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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

lunedì, maggio 26, 2008

Casapound sbarca a Bologna

Mentre i partiti-supermercato arzigogolano sulle prossime elezioni del 2009 ricercando chi le primarie, chi la candidatura fine a se stessa, l’anima sociale della Destra sbarca a Bologna con una iniziativa che mette il dito su una delle tante piaghe che Bologna deve sopportare: i parcheggi.
L’articolo del Carlino Bologna è una efficace sintesi delle azioni che Casapound sembra abbia intenzione di svolgere.
Casapound è l’organizzazione vicina più alla Fiamma Tricolore che a La Destra (adesso forse non più …) e rappresenta l’anima di quelle iniziative nel concreto che la Destra Italiana aveva abbandonato per assecondare la marcia di Fini verso il centro.
Non sempre e non tutte le iniziative e i modi di proporsi di Casapound trovano il mio personale consenso.
Ho forti riserve, ad esempio, sulla battaglia contro la cosiddetta “usura” essendo personalmente convinto che chi presta denaro abbia diritto ad una adeguata remunerazione, tanto maggiore quanto maggiore è il rischio che quel denaro non gli venga restituito.
Ma sicuramente il biglietto da visita di Casapound, contro lo tsunami di strisce blu e di parchimetri che ha colpito Bologna dall’inizio dell’anno è un’ottima scelta.
E’ del resto sufficiente circolare per Bologna, anche se si è di passaggio, per constatare come la nostra sia diventata una “città chiusa”.
Divieti, zone a traffico limitato, blocchi della circolazione e, soprattutto, l’impossibilità di trovare un parcheggio vicino al luogo dove ci si sta recando.
Il tutto è aggravato da un perverso atteggiamento della giunta cattocomunista che sembra abbia un conto aperto contro i cittadini, vessandoli con ogni sorta di proibizione.
Allora ben venga, ad un anno dalla elezioni, Casapound, con le sue iniziative a volte sopra le righe ma che, sempre, fanno discutere e, soprattutto, strappano quel velo di perbenismo, un po’ parruccone, un po’ ruffiano, che copre le magagne di una Bologna che sprofonda sempre di più nelle classifiche del benessere e della buona amministrazione.

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sabato, maggio 17, 2008

Non gridiamo troppo spesso "al lupo"

Breve e veloce commento ad un trafiletto pubblicato oggi a pag. VII del Carlino Bologna.
Un automobilista avrebbe, in Via San Mamolo, insultato con frasi definite nel pezzo "di stampo razzista" un camerunense che, dopo aver scritto al sindaco, ha dichiarato di lasciare l'Italia, perchè ha "preso atto della presenza di un razzismo profondo, rabbioso, aggressivo e orgoglioso".
A latere pare abbia denunciato l'incauto automobilista e sia assistito da ben due avvocati, mentre un terzo sarebbe testimone a suo favore.
Fin qui il riassunto del trafiletto in cronaca.
Mi limito a pochi commenti.
Quanti di noi, dopo un diverbio con un altro automobilista, scrivono al sindaco ?
Quanti di noi, dopo un diverbio con un altro automobilista, decidono di lasciare la città (spero non "prima che tramonti il sole" come nei classici film western).
Quanti di noi, dopo un diverbio con un altro automobilista, possono contare su ben tre avvocati, due nella linea di difesa e uno come testimone, a proprio favore, tutti di Bologna, tanto smentire il presunto "razzismo" esistente ?
Quanti di noi, dopo un diverbio con un altro automobilista, trovano la loro lite in cronaca ?
Mi sembra che si dia troppo peso ad una normalissima lite con insulti come ne capitano tante nel traffico cittadino.
Tra l'altro l'automobilista che nel pezzo in cronaca fa la parte del "cattivo" di turno, pur non essendo nominato, non ha avuto alcuna possibilità di fornire al giornalista la sua versione.
Ma scrivere al sindaco, trafiletto in cronaca, carte bollate, mi sembrano francamente eccessive, figlie di una visione stereotipata che vede razzismo ovunque e che ha fatto dire quelle parole insensate al vicepremier spagnolo.
Per non dire della decisione di abbandonare non solo Bologna, ma persino l'Italia, segno che, evidentemente, chi prende questa decisione non ha alcun interesse verso la nostra Città e la nostra Patria.
Bologna e l'Italia non sono razziste e lo dimostrano gli slanci di generosità che si ripetono ad ogni catastrofe naturale nel terzo mondo.
Non sarebbe ora di smetterla di farci del male, parlando di razzismo con così tanta frequenza, da renderlo quasi un normale compagno di viaggio ?
Quando si grida troppo spesso "al lupo", si rischia di non essere credibili nel momento in cui il lupo si presenta veramente davanti a noi e magari non lo si riconosce neppure.


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mercoledì, maggio 14, 2008

Saldi di fine mandato a Bologna

La giunta cattocomunista di Bologna capeggiata dal sindaco forestiero ha ancora un anno di vita e cerca di evitare la fine dei propri simili romani sollevando il tipico polverone di fine mandato.
E' il "facite ammuina" al ragù.
I cittadini di Bologna si svegliano ogni giorno con qualche novità, alcune mutuate dal manuale del bravo amministratore (qualche cerotto di asfalto là dove le strade erano state lasciate a 4 anni di totale incuria), altre per cercare di affermare l'identità ecoambientalista della giunta.
A questo proposito oggi ho visto le nuove strisce bianche (dirò dopo dove) che dividono il cammino pedonale da quello per le biciclette.
Sicuramente la giunta cattocomunista propaganderà che ha aumentato le piste ciclabili di un tot di chilometri.
E sicuramente qualcuno abboccherà.
Ma vediamo che razza di "piste sono".
Intanto sul ponte della Mascarella che, come ben sanno i ciclisti bolognesi, è uno dei più "tosti" (per la pendenza) e richiede uno spazio di "ondeggiamento" che varia a seconda delle capacità padalatorie del singolo.
Chiunque, poi, penserebbe ad una bella pista ricavata dalla superficie e protetta, dove si agevola anche la pedalata già difficile per la pendenza.
Non è così.
La "pista ciclabile" è stata ricavata dividendo a metà il marciapiede esistente.
Non solo, ma la parte dedicata alle biclette è quella esterna (verso la carreggiata stradale) alquanto sconnessa e pendente, con il rischio che una maggiore "sbandata", magari per uno scarto dovuto alla presenza a fianco di un pedone, possa far cadere il ciclista sulla strada.
Ma andiamo avanti.
Saldi di fine mandato.
Ecco che la giunta cattocomunista non rinuncia alla sua politica tradizionale di disturbo nei confronti dei cittadini.
Invece di cercare di rivitalizzare le zone più a rischio, crea i presupposti per aumentare l'insicurezza.
Così si decide una nuova pedonalizzazione, nella zona universitaria di Via Zamboni.
A questo punto diventa una "zona franca" soprattutto di notte e mi domando quali cittadini oseranno avventurarsi a piedi con il rischio di incontri ben più che spiacevoli.
Giunta bocciata, bocciatissima anche in queste prime mosse da ultima spiaggia.
Cercasi candidato sindaco urgentemente.
E' richiesta
residenza stabile a Bologna dalla nascita
.

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lunedì, maggio 05, 2008

Adesso tutti vogliono pattugliare Bologna

Bologna è una citta poco sicura.
La percezione di insicurezza che hanno i cittadini va ben oltre quel che dicono le aride statistiche sugli scippi, i furti in appartamento, le truffe ai danni di anziani e le rapine in banca e uffici postali.
Le stesse strade cittadine sono viste come una giungla, dove, soprattutto in certe ore serali e notturne, per avventurarsi bisgnerebbe avere una scorza da Indiana Jones.
Nei mesi scorsi alto è stato l'allarme nei confronti delle molestie verso ragazze e giovani donne.
E pensare che Bologna era famosa per i "biassanot", letteralmente i "mangiatori della notte", cioè quanti vivevano la Bologna notturan, le sue osterie, i suoi prati e i suoi angoli meno frequentati, il tutto in piena sicurezza.
Così la Lega, che ha fatto della sicurezza uno dei suoi (vincenti) cavalli di battaglia, ha organizzato delle Ronde cittadine.
Naturalmente l'iniziativa non è piaciuta ai parrucconi della sinistra che, non potendo negare la realtà disastrosa in cui il sindaco forestiero ha ridotto Bologna, ha pensato di favorire un diverso tipo di ronde ed ecco apparire (naturalmente "apartitici" ...) i "City Angels" che dovrebbero, con "dolcezza", essere i tutori delle notti (e del giorno nelle vie meno sicure) dei passanti e delle donzelle che si avventurano solinghe nella giungla della città.
Tanto di cappello a chi sottrae ore di sonno e del proprio tempo per un servizio comunque utile.
Mi domando come però reagirebbero nel caso in cui incontrassero dei malintenzionati che intendono "divertirsi" con un paio di ragazze.
Offrono un fiore ?
Un caffè ?
Raccontano una barzelletta ?
E se quei malintenzionati fossero una banda di extracomunitari arrapati "a digiuno" da qualche tempo ?
Una volta c'era più sicurezza.
Una volta c'erano anche le Pattuglie Cittadine, una storica istituzione di Bologna.
Anche qui si trattava di volontari che dedicavano il loro tempo libero a pattugliare la città, rendendola più sicura e facendo sentire tutti più sicuri.
Anche se, credo, formalmente esistono ancora, non hanno più alcun ruolo.
Vicende passate e recenti sono state prese a pretesto per disarmarli prima e metterli all'angolo poi.
Eppure la storia ci insegna che alla violenza bisogna rispondere con la Forza che deve e può avvalersi di ogni strumento possibile per far cessare la violenza contro i cittadini onesti.
Anche con l'uso delle armi.

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