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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

martedì, gennaio 15, 2008

Non ne ha azzeccata una

Le fortune di un politico sono strettamente legate all’immagine che riesce a proiettare.
L’attuale sindaco forestiero di Bologna, aveva costruito la sua immagine sulle barricate del sindacato.
Una facile posizione di rendita, dove poteva agevolmente giocare di rimessa, solleticando gli istinti più elementari dei suoi associati con una accentuata retorica, senza peraltro rischiare nulla.
Nel momento in cui è passato dal parlare al fare o, meglio, nel momento in cui avrebbe dovuto fare il salto di qualità e dimostrare sul campo di saper fare quel che fino ad allora si limitava a teorizzare a parole, ha clamorosamente fallito.
Eppure le premesse erano tutte a suo favore.
Bologna, nel 1999, dopo aver passato 54 anni sotto il tallone comunista (Dozza, Fanti, Zangheri, Imbeni, Vitali) aveva cambiato guida.
Complice l’errore del pci/pds (non ancora ds/pd) nello scegliere un candidato non all’altezza della situazione pur di fare la demagogia spicciola di puntare su una donna, i bolognesi scelsero Giorgio Guazzaloca, espressione di una lista civica, sul quale confluirono i voti compatti delle liste di Centro Destra.
Contrariamente a quanto sostenne e sostiene la propaganda cattocomunista, Guazzaloca non fu un sindaco di parte, ma fu un bravo amministratore.
Nessuna scelta ideologica, ma pulizia nelle strade (in tutti i sensi), attenzione all’ordine pubblico, cura nella manutenzione di strade ed edifici pubblici, rinnovamento dei centri di cultura (veggasi Sala Borsa), progettualità per la futura Bologna (metropolitana).
Dopo cinque anni di buona amministrazione i bolognesi si dimenticarono delle ragioni per le quali avevano scelto Guazzaloca e, pur potendolo confermare, preferirono votare di pancia, scegliendo il tribuno della plebe che veniva da fuori.
Ignorante completo degli usi e costumi della città (versa il vino nei tortellini !!!) aveva però quella (immeritata possiamo ora dire) fama che gli derivava da anni trascorsi sulle barricate sindacali.
La sua elezione fu incontrastata.
Subito dopo cominciarono i guai.
Il sindaco forestiero non volle legare la metropolitana al nome del suo odiato predecessore, così cambiò, complici provincia e regione che avevano boicottato le scelte di Guazzaloca rallentandone l’esecuzione, il percorso previsto.
Ottenne, come risultato, la perdita dei finanziamenti che finirono a Parma e Rimini, mentre i bolognesi continuano a maledirlo nel traffico sempre più caotico.
Pensò di trovare il filone giusto saltando sul cavallo della legalità e della sicurezza.
Ma se uno non sa cavalcare, viene disarcionato in fretta e il sindaco sindacalista aveva cercato un tema che non era nelle corde sue e della sua maggioranza di sinistra.
Come risultato Bologna è la città meno sicura d’Italia.
Allora pensò bene di accalappiare i “politicamente corretti” autorizzando la costruzione di un megacomplesso musulmano, con annessa moschea e minareto.
Ebbe il risultato di veder montare contro un quartiere rosso come il San Donato che lo costrinse a fare marcia indietro, per ripiegare (errare humanum est, sed diabolicum perseverare) su una moschea di dimensioni più ridotte che vorrebbe iniziare a costruire a giugno e che, forse, vorrebbe gli venisse dedicata perché i bolognesi del futuro possano ricordare, nei loro anatemi, chi decise di costruirla.
Non contento cercò il consenso degli ecoambientalisti, quei signori un po’ iettatori che non si stancano mai di profetizzare le più atroci catastrofi per poi proporre soluzioni al limite della sopravvivenza civile.
Così trasformò un disagio, i giovedì a targhe alterne, in un odioso e inutile rito invernale: i giovedì del blocco del traffico.
Naturalmente senza cavarne un ragno dal buco, visto che, ormai, tranne la giunta di sinistra, tutti ritengono tale provvedimento inutile, tanto che giovedì 10 gennaio 2008 le polveri sottili furono superiori che nei giorni di traffico normale, a conferma di quanto accadde il 30 novembre quando solo con lo sciopero degli autobus le polveri sottili crollarono, dimostrando che non è il traffico privato a provocarle e rendendo una inutile vessazione il blocco del giovedì.
Le strade, poi, sono una gruviera e dobbiamo ringraziare Guazzaloca e la cura effettuata nei suoi cinque anni di amministrazione se ancora transitabili conla dovuta prudenza, perché questa giunta non sembra proprio pensare ad alcuna manutenzione.
Anzi, ha una conoscenza così approfondita di Bologna, che ha pensato bene di asfaltare – sì, avete letto bene: asfaltare ! – la parte finale della storica e centrale Strada Maggiore che, adesso, è per tre quarti lastricata e per un quarto asfaltata !!!
Ci manca che il sindaco forestiero decida di ospitare i rifiuti di Napoli – per il momento dirottati su Imola e Modena – e avremmo sfondato anche il fondo del barile.
Propongo sia attribuita una medaglia d’oro al valor civile alla città di Bologna, per la sopportazione e perché non è da tutti mantenere la calma davanti allo scempio effettuato in soli 4 anni da una giunta che non ne ha azzeccata una e pretende anche di continuare ad amministrare la città.

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5 commenti:

marshall ha detto...

La Storia insegna che, dove ha comandato, o dominato, uno straniero, le cose sono sempre andate a finire male. L'esempio di Milano sotto la dominazione spagnola, è emblematico di questo fatto, stando alla cronaca fatta dal Manzoni attraverso le pagine dei Promessi Sposi; e non solo dei Promessi Sposi, ma anche da altri scritti e dalle sue Odi.
Dovevano quindi pensarci, i tuoi "illuminati" concittadini, prima di dare il voto a uno straniero! Che interesse può avere un estraneo nel far andare bene le cose in un luogo dove non ha radici, nè casa o interessi, o famigliari o amori? E dove probabilmente fa il pendolare tra la "sua" amata terra e Bologna? E' come se io, pur essendo innamorato di Pavia, e avervi fatto il pendolare per anni, dovessi andare a fare il sindaco per quella città. Comunque sia, non la sentirei mai mia come Milano dove ho tutti gli affetti e le radici di cui sopra. E questo semplice concetto lo capirebbe anche un somaro!
Ciao. Ti ammiro molto per le battaglie che porti avanti con grande dispendio di tempo, per la tua "bella" città, a prescindere.

marshall ha detto...

Son tornato a rileggerlo perchè è troppo bello: meglio ancora che guardare Zelig! Quando leggi certi passi, come quello di quello sciopero che ha dimostrato quanto sia inutile bloccare il traffico privato, se poi ad inquinare sono i mezzi pubblici obsoleti; ebbene, una scena del genere, portata in teatro, farebbe spanciare dalle risate. Ma poi, c'è tutto il resto che è tragicomico.

nuovo medioevo ha detto...

Salve
mia Moglie è di Ozzano e vengo spesso a Bologna ... Beh, sinceramente ALMENO avesse fatto di Bologna una Pavia più grossa.
Scusami ma al confronto BOLOGNA E' SPORCHISSIMA, piena di splatter, di gente poco raccomandabile. I portici sembrano bombardati, tutti sconnessi.. Da' L'idea di una Sarajevo ma con edifici più vecchi. E pensare che sarebbe una splendida città medievale, se ben curata, una sorta di Siena della pianura. Mah... Guazzaloca era stato un ottimo sindaco, mi dice mia moglie, però anche questo tizio ve lo siete eletto voi. Non c'era nessuno di meglio ?

Anonimo ha detto...

Mi permetto di segnalare un sito per Bologna:
http://www.bolognacapitale.it/index.asp

Mauro

faber ha detto...

Ci provo dall’8 febbraio, inutilmente… Manca solo la lettura dei fondi di caffè ed avrò esperito anche tutti i tentativi magici per avere una risposta. Allora, qualcuno me lo sa dire: Alleanza Nazionale si scioglierà o non si scioglierà?

IL DILEMMA RISOLTO NEL BLOG http://faber2008.blogspot.com