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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

giovedì, ottobre 09, 2008

Il gran rifiuto del sindaco forestiero di Bologna

La notizia è di quelle da “sguuup” biscardiano: il sindaco forestiero di Bologna rinuncia a candidarsi per un secondo mandato.
A parte il legittimo sospetto per cui crederò all’annuncio solo quando non vedrò il suo nome nelle liste, credo che la sinistra abbia tutto da guadagnare dall’uscita di scena di una persona che non è mai stata in grado di entrare in sintonia con una città a lui estranea ed alla quale lui ha fatto così tanti danni, a cominciare dalla perdita della metropolitana.
Sono almeno tre i motivi per cui la sinistra ci guadagna:
1) può scegliere un candidato bolognese, che sappia cosa è Bologna e chi sono i Bolognesi;
2) può dissociarsi dal fallimento della giunta del forestiero, scaricando solo su di essa ogni responsabilità per la perdita di prestigio, di sicurezza e di benessere che abbiamo subito in questi quasi cinque anni di amministrazione;
3) può proporre ai bolognesi un volto nuovo, cercando di indurre il Centro Destra a fare altrettanto, accantonando Guazzaloca, per scegliere un candidato minore che non avrebbe alcuna possibilità di elezione (Corticelli o Raisi).
Tanto gli elettori di sinistra voterebbero chiunque venisse candidato dal loro partito, mentre a Destra si è molto più critici verso le possibili candidature.
Ma Bologna è un simbolo che mal si concilia con la presentazione di una candidatura “minore” e, allora, se non dovesse essere Guazzaloca, non vedrei affatto male, per tutto il Centro Destra, un nome di caratura nazionale: Pierferdinando Casini, bolognese d.o.c. e ben conosciuto in città e fuori.



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5 commenti:

Josh ha detto...

a quel punto andrebbe bene Guazzaloca, ma Casini non lo voglio proprio.

Massimo ha detto...

Casini, sul piano personale, non è poi così male.
Se lo si mettesse alla prova in un ruolo concreto e non parolaio, forse sarebbe una piacevole sorpresa.
Guazzaloca va benino, non suscita entusiasmi, ma è bolognese, conosciuto e sperimentato come sindaco.
Non nascondo che io preferirei un nome di risonanza nazionale, bolognese e che possa rappresentare adeguatamente una certa idea politica, in necessaria antitesi al pci/pds/ds/pd.

Josh ha detto...

Esatto, hai centrato il punto. Pensavo ‘Casini no', perché è un uomo di centro e non manca mai di ribadirlo con tutte le sfumature e i distinguo personali del caso (ma anche Guazzaloca in fondo è un uomo quasi di centro, non è sicuramente la Destra di Spengler, Evola o Guénon :)) e non sono tanto d’accordo con l’iniziativa di Casini di separarsi dal centrodx. Frequentava i francescani di San Francesco in P.zza Malpighi:)
Guazzaloca, dici bene, non suscita entusiasmi, è stato sì il primo di centrodx dopo decenni….ma sicuramente non tutti i bolognesi di Dx si riconoscono però nella categoria dei commercianti, bottegai o nell’Ascom.
Gli ‘eventi’ di ‘Bologna Città della Cultura 2000’ non furono poi questa gran cosa, un’occasione mancata di rilancio della città sotto il profilo arte (fatto quasi nulla), immagine (fatto nulla), manifestazioni di richiamo, pubblicità, commercio: iniziative reali poche, e conseguente scarso ritorno economico, nemmeno per il corporativismo che lo sosteneva.
Sicuramente, l’altra volta che fu sindaco G., trascorse anche un periodo non breve in ospedale, per cui potè operare relativamente;
per altro verso, scendere in campo con liste civiche apartitiche o anonime non schierate per accontentare tutti, va a finire che non fan felice nessuno;
liste che contengono da ex socialisti a ex dc a ex monarchici sull’80ina, che magari vivono in una turris eburnea del personale fasto passato fuori della realtà, questo rende l’iniziativa politica più evanescente e meno ‘marcata’, perché si punta più sul carisma personale e meno su una volontà politica ben definita, e invece una voglia/necessità di destra ci sarebbe. Non so così se questi vaghi mischioni nelle liste siano efficaci.
Anche io preferirei, potendo scegliere, uno molto capace, magari un po’ più giovane perché esiste anche una destra giovane e con idee, attiva e sveglia, non necessariamente legata solo ai commercianti locali che ormai son 4 gatti, Bologna ha necessità di sprovincializzarsi un po’ e di essere rilanciata: ma l’antitesi ai sinistrati ci vuole eccome. Il rischio della Dx bolognese è sempre la frammentazione, la spaccatura in 1000 rivoli, per cui piuttosto che rivinca la sinistra….
Insamma, l'è un bel casein…

Massimo ha detto...

Casini ha frequentato un po' tutti gli ambienti per farsi una base elettorale ... :-)
Se hai letto le mie posizioni nel blog generalista (http://blacknights1.blogspot.com/) puoi capire come poco mi piaccia il compromesso e come preferisca scelte nette.
Ma Bologna è particolare.
Qui i comunisti sono ancora vivi e vegeti e se il loro partito candidasse un somaro, lo voterebbero comunque.
Non a caso questo blog ha il titolo di una vecchia barzelletta ... i svulazen .. :-)

Nessie ha detto...

Troppo bella la tua barzelletta, Massimo :-). Sta circolando per la mia famiglia e quando ci si imbatte in qualcuno che "nega l'evidenza" ormai lo sopranominiamo "uno svulazen" :-).
Mi fa piacere che due bolognesi "controcorrente" (parlo dell'aggiunto amico Josh) si siano ritrovati sulla base dello "svulazen" che ha fatto un po' da richiamo della foresta.

Due cose su Stalingrando: è l'unica città al mondo che chiama così il suo quartiere. Nemmeno in Russia esiste più il nome di questa città.