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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

martedì, novembre 25, 2008

Argelato boccia la raccolta differenziata dei rifiuti

Avevo scritto a settembre della iniziativa intrapresa dal comune di Bologna che ha deciso di importare in città iniziative già attuate in provincia: la raccolta differenziata dei rifiuti, iniziando in via sperimentale anche dalla mia zona.
Ho colto l’occasione per fare alcune domande e mi ha risposto direttamente il responsabile del sistema.
Quando si è trattato del “lancio” della iniziativa è venuto per rispondere alle domande dei cittadini il responsabile del servizio nella nostra zona.
Il risultato è, grosso modo, quello che potete vedere nella fotografia che non è di Bologna, ma che è la più attinente alla realtà che abbia trovato in Rete.
Fino al 2 novembre c’erano alcuni cassonetti, bene ordinati, chiusi, capienti, concentrati in una sola parte delle vie di riferimento.
Raramente l’immondizia (“rusco” a Bologna e così lo chiamerò in futuro) tracimava.
Insomma era un servizio ordinato, la cui raccolta era svolta anche al sabato.
Poco o tanto ogni giorno io (e non ero il solo) liberavo il ripostiglio ove conservavo il bidone del rusco casalingo che mi occupava un posto limitato.
Arrivano gli ecoambientalisti e – forse per lanciare un loro business, visto che tra sacchetti, riutilizzi, servizio di raccolta etc. qualcuno ci guadagnerà – si cambia tutto.
Dobbiamo tenere in casa almeno quattro bidoni: carta, plastica, organico, indifferenziata.
Possiamo svuotare il nostro ripostiglio solo in base ai giorni di raccolta che sono dal lunedì al venerdì (cioè uno in meno rispetto a prima) e alternano: organico, indifferenziata, carta, plastica, organico.
In teoria dovremmo procedere alla suddivisione tenendo sempre sottomano le “istruzioni”: pensate un po’, le istruzioni per dividere il rusco !
Ad esempio la carta oleata, quella del salumiere, anche se la chiamiamo carta, non va nel contenitore della carta.
Non ci viene detto dove, ma presumo in quella indifferenziata.
Dopo due giorni ho smesso di leggere le “istruzioni” ed ho differenziato in base alla mia logica: mica devo perdere tempo per una idea che giudicavo e continuo a giudicare balorda !
Dovremmo appoggiare nel punto di raccolta il sacco di competenza la sera prima.
Ovvio che per uno che resta fuori casa tutto il giorno è più comodo provvedere al mattino, visto che al rientro a casa non ho alcuna voglia di farmi due volte le scale, la seconda per mettere fuori il sacco del rusco.
La perla è l’ultima domanda che ho fatto a chi è venuto ad illustrare la “grande novità”.
Va bene tutto questo disturbo, ma in cambio, almeno, ci ridurrete le tasse sul rusco ?
Difficile, ha risposto, semmai non verranno aumentate se si raggiunge la percentuale prefissata di raccolta differenziata.
E perché aumentate ?
Perché l’europa, la malefica, imporrebbe una multa all’Italia.
Parentesi.
Mi domando: e se l’Italia non pagasse la multa cosa ci fanno ?
Mandano un esercito franco tedesco di invasione ?
Non credo.
Più facile che ci buttino fuori dalla loro europa …
magari !
Chiusa parentesi.
Tornando al rusco, argomento che ben si sposa con l’europa dei burocrati, abbiamo questo brillante risultato:
- svariati punti di raccolta dove prima ce n’era uno solo
- bidono colmi e rusco a volte sparso per terra
- spazio in casa occupato quattro volte in più rispetto a prima per i vari bidoni
- necessità di suddividere il rusco “per materia”
- nessuna riduzione delle tasse
.
E qualcuno si domanda perché domenica scorsa gli abitanti di Argelato – paesino di circa 10000 abitanti in provincia di Bologna – hanno bocciato (60% contro 40%) la raccolta differenziata dei rifiuti e chiesto il ritorno ai vecchi cassonetti ?
Ma perché i Soloni che ci amministrano non pensano a farlo senza arrecare disturbo ai cittadini e senza ravanare nelle nostre tasche, invece di studiare, sembra apposta, ogni iniziativa (dai blocchi del traffico alla raccolta differenziata dei rifiuti) che invece crea solo seccature ?
Bene Argelato, spero che a qualcuno inserito in un partito organizzato venga in mente di fare altrettanto a Bologna, per rinforzare quella sonora pernacchia che da Argelato spero possa arrivare anche a Bruxelles.

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domenica, novembre 16, 2008

Obiettivo Palazzo d'Accursio

La rinuncia a ricandidarsi del sindaco forestiero ha ridato fiato ed entusiasmo ad una sinistra che sembrava rassegnata all’obbligo di sostenere uno dei peggiori – se non il peggiore - sindaci che Bologna abbia mai avuto.
Stiamo così assistendo ad una corsa alla candidatura a sinistra, in cui se non ogni giorno, quasi, si affaccia una nuova candidatura.
Ma, fedeli alla nostra politica di occuparci delle questioni della nostra parte politica perché un comunista, comunque si chiami e comunque voglia essere definito, resta sempre un comunista, spostiamo l’attenzione sulla candidatura del Centro Destra.
E qui sono dolori.
Giorgio Guazzaloca, l’unico sindaco non comunista che Bologna abbia avuto negli ultimi 60 anni, continua ad essere la figura più prestigiosa e conosciuta, ma anche la meno gradita al “partito di centro, moderato e liberale” e, soprattutto, alla Lega.
Purtroppo le speranze del Centro Destra di dare nuovamente aria alla città con una giunta che tenga i cattocomunisti all’opposizione sono legate alla unità di tutte le forze che si oppongono alla sinistra.
Questo significa che, possibilmente sin dal primo turno, è necessario coniugare le istanze del pdl, della Lega, della Destra, dell’Udc, delle liste civiche (Guazzaloca, Corticelli, Salizzoni, Laganà etc.) per un programma che esprime le esigenze dei cittadini ponendo al centro la vivibilità della città (sicurezza, opere pubbliche, strade riparate, assistenza) e l’efficienza dei servizi comunali.
Il tutto rappresentato e sintetizzato da un nome che non faccia dire “e chi è ?”, ma che sia ben conosciuto per le sue idee, per la sua attività professionale, per la sua immagine pubblica.
Sicuramente ve ne sono a Bologna di personaggi che possono rappresentare una tale sintesi.
Magari non sono tanti, ma ce ne sono.
Sicuramente non è tra quelli quel signore – di cui, per l’appunto, dovrei andarmi a leggere il nome sul Carlino – amministratore di una importante società ma che non è affatto conosciuto in città, né si sa cosa abbia fatto per dare lustro a Bologna.
Sicuramente è tra quelli Guazzaloca.
A me non interessa il nome, interessa che corrisponda a quelle caratteristiche e che, una volta auspicabilmente eletto, agisca per la città e per chi la abita, senza quei paraocchi ideologici che hanno fatto fallire la giunta del sindaco forestiero.

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