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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

mercoledì, giugno 04, 2008

Cazzola:dal Dall’Ara a Palazzo d’Accursio ?

Dopo che il sindaco straniero si è confermato estraneo al cuore e al sentimento della città, il presidente neopromosso Alfredo Cazzola sta meditando la vendetta.
Mentre il sindacalista estraneo a Bologna ha annunciato la sua ricandidatura (ma con quale faccia si presenterà visti i risultati del suo primo mandato ? e con quale stomaco potranno votarlo ?) per la massima poltrona cittadina, l’imprenditore presidente del Bologna sta riflettendo sulla possibilità di contrapporsi in prima persona.
Tra i due personaggi non corre buon sangue.
Il sindaco straniero, quando al termine del primo anno del suo mandato il Bologna retrocesse, sostenne la candidatura di Sabatini per l’acquisto della squadra.
Prevalse Cazzola.
Quando Cazzola propose un megaprogetto, anche urbanistico, che avrebbe rivoluzionato lo sport e il principale impianto sportivo di Bologna, lo straniero sindaco si oppose e prevalse.
Il giorno della partita decisiva per la promozione in serie A, il sindaco straniero ha preferito correre a prendere un traghetto.
Cazzola non parteciperà alla premiazione che il sindaco straniero ha in mente di effettuare a Palazzo d’Accursio per ringraziare i calciatori artefici della promozione.
E, ancora, nei tre anni trascorsi in serie B, particolarmente quando scoppiò la vicenda di calciopoli, non si ricordano interventi del sindaco straniero per far riconoscere il buon diritto del Bologna.
Naturalmente il “partito di centro, moderato e liberale” in debito di nomi per la candidatura a sindaco si è buttato a pesce sulla promozione del Bologna per lanciare la candidatura del Presidente, anche in contrapposizione ala più forte candidatura di Centro Destra possibile che è quella di Giorgio Guazzaloca, indimenticabile primo sindaco non comunista (1999-2004) di cui, però, non si dimenticano neppure le parole di disistima verso Fini.
Dopo questo oggettivo cappello, un appello al Presidente Cazzola.
Non si candidi !
Non vorrei “gufarla” ricordando il suo predecessore Giuseppe Gazzoni Frascara, rombato nelle elezioni comunali e che, poi, ha fatto una fine ingloriosa come Presidente, ma vorrei ricordare come possa essere difficile trasformare le proprie capacità imprenditoriali in buona amministrazione cittadina.
Soprattutto se ci si candida (e magari si viene eletti) per una scelta di contrapposizione personale e con un obiettivo (la famigerata Romilia) che sa tanto di conflitto di interessi (reale e non quello agitato per 14 anni contro Berlusconi).
Presidente Cazzola, una volta sindaco dovrebbe abbandonare il Bologna proprio al termine della prima stagione in serie “A” per trovarsi imprigionato in un ruolo avendo tra l’altro contro provincia e regione cui non riusciremo certo, neppure nel 2009 e nel 2010, a togliere quel rosso intenso da cui sono permeate.
Presidente Cazzola, costruisca un Bologna che torni a far tremare il mondo e lasci che a palazzo d’Accursio provi a tornare uno che ha amministrato bene e che, come lei, incarna la bolognesità più verace: Giorgio Guazzaloca.

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