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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

sabato, settembre 06, 2008

Una città senza bussola

A meno di un anno dal rinnovo dell’amministrazione comunale, Bologna è ancora senza bussola.
I due supermercati – di sinistra e di centro – non hanno ancora individuato un candidato certo per Palazzo d’Accursio.
L’ala del pci/pds/ds/pd proveniente dalla sinistra democristiana è alla ricerca di un candidato presentabile da opporre ad un sindaco che era ed è rimasto estraneo alla città, la cui mente è proiettata lontana mille miglia da Bologna e le cui speranze di rielezione sono legate esclusivamente alla tetragona disciplina dei trinariciuti.
Questa giunta, infatti, merita una pagella la cui media è uguale alla temperatura esterna di Plutone.
Se si pensa che siamo ancora al punto di attendere il responso sui fondi nazionali per una metropolitana che, allo scadere della Giunta Guazzaloca, aveva già soldi, progetto, percorso e tempistica di realizzazione e che solo per un puntiglio del nuovo sindaco è stata mandata a gambe all’aria.
Ma se la sinistra piange, il centro o il Centro Destra (se a Bologna vogliamo ripresentarci come prima della folle iniziativa berlusconiana del “partito di centro, moderato e liberale”) non ride.
La spaccatura nazionale emerge in tutta la sua corrosività nelle situazioni locali come quella di Bologna dove i trinariciuti continuano a votare per la sinistra e, quindi, le speranze di mandarli all’opposizione sono legati alla concomitanza di più fattori.
I più importanti dei quali sono l’unione di tutte le forze che si oppongono alla sinistra, senza pregiudiziali e senza condizioni e la scelta di un candidato le cui radici appartengano, senza ombra di dubbio, a Bologna.
Guazzaloca resta il personaggio che più e meglio può conciliare queste esigenze, portando tra l’altro in dote cinque anni di buona amministrazione che ogni bolognese ricorda con nostalgia (anche se i trinariciuti fanno prevalere l’ideologia al buon governo).
Ma Guazzaloca deve darsi una mossa, deve candidarsi, perché in assenza di una sua decisione, altri vengono sollecitati e solleticati per il ruolo e non tutti possono rappresentare Bologna.
Datevi una mossa, perché in assenza di una certezza che rappresenti l’unità di chi vuole una Bologna bene amministrata, tanto vale votare Bepep Maniglia che, almeno, rappresenta qualcosa di Bologna che il sindaco forestiero non potrà mai essere.

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