed a perdere persino un quartiere cittadino.
E questo la dice lunga sullo scarso appeal del candidato scelto.
Un candidato incolore, debole, privo di smalto e, quel che è più grave, privo di idee che possano “riaccendere Bologna”.
E’ il candidato del continuismo con l’attuale fallimentare giunta.
E’ il burocrate che da venti anni bazzica i palazzi della politica cittadina.
Infatti non ha mai preso le distanze dalla giunta uscente.
Non si è mai pronunciato contro la moschea.
Non si è mai pronunciato contro il Civis.
Non si è mai pronunciato contro la revoca del blocco del traffico del giovedì.
Non ha mai criticato le varie amenità, puntualmente trasformatesi in vessazioni per i cittadini bolognesi e in benefici per tutti gli spostati che sciamano per la nostra città, che hanno caratterizzato la giunta del sindaco forestiero.
Anche a Delbono non frega una cippa di Bologna, della sua storia, della sua cultura, delle sue tradizioni.
Perché anche Delbono, come Cofferati, non è di Bologna.
Per questo, con tutti suoi limiti, Alfredo Cazzola è l’unica speranza per la rinascita di Bologna.
Perchè Cazzola conosce Bologna e ama Bologna, essendo un figlio di Bologna.

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martedì, giugno 09, 2009

Lassù Qualcuno ama Bologna

Le amministrative stanno confermando una inequivocabile tendenza nazionale: il pci/pds/ds/pd crolla (chiedo scusa: tiene …) perdendo al primo turno 15 delle 50 province che governava e mandandone al ballottaggio altre 20.
Non che il ballottaggio significhi, per il Centro Destra, vittoria, anzi, sarà molto dura riportare alle urne gli elettori, soprattutto quelli che non vorranno litigare con gli scrutatori per rifiutare le schede del referendum.
Nei comuni la storia si ripete con, in più, due assi come Bologna e Firenze che costringono ai tempi supplementari la sinistra nel cuore del loro potere.
Sì, perché sembra di essere tornati a più di 40 anni fa, quando solo l’Emilia Romagna e la Toscana erano tinte di rosso.
In sostanza il pci/pds/ds/pd è regredito (pardon: ha tenuto) fino ai livelli antecedenti il grande boom del 1975 e persino la prima avanzata post sessantottina delle prime elezioni regionali nel 1970.
E se a livello nazionale si parla di Milano e Torino, Napoli e Firenze, a me interessa Bologna.
Bologna era posizionata nel modo migliore per poter scalzare la sinistra.
La giunta del sindaco forestiero aveva fallito e solo “i svulazen” potevano esserne contenti.
Ebbene, in una situazione così favorevole, il Centro Destra ha cercato in tutti i modi di perdere: la lunga telenovela per scegliere il candidato, le ripicche e le meschinità personali, la candidatura di Guazzaloca, i veleni, le querele.
Per concludere con le due enormi gaffes che hanno portato molti elettori ad abbandonare l’ex sindaco ai suoi inutili ed esiziali sogni terzaforzisti: la presentazione di liste antagoniste nei quartieri cittadini e l’infelice uscita sulla “libertà di voto” nel caso in cui al ballottaggio fosse andato Cazzola.
Così, sin dall’inizio dello scrutinio, si è visto chiaramente che l’ex presidente del Bologna (e della Virus, ahimè) era riuscito a conquistarsi il primato nel Centro Destra, anche se restava sotto di cinque, sei punti rispetto ai voti delle liste che lo sostenevano e il candidato sinistro era oltre il 50% ..
Poi, il miracolo: il candidato della sinistra scendeva sotto il 50% non appena arrivavano i risultati dei seggi dei quartieri Santo Stefano, Saragozza e Savena.
E’ ballottaggio il prossimo 21 giugno.
Non lo merita Cazzola, non lo meritano i maggiorenti del Centro Destra a Bologna perché hanno fatto errori enormi, ma una occasione così non va sprecata e, quindi, turandomi il naso e rifiutando le tre schede referendarie, parteciperò al ballottaggio votando Cazzola, per il bene di Bologna.
Anche perché il miracolo del ballottaggio non è stato unico.
E se il Saragozza, il Porto, il Savena sono andati persi per la follia di presentare due liste concorrenti, il Santo Stefano, il mio quartiere, avrà una maggioranza Lega-pdl.
Pochi punti di vantaggio sono bastati per ribaltare un destino che Guazzaloca aveva voluto scrivere a favore della sinistra.
E questo la dice lunga sul clima sfavorevole alla sinistra che c’era a Bologna (e che non è stato utilizzato al meglio dai dirigenti del Centro Destra) e sulla estrema debolezza del candidato sindaco della sinistra.
Un candidato che Cazzola, irruento e sanguigno come è, non avrà difficoltà a mangiarsi in qualsiasi dibattito, sulle ali anche dell’entusiasmo per il raggiunto ballottaggio.
Mi auguro che saprà mettere a frutto l’esperienza di questi mesi, ponendo al centro dei temi di queste prossime due settimane la situazione di estremo degrado in cui versa la nostra città per colpa di una politica della sinistra di cui il suo avversario odierno è solo l’ultimo continuatore.
Sicurezza, immigrazione, ordine pubblico, sono i tre temi fondamentali sui quali impostare la campagna elettorale del ballottaggio perché persino gli elettori comunisti vogliono sicurezza, comandare a casa loro e vivere senza il timore di manifestazioni che spacchino le loro vetrine o imbrattino le mura delle loro case.
E, ultimo ma non per questo meno importante, l’apparentamento con tutte le liste di Destra e Centro, a cominciare, certo, da Guazzaloca (che potrà così fare ammenda dei suoi errori) ma comprendendo anche quelle civiche e di Destra.
Liste che hanno subito una autentica debacle, ottenendo, complessivamente, la metà dei voti di quelli ottenuti dalle due liste di Destra del 2004 ed un quarto di quelli ottenuti da Forza Nuova e La Destra/Fiamma Tricolore alle politiche del 2008, ma avremo modo di parlarne, perché una Destra dovrà risorgere e, nel frattempo, sarà necessario continuare a votare per chi, nonostante tutto, riesce a tenere accesa la Fiamma, sia pur ridotta al lumicino.
Venti punti di distacco possono sembrare tanti, ma intanto credo che Cazzola potrà contare su una buona metà dei voti ottenuti da Guazzaloca e questo consentirebbe di portare già intorno al 10% il differenziale e, poi, normalmente è chi corre da dietro ed è in recupero che ha ancora l’entusiasmo per sprintare e superare l’avversario, demoralizzato dal mancato raggiungimento dell’obiettivo al primo turno.
I dirigenti del Centro Destra bolognese non meriterebbero di vincere, soprattutto perché poi si vanterebbero di aver ottenuto un risultato che, con meno errori, sarebbe stato più possibile.
Ma se i dirigenti del Centro Destra bolognese non meritano Palazzo d’Accursio, Bologna sì.
E’ ora di porre fine ai disastri che sindaci di sinistra, estranei al tessuto culturale, economico e sociale della città hanno combinato.
Votare Cazzola è ora diventato un dovere civico che appartiene ad ogni buon bolognese.


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