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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

domenica, agosto 31, 2008

Profumo di serie A

Oggi alle 15 il Bologna torna a calcare i campi di Serie A e, addirittura, alla “Scala” perché la prima è a San Siro (continuo a chiamarlo così, con tutto il rispetto per il calciatore Meazza) contro il Milan, blasonatissimo e ricchissimo.
Tutto sommato il miglior esordio che ci potesse capitare, perché dai nostri giocatori nessuno si aspetta il miracolo, tanta è la differenza con il Milan, per cui ci si potrà gustare la partita senza patemi e Arrigoni potrà registrare tutto quello che andrà registrato.
E’ stata una estate bollente per il Bologna.
Prima la promozione all’ultima partita, poi la telenovela della vendita della società agli Americani, definitivamente tramontata a metà luglio, quindi il colpo di scena dell’acquisto delle quote del Presidente Cazzola da parte del suo socio di minoranza, Menarini, con la concreta ipotesi di vedere una donna, la figlia Francesca, sullo scranno presidenziale seguendo le orme di Rosella Sensi.
Menarini è un imprenditore, costruttore, di lungo corso, solido, serio, affidabile.
E’ da vedere quanto, anche in famiglia, saranno disposti a rischiare nel calcio, passione e capriccio molto costoso.
E’ soddisfacente la certezza nella guida societaria, l’incertezza è la qualità dell’organico del Bologna che non ha avuto il “colpo” cui Gazzoni ci aveva abituato nei primi anni della serie “A” (ricordiamo Baggio, Signori, Kolyvanov).
Ma questo è il famoso calcio estivo, in cui tutti gli italiani si trasformano in tecnici e commentatori, il campo darà il suo responso, con le solite sorprese, dolci e amare.
A noi non resta che ribadire quel che i vecchi tifosi del Bologna solevano ripetere ed urlare allo Stadio, perché il Bologna è una Fede:

FORZA BOLOGNA !


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mercoledì, agosto 27, 2008

Pubbliche vessazioni

Nel prossimo mese di settembre le società che hanno in gestione i servizi di fornitura per gas, acqua e luce, chiederanno ai cittadini della nostra martoriata regione anche i dati catastali dell’appartamento in cui abitano.
Ci chiedono, insomma, di “collaborare” per essere meglio tartassati.
Dovremo rispondere indicando i dati dell’immobile, pena una multa fino a 2600 euro.
Non basta.
Oltre alla seccatura di recuperare e trascrivere i dati catastali in un modulo fornito da loro e che sarà presumibilmente di non facile lettura, dovremo anche rispedirlo a spese nostre !
E’ evidente che le aziende che forniscono pubblici servizi e che sono giustamente confuse con il pubblico tout court, sanno come farsi odiare dai cittadini.
Non basta subire i rincari periodici, ben oltre il tasso di inflazione comunicato ufficialmente, adesso dobbiamo anche fornire i nostri dati catastali e spedirli all’ente a nostre spese.
Per consolarci dichiarano che è semplicissimo avere quei dati: basta andare all’Agenzia delle Entrate e chiedere una misura catastale dell’immobile.
E allora perché non lo fanno loro ?
Anzi, perché non utilizzano gli strumenti informatici per sposare indirizzi e vie con i dati catastali, al limite inviandoci i moduli già compilati per eventuali rettifiche (esattamente come per le tasse dovrebbero mandarci – a fronte della nostra dichiarazione – l’importo che ci viene chiesto in pagamento e non lasciare che sia a nostro carico anche l’eventuale errore di conteggio !).
Avessero, almeno, la compiacenza di mandare nelle case degli incaricati a ritirare, se non ad aiutare nella compilazione, i moduli !
O, come ogni società che chiede a noi di svolgere un compito per lei, ci fornisse una busta con l’affrancatura a carico loro!
No, per costoro noi siamo sudditi e dobbiamo tacere e pagare.
Ma si rendono conto che in questo modo stimolano la ribellione e, ancor più grave, legittimano ogni forma di autotutela ?


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sabato, agosto 23, 2008

Quattro mesi decisivi

Giugno 2009: elezioni amministrative.
Dopo cinque anni di giunta cattocomunista, guidata da un personaggio completamente estraneo al tessuto sociale ed economico della città, i cittadini di Bologna saranno chiamati a scegliere quale sindaco per i prossimi cinque anni.
Anche se c’è chi ne dubita, il forestiero, il sindacalista cremonese, penso si ricandiderà.
E’ costretto a farlo perché l’alternativa sarebbe la fine per le sue sfrenate (e non adeguate alle capacità mostrate in questi cinque anni) ambizioni politiche, magari con un posto in quel cimitero di elefanti che è il parlamento europeo.
Naturalmente rischia.
Rischia perché persino il più ottuso tra gli elettori comunisti, quello che voterebbe anche una scimmia se candidata dal suo partito, non ignora i danni che l’Estraneo ha provocato a Bologna.
Abbiamo perso la metropolitana, non si è risolto un solo problema, di traffico, di manutenzione dei beni pubblici, di bilancio, di sicurezza, anzi, come dimostrano le impietose analisi e statistiche che vengono pubblicate dalla stampa, Bologna sta rapidamente retrocedendo in ogni classifica e si può affermare che se ancora c’è benessere, questo deriva dal fatto che stiamo intaccando il capitale pregresso.
Quindi i dubbi sul Forestiero ci sono, anche tra le sue file.
Del resto quando il sindaco comunista di Padova costruisce un muro per difendere i cittadini onesti da una casbah e quando il sindaco comunista di Torino accoglie i militari mentre a Bologna li si isola a guardia del Cpt, capiamo come il sindaco comunista di Bologna non sappia essere, né carne né pesce.
Ma il voto comunista è un voto fideistico.
Alle ultime elezioni, nel disastro cosmico della sinistra, i cattocomunisti di Veltroni hanno sfiorato il 50% che diventa il 55 con Di Pietro e il 60 con le frattaglie dell’estrema.
E le percentuali sono sempre state quelle, con i cattolici “adulti” (sic !) che hanno rimpiazzato i voti persi dalla maturazione di alcuni pentiti del comunismo, soprattutto socialisti.
Ai tempi della prima repubblica, raramente la DC, a Bologna, arrivava al 27%, l’MSI al 5% e i partitini laici ad uno striminzito 6%.
Ecco che il rapporto resta comunque, 60 a 40 per la sinistra, esattamente l’opposto di quanto accade in campo nazionale dove, come ha dimostrato un recente studio del Sole 24 Ore, anche quando ha vinto (e stendiamo un velo pietoso sul “come” ) la sinistra è sempre stata minoritaria.
Allora battaglia senza speranza ?
No, come dimostrò nel 1999 Giorgio Guazzaloca.
Ma occorre il combinarsi di almeno tre elementi, oltre ad un pizzico di buona sorte e ad una indicazione entro l’anno, per poi partire da gennaio con una incessante campagna porta a porta: ecco perché i prossimi quattro mesi saranno decisivi.
1) Il Centro Destra deve presentarsi unito.
Non ci si deve dividere sulla presenza di un simbolo o imporre, come sembra voglia fare il “partito di centro moderato e liberale” con La Destra, diktat sulle liste.
Sia chiaro che nessun partito può accettare limitazioni al proprio diritto di visibilità e che se a La Destra verrà riservato lo stesso trattamento delle politiche, i voti dei suoi elettori il partito di Berlusconi può dimenticarseli.
2) Un candidato debole per la sinistra e, con tutto quello che ha combinato, l’attuale sindaco è l’ideale.
3) Un candidato sindaco per il Centro Destra che, per la sua bolognesità, possa rappresentare al meglio un messaggio che, stante la situazione, non può essere ideologico, ma amministrativo.
Deve cioè essere percepito come il candidato che guarda a Bologna senza i paraocchi dell’ideologia.
Il sindaco che aggiusta le strade, realizza la metropolitana, impone pulizia, ordine e sicurezza per le strade, nei parchi, in centro anche alla sera.
Il sindaco dei cittadini, non di una parte politica.
Al momento non mi viene in mente altro nome che quello di Giorgio Guazzaloca.

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