Web blacknights1.blogspot.com
penadimorte.blogspot.com svulazen.blogspot.com

Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

sabato, dicembre 27, 2008

Stefano Morselli, Sindaco

Prima arrivarono i manifesti, poi, la “ufficializzazione” tramite un articolo ne Il Resto del Carlino.
Così, sotto l’albero abbiamo trovato il primo candidato della Destra bolognese.
Se la notizia è di una decina di giorni fa, il panorama non è però mutato rispetto al momento in cui Morselli si è deciso a “metterci la faccia”.
Il “partito di centro, moderato e liberale” è diviso in tante tribù l’una contro l’altra armata, e se la candidatura dell’ex sindaco, l’unica “mosca bianca” in un elenco in cui da sessant’anni prevale il rosso triste e cupo dei socialcomunisti, Giorgio Guazzaloca sembra essere quella più accreditata, non demordono né Corticelli, né la Lega che non vogliono sentir parlare di un “cavallo di ritorno”.
E’ innegabile che le divisioni nel Centro Destra siano potenti ricostituenti per una sinistra devastata dalla incapacità della giunta uscente del sindaco forestiero (e che anche con la sua rinuncia e decisione di andare ad abitare a Genova ha dimostrato il totale disinteresse verso Bologna) di amministrare la città.
Una giunta che ci ha avviato su una rapida china discendente, senza freni di sorta e che non può pensare di ottenere la riconferma – sia pur da quanti, leggendo l’Unità, continuano a "credere" che i coccodrilli “svolazzano” – se non per un grazioso regalo di chi, invece di compattarsi per proporsi come alternativa, si divide in personalismi da ancient regime del notabilato post risorgimentale.
Allora ben vengano i dadi gettati sul tappeto verde da Stefano Morselli, 54enne ex deputato e senatore, consigliere regionale e comunale dell’Msi.
Stefano Morselli, bolognese, ha tutte le carte in regola per rappresentare la Destra bolognese.
Una coerente passione politica che lo ha portato dai banchi del Galvani a quelli del senato.
Coerente al punto da non legarsi ai notabili neppure del suo stesso partito dal quale è uscito per affrontare la sfida de La Destra.
Una sfida sfortunata, ma che è stata persa dopo le elezioni quando nel partito di Storace ha prevalso la linea estremista e ancorata ad un romanocentrismo e ad un merdionalismo che non poteva vedere il consenso dei rappresentanti del Nord.
Ecco che Morselli, come la Santanchè, coerentemente con le sue idee, lascia Storace al suo destino e fonda Destra Federale dalla file della quale lancia l’assalto a Palazzo d’Accursio.
Con un grande realismo che gli fa dire che “Se ci sara' un unico candidato, non importa il nome ,su cui far convergere tutto il centro destra, saro' il primo a ritirarmi, nell'interesse generale,se ci saranno piu' candidati , ci saro' anch'io, per arrivare al ballottaggio o per fare opposizione, dura, seria, impegnata, onesta”.
Parole che mi piacerebbe sentire da tutti i possibili candidati del Centro Destra, per i quali il primo turno potrebbe rappresentare quelle primarie popolari e reali, per poi ricompattarsi, tutti, senza eccezioni, nel secondo turno a favore del candidato più votato dagli elettori.
E perché questo non potrebbe essere Stefano Morselli ?

Entra ne

giovedì, dicembre 18, 2008

Candidato sotto l'albero ?

Oppure nella calza della Befana ?
Mentre la sinistra, con primarie scarsamente rappresentative, dimostra ancora una volta che l’apparato comunista, pur ammaccato, funziona ancora (Delbono doveva essere e Delbono è stato) il Centro Destra, nelle sue varie sfumature, non ha ancora finito di sfogliare la margherita.
Il tempo ormai stringe e se vorremo liberarci dal giogo cattocomunista che ha portato la città ad infimi livelli di sicurezza, a strade che, con quattro gocce di pioggia si allagano, a buche nelle quali si finisce inevitabilmente col rimetterci, quando va bene, una sospensione ed alla perdita di finanziamenti per l’unico mezzo necessario a dare respiro a Bologna, la metropolitana, i politici politicanti del Centro Destra devono smetterla con le loro manfrine e scegliere un candidato che sia rappresentativo dell’intero arco politico alternativo alla sinistra, sia ben conosciuto e, soprattutto, sia un bolognese d.o.c. .
Non c’è più il tempo per far conoscere ai bolognesi un nome tirato fuori dal cilindro all’ultimo momento, come non è il tempo di scegliere candidati che non abbiano il gradimento di tutte le forze politiche dell’area di Centro Destra, a meno che non vi sia un accordo preventivo per far confluire al ballottaggio tutti i voti su quello che otterrà il maggior numero di consensi, realizzando così, nei fatti, una autentica votazione “primaria”.
E deve essere bolognese.
Deve essere nato a Bologna, deve aver studiato a Bologna, frequentato un istituto che rappresenti il “marchio” di Bologna e laureato all’Alma Mater.
Ne abbiamo abbastanza di gente che viene a Bologna e poi cerca di farsi passare per bolognese (vero signor Prodi ?) oppure viene paracadutato su Bologna, ma preferisce vivere altrove (vero signor sindaco attuale ?), ma di Bologna sa poco o nulla.
Il Centro Destra cosa aspetta ?

Entra ne

lunedì, dicembre 08, 2008

Bologna, svegliati !

Giornata festiva, Immacolata Concezione, da dedicare ad un prolungato fine settimana di riposo ed a godersi il clima natalizio dei negozi illuminati e delle persone alla ricerca del regalo “giusto” per amici e parenti.
Ma, anche, giornata in cui il quotidiano della città, Il Resto del Carlino, esce con tre significativi articoli che riguardano Bologna.
Bologna è la città meno sicura d’Italia, con il non invidiabile record delle violenze sessuali.
Confermiamo una posizione negativa che già avevamo acquisito, precipitando rapidamente dopo gli anni della attenzione alla sicurezza della Giunta Guazzaloca.
Con il sindaco forestiero frotte di elementi che stravolgono il tessuto sociale e culturale della città hanno creduto (purtroppo a ragione) di trovare rifugio qui da noi, come se fosse un porto di mare.
Ma oggi vediamo anche due altre notizie strettamente collegate e che possono in parte spiegare perché la nostra città è così rapidamente decaduta.
Tre “bulle” aggrediscono una quindicenne, la picchiano e le rubano il cellulare.
Arrestate dicono “lo abbiamo sempre fatto e nessuna si era ribellata”.
Vai a leggere l’articolo e scopri che le tre delinquenti sono: una dominicana e due slave.
Immigrate, dunque, figlie evidentemente di immigrati – vista la loro giovane età – estranee al tessuto sociale e culturale di Bologna.
Altro articolo.
Tredicenne palpeggia hostess al Motor Show.
Le ragazze immagine di simili manifestazioni sono indubbiamente avvenenti e vestite in modo da attirare l’attenzione, ma la reazione del tredicenne è francamente eccessiva.
Anche qui, leggiamo l’articolo e scopriamo che il ragazzo è figlio di immigrati marocchini ed era al Motor Show con un altro coetaneo, anche lui marocchino.
Contesto il fatto che non sia stato posto in evidenza, sin dal titolo degli articoli, che i due episodi di violenza sono stati opera di immigrati.
Contesto il fatto che il quotidiano della mia città non abbia avuto il coraggio di collegare i tre fatti.
Contesto il fatto che non abbia messo in risalto come l’insicurezza che viviamo in una Bologna fino a 5 anni fa tranquilla e opulenta, sia il risultato di quel malinteso senso di “accoglienza” che è caratteristica portante della sinistra.
Se vogliamo recuperare a noi l’uso della città, come deve essere, dobbiamo avere il coraggio di dire chiaro e tondo che il maggior pericolo alla nostra stabilità sociale e culturale viene dall’immissione frettolosa e senza controllo di immigrati.
E’ quindi necessario che la prossima amministrazione comunale adotti quegli stessi provvedimenti cautelativi, come quelli promossi dal sindaco leghista di Cittadella o dai sindaci leghisti di Treviso e Verona, per circoscrivere il fenomeno immigratorio, controllarlo, disinnescarlo.
E’ necessario che si chiuda, definitivamente, il capitolo sulla costruzione di una moschea a Bologna e, anzi, si riducano quelle esistenti per poter controllare meglio i frequentatori e quanto viene elaborato in tali sedi.
E’ necessario che ci si renda conto da dove viene il pericolo maggiore per la nostra sicurezza e lo si affronti prima di ritrovarci in una situazione simile a quella delle banlieu francesi, dove gli ultimi arrivati, con la violenza, pretendono di imporre le loro leggi e la loro presenza.
Ricordiamo che la storia è piena di popoli che, ingenuamente, diedero ospitalità e lavoro ad estranei che, poi, li sottomisero, sottraendo la loro terra e la loro libertà.

Entra ne

martedì, novembre 25, 2008

Argelato boccia la raccolta differenziata dei rifiuti

Avevo scritto a settembre della iniziativa intrapresa dal comune di Bologna che ha deciso di importare in città iniziative già attuate in provincia: la raccolta differenziata dei rifiuti, iniziando in via sperimentale anche dalla mia zona.
Ho colto l’occasione per fare alcune domande e mi ha risposto direttamente il responsabile del sistema.
Quando si è trattato del “lancio” della iniziativa è venuto per rispondere alle domande dei cittadini il responsabile del servizio nella nostra zona.
Il risultato è, grosso modo, quello che potete vedere nella fotografia che non è di Bologna, ma che è la più attinente alla realtà che abbia trovato in Rete.
Fino al 2 novembre c’erano alcuni cassonetti, bene ordinati, chiusi, capienti, concentrati in una sola parte delle vie di riferimento.
Raramente l’immondizia (“rusco” a Bologna e così lo chiamerò in futuro) tracimava.
Insomma era un servizio ordinato, la cui raccolta era svolta anche al sabato.
Poco o tanto ogni giorno io (e non ero il solo) liberavo il ripostiglio ove conservavo il bidone del rusco casalingo che mi occupava un posto limitato.
Arrivano gli ecoambientalisti e – forse per lanciare un loro business, visto che tra sacchetti, riutilizzi, servizio di raccolta etc. qualcuno ci guadagnerà – si cambia tutto.
Dobbiamo tenere in casa almeno quattro bidoni: carta, plastica, organico, indifferenziata.
Possiamo svuotare il nostro ripostiglio solo in base ai giorni di raccolta che sono dal lunedì al venerdì (cioè uno in meno rispetto a prima) e alternano: organico, indifferenziata, carta, plastica, organico.
In teoria dovremmo procedere alla suddivisione tenendo sempre sottomano le “istruzioni”: pensate un po’, le istruzioni per dividere il rusco !
Ad esempio la carta oleata, quella del salumiere, anche se la chiamiamo carta, non va nel contenitore della carta.
Non ci viene detto dove, ma presumo in quella indifferenziata.
Dopo due giorni ho smesso di leggere le “istruzioni” ed ho differenziato in base alla mia logica: mica devo perdere tempo per una idea che giudicavo e continuo a giudicare balorda !
Dovremmo appoggiare nel punto di raccolta il sacco di competenza la sera prima.
Ovvio che per uno che resta fuori casa tutto il giorno è più comodo provvedere al mattino, visto che al rientro a casa non ho alcuna voglia di farmi due volte le scale, la seconda per mettere fuori il sacco del rusco.
La perla è l’ultima domanda che ho fatto a chi è venuto ad illustrare la “grande novità”.
Va bene tutto questo disturbo, ma in cambio, almeno, ci ridurrete le tasse sul rusco ?
Difficile, ha risposto, semmai non verranno aumentate se si raggiunge la percentuale prefissata di raccolta differenziata.
E perché aumentate ?
Perché l’europa, la malefica, imporrebbe una multa all’Italia.
Parentesi.
Mi domando: e se l’Italia non pagasse la multa cosa ci fanno ?
Mandano un esercito franco tedesco di invasione ?
Non credo.
Più facile che ci buttino fuori dalla loro europa …
magari !
Chiusa parentesi.
Tornando al rusco, argomento che ben si sposa con l’europa dei burocrati, abbiamo questo brillante risultato:
- svariati punti di raccolta dove prima ce n’era uno solo
- bidono colmi e rusco a volte sparso per terra
- spazio in casa occupato quattro volte in più rispetto a prima per i vari bidoni
- necessità di suddividere il rusco “per materia”
- nessuna riduzione delle tasse
.
E qualcuno si domanda perché domenica scorsa gli abitanti di Argelato – paesino di circa 10000 abitanti in provincia di Bologna – hanno bocciato (60% contro 40%) la raccolta differenziata dei rifiuti e chiesto il ritorno ai vecchi cassonetti ?
Ma perché i Soloni che ci amministrano non pensano a farlo senza arrecare disturbo ai cittadini e senza ravanare nelle nostre tasche, invece di studiare, sembra apposta, ogni iniziativa (dai blocchi del traffico alla raccolta differenziata dei rifiuti) che invece crea solo seccature ?
Bene Argelato, spero che a qualcuno inserito in un partito organizzato venga in mente di fare altrettanto a Bologna, per rinforzare quella sonora pernacchia che da Argelato spero possa arrivare anche a Bruxelles.

Entra ne

domenica, novembre 16, 2008

Obiettivo Palazzo d'Accursio

La rinuncia a ricandidarsi del sindaco forestiero ha ridato fiato ed entusiasmo ad una sinistra che sembrava rassegnata all’obbligo di sostenere uno dei peggiori – se non il peggiore - sindaci che Bologna abbia mai avuto.
Stiamo così assistendo ad una corsa alla candidatura a sinistra, in cui se non ogni giorno, quasi, si affaccia una nuova candidatura.
Ma, fedeli alla nostra politica di occuparci delle questioni della nostra parte politica perché un comunista, comunque si chiami e comunque voglia essere definito, resta sempre un comunista, spostiamo l’attenzione sulla candidatura del Centro Destra.
E qui sono dolori.
Giorgio Guazzaloca, l’unico sindaco non comunista che Bologna abbia avuto negli ultimi 60 anni, continua ad essere la figura più prestigiosa e conosciuta, ma anche la meno gradita al “partito di centro, moderato e liberale” e, soprattutto, alla Lega.
Purtroppo le speranze del Centro Destra di dare nuovamente aria alla città con una giunta che tenga i cattocomunisti all’opposizione sono legate alla unità di tutte le forze che si oppongono alla sinistra.
Questo significa che, possibilmente sin dal primo turno, è necessario coniugare le istanze del pdl, della Lega, della Destra, dell’Udc, delle liste civiche (Guazzaloca, Corticelli, Salizzoni, Laganà etc.) per un programma che esprime le esigenze dei cittadini ponendo al centro la vivibilità della città (sicurezza, opere pubbliche, strade riparate, assistenza) e l’efficienza dei servizi comunali.
Il tutto rappresentato e sintetizzato da un nome che non faccia dire “e chi è ?”, ma che sia ben conosciuto per le sue idee, per la sua attività professionale, per la sua immagine pubblica.
Sicuramente ve ne sono a Bologna di personaggi che possono rappresentare una tale sintesi.
Magari non sono tanti, ma ce ne sono.
Sicuramente non è tra quelli quel signore – di cui, per l’appunto, dovrei andarmi a leggere il nome sul Carlino – amministratore di una importante società ma che non è affatto conosciuto in città, né si sa cosa abbia fatto per dare lustro a Bologna.
Sicuramente è tra quelli Guazzaloca.
A me non interessa il nome, interessa che corrisponda a quelle caratteristiche e che, una volta auspicabilmente eletto, agisca per la città e per chi la abita, senza quei paraocchi ideologici che hanno fatto fallire la giunta del sindaco forestiero.

Entra ne

giovedì, ottobre 09, 2008

Il gran rifiuto del sindaco forestiero di Bologna

La notizia è di quelle da “sguuup” biscardiano: il sindaco forestiero di Bologna rinuncia a candidarsi per un secondo mandato.
A parte il legittimo sospetto per cui crederò all’annuncio solo quando non vedrò il suo nome nelle liste, credo che la sinistra abbia tutto da guadagnare dall’uscita di scena di una persona che non è mai stata in grado di entrare in sintonia con una città a lui estranea ed alla quale lui ha fatto così tanti danni, a cominciare dalla perdita della metropolitana.
Sono almeno tre i motivi per cui la sinistra ci guadagna:
1) può scegliere un candidato bolognese, che sappia cosa è Bologna e chi sono i Bolognesi;
2) può dissociarsi dal fallimento della giunta del forestiero, scaricando solo su di essa ogni responsabilità per la perdita di prestigio, di sicurezza e di benessere che abbiamo subito in questi quasi cinque anni di amministrazione;
3) può proporre ai bolognesi un volto nuovo, cercando di indurre il Centro Destra a fare altrettanto, accantonando Guazzaloca, per scegliere un candidato minore che non avrebbe alcuna possibilità di elezione (Corticelli o Raisi).
Tanto gli elettori di sinistra voterebbero chiunque venisse candidato dal loro partito, mentre a Destra si è molto più critici verso le possibili candidature.
Ma Bologna è un simbolo che mal si concilia con la presentazione di una candidatura “minore” e, allora, se non dovesse essere Guazzaloca, non vedrei affatto male, per tutto il Centro Destra, un nome di caratura nazionale: Pierferdinando Casini, bolognese d.o.c. e ben conosciuto in città e fuori.



@



Entra ne

mercoledì, ottobre 08, 2008

Sei Bolognese se ...

.....quando arriva un amico con altri amici che non conosci non ti presenti...
...sei abitudinario, vai sempre negli stessi posti da anni e poi dici che a Bologna non c'è mai un cazzo da fare...
...se chiami via Riva di Reno via Rivareno e via dell'Indipendenza via Indipendenza...
...non sopporti i fuorisede e poi quando Bologna si svuota ti lamenti che i locali sono vuoti...
...se la domenica vai a Marina di Ravenna al sottomarino e alla duna...
...ti sposti sempre e comunque in macchina...
...ce l'hai con tutti punkabbestia e fuorisede che ti rovinano il tuo bel centro storico...
...credi che il tuo lessico sia universale e pretendi che la gente ti capisca (per questo parli solo con bolognesi)...
...sai cosa vuol dire 'TIRO' e 'RUSCO'...
...sei fiero di appartenere al 'Mazzini' o 'San Vitale' o 'Saragozza'...
...ogni volta che passi sotto al Nettuno con qualcuno che non è mai stato a Bologna lo porti nella posizione in cui il Nettuno è in erezione...
...attacchi lo scudettino del Bologna sulla targa anche se sei della Juve...
...hai sempre qualche amico con delle bazze che ti fanno risparmiare...
...se al supermercato chiedi al cassiere: 'Mi dà una sportina'...
...se al supermercato alla domanda 'altro?' rispondi 'altro grazie'...
...se mangi le crescentine ma non sai spiegare cosa sono...
...se dici "pòlleg" o "polleggio" in continuazione...
...se almeno una volta nella tua vita sei stato 'su a San Luca a piedi'...
...se quando sei sorpreso esclami 'Socmèl!'...
...se hai mangiato almeno una volta le tagliatelle col ragù (quelle originali però!)...
...se nel weekend ti esalti perchè c'è la piazzola...
...se anche se non sei interessato allo sport, sei stato almeno una volta all'interno del Dall'Ara...
...se adori 'l'aperitivo alla bolognese'...
...se la tua 'S' e la tua 'Z' sono più o meno la stessa cosa...
...se ad un appuntamento romantico la porti sui colli di notte...
...se hai passato almeno un sabato pomeriggio a fare avanti e indietro per Via Indipendenza...
.....se ogni volta che passi sotto alle Due Torri stai con il naso all'insù mezz'ora...
...se quando ti dicono 'Ci troviamo sotto al Nettuno!' non pensi che sia il caso di iniziare un corso accelerato per astronauti....
...se guardi E'tv....
...se hai visto una partita di sano basket bolognese...
...se non puoi fare a meno dei 'turtlèn'...
...se almeno una volta ti sei messo al centro di Piazza Maggiore di fronte a San Petronio...
.....se per te i Giardini Margherita sono il posto dove passi i tuoi momenti di solitudine...
...se per te l'Alma Mater non è un'università come le altre...
...se alle 7 di sera non rinunci ad un aperitivo in centro...
...se non puoi fare a meno della pizza da Altero quando hai fretta...
...se non ti offendi (ma anzi..) se i nonni ti chiamano cinno...

Sei di Bologna se ... non te ne vorresti mai andare!!!

Entra ne

sabato, ottobre 04, 2008

Scuola:meno occupare, più lavorare

La cronaca bolognese riporta notizie della giornata scolastica di venerdì 3 ottobre.
Maestri e insegnanti che occupano le scuole, insultano un parlamentare di Berlusconi, ostruiscono le pubbliche vie.
I giovani di An che azzeccano uno slogan: meno occupare, più lavorare.
E la magistratura che fa ?
Archivia l’esposto presentato dall’on. Garagnani.
Non è reato occupare una scuola.
E immagino che nessun provvedimento sarà preso contro quei maestri e genitori che ieri hanno bloccato il traffico (mentre una salatissima multa si è beccato il proprietario di un’auto parcheggiata male e che aveva ostruito il passaggio a due bisonti dell’Atc).
Mi domando, quale concetto di Autorità, di Gerarchia, di Rispetto verso il prossimo possano mai elaborare quei bambini che vedono i loro genitori e i loro maestri, cioè coloro i quali dovrebbero rappresentare l’esempio da seguire, che con prepotenza vogliono imporre le loro idee, alla faccia del voto democratico della maggioranza degli Italiani.
E ci si meraviglia se crescono bulli, quando hanno sotto gli occhi simili comportamenti ?
La Riforma Gelmini, che altro non è che il secondo passo – dopo la Riforma Moratti – per tornare alla scuola Gentiliana, l’unica funzionante, è necessaria, anche troppo in ritardo e, forse, bisognerebbe ripristinare non solo il maestro unico, la divisa, il voto in condotta, ma anche la bacchettata sulle dita, a cominciare da quelle dei genitori che impartiscono simili lezioni.
Per finire un commento sull’aggressione verbale che ha subito l’on. Garagnani (e che non si è trasformata in aggressione fisica solo per la presenza delle Forze dell’Ordine).
Ho letto che un maestro avrebbe apostrofato il parlamentare di Berlusconi vantandosi di insegnare l’antifascismo.
Bacchettate sulle dita anche a quel maestro.
A scuola i docenti devono insegnare italiano, storia, geografia, matematica, non l’antifascismo.


Entra ne

sabato, settembre 27, 2008

Il riscaldamento, finalmente !

Come un principe medievale, il sindaco forestiero ha finalmente, dopo una settimana di temperature abbondantemente al di sotto della media, concesso al popolo di riscaldare le proprie abitazioni.
Nella serata di venerdì, mentre stavo proprio parlando del problema, ho sentito il classico gorgoglio dell’acqua nelle tubature, ad indicare che, prontamente, l’amministratore del nostro piccolo condominio (5 condomini) aveva provveduto ad attivare fuochista, terzo controllore e non so chi altro che, con le moderne leggi da grande fratello, è da noi pagato per accendere, spegnere e fare la manutenzione della caldaia, sfortunatamente centralizzata.
Sfortunatamente perché chi ha la fortuna di avere il riscaldamento autonomo, non ha certo il problema di attendere le date che, con rigore prussiano meritevole di essere applicato in ben altre circostanze, ci obbligano a restare al freddo fino al 15 ottobre o dal 15 aprile (a meno che non sia un trucco per costringerci a rivolgerci a chi esegue i lavori per trasformare il riscaldamento da centralizzato ad autonomo ...).
Ed ogni volta è la stessa, medesima, storia, con la giunta incapace di provvedere tempestivamente, ma solo quando i raffreddori sono già diffusi.
Bisogna però riconoscere che non è tutta colpa del sindaco forestiero, perché se i ritardi sono tutti imputabili a lui ed ai suoi assessori, la normativa di riferimento è il Dpr 412 del 1993, firmato da Scalfaro presidente della repubblica e Ciampi presidente del consiglio (quindi, di riffa o di raffa, suoi compagni di cordata) .
Un provvedimento macchinoso, redatto con la classica filosofia di chi pensa di dover “insegnare” tutto al prossimo, anche come risparmiare sul riscaldamento di casa.
Come se i cittadini spendessero a cuor leggero per il riscaldamento.
Così hanno imposto, tanto per cambiare, delle regole.
Quando accendere, quando spegnere, quale temperatura massima, quanti addetti alla caldaia.
E quello che costava pochissimo una volta, quando era un condomino che provvedeva ad accendere e regolare i “cavalieri” del termostato, ecco che adesso viene a costare in fatture di assistenza “specializzata”.
Ed è ridicola anche la limitazione sulle date, visto che non credo di essere stato l’unico ad essere munito di stufe elettriche e di averle accese per riscaldare la casa, consumando in elettricità, quel che una legge miope ed una giunta in perenne ritardo, mi ha imposto di risparmiare nel metano.
Quando Calderoli metterà mano alle leggi inutili da abrogare, pensi anche al dpr 412 del 1993, perché i cittadini sanno benissimo come comportarsi per risparmiare sui costi.
E ci riusciremmo benissimo, senza neanche soffrire il freddo, se non intervenissero i politici con i loro regolamenti e con i loro ritardi.

Entra ne

lunedì, settembre 22, 2008

Una giunta solo assetata dei nostri soldi

Alcuni giorni fa ho letto che a Bologna sono stati attivati, in tutto segreto, un’altra decina di “star”, i sistemi che servono a identificare le macchine che passano con il rosso ai semafori.
In una locandina, che lanciava i titoli di un quotidiano locale, l’assessore al traffico, alla domanda che evidente gli era stata posta sul perché non avesse informato la cittadinanza della loro attivazione, risponde: e perché avrei dovuto.
Glielo dico io.
Perché i dissuasori del traffico – siano essi materiali o morali come possono essere gli star – devono servire a tutelare la vita e garantire la sicurezza di chi circola.
La contravvenzione è la sanzione per una violazione ed ha lo scopo di punire chi sbaglia, diventando un deterrente perché non si ripeta l’errore.
Anche se la giunta del sindaco forestiero, appena insediata, ha aumentato nel bilancio preventivo la previsione di incassi da contravvenzioni, il loro scopo non è rimpinguare le casse del comune.
Il basso livello di chi amministra questa città si riconosce quindi anche dalla risposta dell’assessore al traffico: perché dovrei dire che ho attivato altri rilevatori di chi passa con il semaforo rosso ?
Segno evidente che preferisce avere un incidente in più, purchè gli porti un pugno di euro in cassa.
Così la giunta rossa si dimostra solo assetata dei nostri soldi e indifferente alla nostra sicurezza.

Entra ne

giovedì, settembre 18, 2008

Mi ha scritto il sindaco forestiero

E come ha scritto a me, altre migliaia di cittadini hanno ricevuto uno sproloquio firmato oltre che da lui, dall’assessore all’ambiente della sua giunta.
L’argomento: la raccolta differenziata dei rifiuti, cioè uno dei totem del “politicamente corretto”.
In sostanza l’ennesimo disturbo che viene arrecato ai cittadini che già pagano fior di quattrini la “tassa sul rusco” e adesso, a fronte di una evidente incapacità a gestire i rifiuti dei bolognesi, vengono coinvolti in prima persona per “aumentare la percentuale di materiale raccolto in modo separato” e “migliorare la qualità dei rifiuti raccolti” (?!?).
No, dico, con la raccolta differenziata si "migliora la qualità dei rifiuti" ?
Imparo così che “Dal 3 novembre … i cassonetti stradali verranno sostituiti da una raccolta con sacchi e appositi bidoni che le verranno consegnati”.
Prima domanda: e dove li metto, non tanto i sacchi, ma “gli appositi bidoni ?
Il delirio ecoambientalista prosegue sintetizzando quel che dovrei fare: “separare le seguenti tipologie di rifiuti: organico, carta, vetro, plastica”.
In pratica quel che prima raccoglievo in un unico sacchetto, facilmente “archiviabile” nei cassonetti della raccolta indifferenziata, adesso devo suddividere in almeno 4 contenitori (e quel che non rientra nelle categorie elencate ? Un quinto contenitore ?) con quali scendere le scale e deambulare “per … conferirle all’esterno della sua abitazione, la sera prima del giorno di raccolta stabilito”.
Ne deduco che non tutti i giorni posso smaltire i rifiuti, ma devo tenerli fino al “giorno di raccolta stabilito”.
E dove li tengo ?
In casa, no di certo, visto che l’odore non sarebbe gradevole.
Sindaco foresto e assessore non me lo dicono.
Minacciano invece un “programma di tutoraggio” cioè “ogni spiegazione e dettaglio della raccolta verranno … illustrati in un prossimo incontro che si terrà presso il domicilio di ogni famiglia”.
Poi ci daranno sacchetto e bidoni (e anche paletta e secchiello ?).
L’ennesima incapacità amministrativa che viene scaricata sui cittadini.
Personalmente farò solo ed esclusivamente quello che sarò obbligato a fare, sicuramente senza alcuna disponibilità ad aiutare una giunta che prima sarà sostituita, meglio sarà per tutti, perché il problema di Bologna non è la raccolta differenziata o indifferenziata dei rifiuti (questa è solo una paturnia, un solipsismo degli ecoambientalisti), ma rendere vivibili le strade, asfaltarle, tenerle pulite sia dai rifiuti, sia dalla piccola criminalità.

Entra ne

sabato, settembre 13, 2008

Il Bologna in gonnella

Doveva essere la prima volta degli Americani nel mondo del calcio professionistico italiano, invece l’avvocato Tacopina non ha trovato i soldi e così è la prima volta – a Bologna – di un presidente in gonnella per la squadra più amata dalla città.
Francesca Menarini, figlia del costruttore Renzo, è stata formalmente incoronata ieri presidente del Bologna.
E’ un successo mediatico, come argutamente e spiritosamente annota oggi su Il Resto del Carlino Stefano Biondi, ma è anche un segno dell’impegno che la famiglia Menarini, dopo essere stata socio di minoranza con Alfredo Cazzola, intende porre per rispolverare le glorie, troppo lontane, dei rossoblu.
Cabalisticamente, annoto che il nuovo presidente è nata nel 1964, l’anno dell’ultimo, entusiasmante scudetto del Bologna.
Quando il calcio era sport maschio per eccellenza sia nella pratica che nel tifo.
Mi ricordo che, da bambino, mentre noi maschietti occupavamo (e ci scannavamo) nel campetto sotto casa, le bambine, nostre coetanee, giochicchiavano tra loro, ma più spesso guardavano noi giocare, rigorosamente escluse dalle squadre se non quando, per scarsità di partecipanti, eravamo costretti a cooptarle per “fare numero”.
Lo stesso dicasi quando i nostri genitori (a turno per ripartirsi gli oneri da “sorveglianti”) ci accompagnavano allo Stadio, il vecchio Littoriale, oggi “Dall’Ara”, per vedere come si gioca in Paradiso.
E nello Stadio, di donne … forse una decina, rari nantes in gurgite vasto.
Oggi tutto è cambiato.
Vedo le nuove generazioni con donne che praticano persino pugilato (?!?) e che ormai hanno espugnato ogni riserva maschile, forse sono rimasti come una volta solo alcuni esclusivi club inglesi.
Forse.
Così non vedo nulla di strano se il Bologna, seconda squadra in serie A, passerà la stagione con una Presidentessa che andrà ad affiancarsi a Rosella Sensi della Roma (che non so se sia ancora solo Amministratore Delegato o se sia già Presidente della società dopo la morte del padre).
Speriamo che anche Francesca Menarini sia, come Sarah Palin, un pit bull con il rossetto, visto che l’obiettivo è riportare il Bologna, nei tempi necessari – non glielo possiamo chiedere come miracolo – ai fasti antichi e non mi dispiacerebbe tornare a gioire per uno scudetto nel calcio dopo il bellissimo ricordo, ma troppo lontano, di quel 7 giugno 1964.
La Presidentessa prende la squadra dopo la promozione in serie A e, soprattutto, dopo un esordio di Campionato che doveva essere da far tremare le vene ai polsi, ma che si è rivelato di una dolcezza superiore alla punta alla crema della pasticceria San Mamolo.
Non sarà sempre domenica per il Bologna e arriveranno anche le immancabili delusioni, ma speriamo che la stabilità societaria che può garantire la famiglia Menarini dia quella tranquillità di cui la squadra ha bisogno per rendere al meglio.
Speriamo anche che Menarini, noto costruttore, non faccia rientrare dalla finestra, grazie ai suoi “agganci”, il progetto di “Romilia”, perché portare la squadra a giocare fuori Bologna non mi sembra la scelta più opportuna per rinsaldare la identificazione della squadra con la città.
Da valutare, in tale ottica, è anche la scelta di Unipol, assicurazione della lega rossa delle cooperative, come “main sponsor” annunciata ugualmente ieri.
E mentre i Menarini registrano la gestione della loro nuova proprietà, Alfredo Cazzola, che dobbiamo ringraziare per la promozione dopo tre anni di serie B, può tornare a fare un pensierino a Palazzo d’Accursio.
Comunque sia, auguri Presidentessa e Forza Bologna !

Entra ne

sabato, settembre 06, 2008

Una città senza bussola

A meno di un anno dal rinnovo dell’amministrazione comunale, Bologna è ancora senza bussola.
I due supermercati – di sinistra e di centro – non hanno ancora individuato un candidato certo per Palazzo d’Accursio.
L’ala del pci/pds/ds/pd proveniente dalla sinistra democristiana è alla ricerca di un candidato presentabile da opporre ad un sindaco che era ed è rimasto estraneo alla città, la cui mente è proiettata lontana mille miglia da Bologna e le cui speranze di rielezione sono legate esclusivamente alla tetragona disciplina dei trinariciuti.
Questa giunta, infatti, merita una pagella la cui media è uguale alla temperatura esterna di Plutone.
Se si pensa che siamo ancora al punto di attendere il responso sui fondi nazionali per una metropolitana che, allo scadere della Giunta Guazzaloca, aveva già soldi, progetto, percorso e tempistica di realizzazione e che solo per un puntiglio del nuovo sindaco è stata mandata a gambe all’aria.
Ma se la sinistra piange, il centro o il Centro Destra (se a Bologna vogliamo ripresentarci come prima della folle iniziativa berlusconiana del “partito di centro, moderato e liberale”) non ride.
La spaccatura nazionale emerge in tutta la sua corrosività nelle situazioni locali come quella di Bologna dove i trinariciuti continuano a votare per la sinistra e, quindi, le speranze di mandarli all’opposizione sono legati alla concomitanza di più fattori.
I più importanti dei quali sono l’unione di tutte le forze che si oppongono alla sinistra, senza pregiudiziali e senza condizioni e la scelta di un candidato le cui radici appartengano, senza ombra di dubbio, a Bologna.
Guazzaloca resta il personaggio che più e meglio può conciliare queste esigenze, portando tra l’altro in dote cinque anni di buona amministrazione che ogni bolognese ricorda con nostalgia (anche se i trinariciuti fanno prevalere l’ideologia al buon governo).
Ma Guazzaloca deve darsi una mossa, deve candidarsi, perché in assenza di una sua decisione, altri vengono sollecitati e solleticati per il ruolo e non tutti possono rappresentare Bologna.
Datevi una mossa, perché in assenza di una certezza che rappresenti l’unità di chi vuole una Bologna bene amministrata, tanto vale votare Bepep Maniglia che, almeno, rappresenta qualcosa di Bologna che il sindaco forestiero non potrà mai essere.

Entra ne

domenica, agosto 31, 2008

Profumo di serie A

Oggi alle 15 il Bologna torna a calcare i campi di Serie A e, addirittura, alla “Scala” perché la prima è a San Siro (continuo a chiamarlo così, con tutto il rispetto per il calciatore Meazza) contro il Milan, blasonatissimo e ricchissimo.
Tutto sommato il miglior esordio che ci potesse capitare, perché dai nostri giocatori nessuno si aspetta il miracolo, tanta è la differenza con il Milan, per cui ci si potrà gustare la partita senza patemi e Arrigoni potrà registrare tutto quello che andrà registrato.
E’ stata una estate bollente per il Bologna.
Prima la promozione all’ultima partita, poi la telenovela della vendita della società agli Americani, definitivamente tramontata a metà luglio, quindi il colpo di scena dell’acquisto delle quote del Presidente Cazzola da parte del suo socio di minoranza, Menarini, con la concreta ipotesi di vedere una donna, la figlia Francesca, sullo scranno presidenziale seguendo le orme di Rosella Sensi.
Menarini è un imprenditore, costruttore, di lungo corso, solido, serio, affidabile.
E’ da vedere quanto, anche in famiglia, saranno disposti a rischiare nel calcio, passione e capriccio molto costoso.
E’ soddisfacente la certezza nella guida societaria, l’incertezza è la qualità dell’organico del Bologna che non ha avuto il “colpo” cui Gazzoni ci aveva abituato nei primi anni della serie “A” (ricordiamo Baggio, Signori, Kolyvanov).
Ma questo è il famoso calcio estivo, in cui tutti gli italiani si trasformano in tecnici e commentatori, il campo darà il suo responso, con le solite sorprese, dolci e amare.
A noi non resta che ribadire quel che i vecchi tifosi del Bologna solevano ripetere ed urlare allo Stadio, perché il Bologna è una Fede:

FORZA BOLOGNA !


Entra ne

mercoledì, agosto 27, 2008

Pubbliche vessazioni

Nel prossimo mese di settembre le società che hanno in gestione i servizi di fornitura per gas, acqua e luce, chiederanno ai cittadini della nostra martoriata regione anche i dati catastali dell’appartamento in cui abitano.
Ci chiedono, insomma, di “collaborare” per essere meglio tartassati.
Dovremo rispondere indicando i dati dell’immobile, pena una multa fino a 2600 euro.
Non basta.
Oltre alla seccatura di recuperare e trascrivere i dati catastali in un modulo fornito da loro e che sarà presumibilmente di non facile lettura, dovremo anche rispedirlo a spese nostre !
E’ evidente che le aziende che forniscono pubblici servizi e che sono giustamente confuse con il pubblico tout court, sanno come farsi odiare dai cittadini.
Non basta subire i rincari periodici, ben oltre il tasso di inflazione comunicato ufficialmente, adesso dobbiamo anche fornire i nostri dati catastali e spedirli all’ente a nostre spese.
Per consolarci dichiarano che è semplicissimo avere quei dati: basta andare all’Agenzia delle Entrate e chiedere una misura catastale dell’immobile.
E allora perché non lo fanno loro ?
Anzi, perché non utilizzano gli strumenti informatici per sposare indirizzi e vie con i dati catastali, al limite inviandoci i moduli già compilati per eventuali rettifiche (esattamente come per le tasse dovrebbero mandarci – a fronte della nostra dichiarazione – l’importo che ci viene chiesto in pagamento e non lasciare che sia a nostro carico anche l’eventuale errore di conteggio !).
Avessero, almeno, la compiacenza di mandare nelle case degli incaricati a ritirare, se non ad aiutare nella compilazione, i moduli !
O, come ogni società che chiede a noi di svolgere un compito per lei, ci fornisse una busta con l’affrancatura a carico loro!
No, per costoro noi siamo sudditi e dobbiamo tacere e pagare.
Ma si rendono conto che in questo modo stimolano la ribellione e, ancor più grave, legittimano ogni forma di autotutela ?


Entra ne

sabato, agosto 23, 2008

Quattro mesi decisivi

Giugno 2009: elezioni amministrative.
Dopo cinque anni di giunta cattocomunista, guidata da un personaggio completamente estraneo al tessuto sociale ed economico della città, i cittadini di Bologna saranno chiamati a scegliere quale sindaco per i prossimi cinque anni.
Anche se c’è chi ne dubita, il forestiero, il sindacalista cremonese, penso si ricandiderà.
E’ costretto a farlo perché l’alternativa sarebbe la fine per le sue sfrenate (e non adeguate alle capacità mostrate in questi cinque anni) ambizioni politiche, magari con un posto in quel cimitero di elefanti che è il parlamento europeo.
Naturalmente rischia.
Rischia perché persino il più ottuso tra gli elettori comunisti, quello che voterebbe anche una scimmia se candidata dal suo partito, non ignora i danni che l’Estraneo ha provocato a Bologna.
Abbiamo perso la metropolitana, non si è risolto un solo problema, di traffico, di manutenzione dei beni pubblici, di bilancio, di sicurezza, anzi, come dimostrano le impietose analisi e statistiche che vengono pubblicate dalla stampa, Bologna sta rapidamente retrocedendo in ogni classifica e si può affermare che se ancora c’è benessere, questo deriva dal fatto che stiamo intaccando il capitale pregresso.
Quindi i dubbi sul Forestiero ci sono, anche tra le sue file.
Del resto quando il sindaco comunista di Padova costruisce un muro per difendere i cittadini onesti da una casbah e quando il sindaco comunista di Torino accoglie i militari mentre a Bologna li si isola a guardia del Cpt, capiamo come il sindaco comunista di Bologna non sappia essere, né carne né pesce.
Ma il voto comunista è un voto fideistico.
Alle ultime elezioni, nel disastro cosmico della sinistra, i cattocomunisti di Veltroni hanno sfiorato il 50% che diventa il 55 con Di Pietro e il 60 con le frattaglie dell’estrema.
E le percentuali sono sempre state quelle, con i cattolici “adulti” (sic !) che hanno rimpiazzato i voti persi dalla maturazione di alcuni pentiti del comunismo, soprattutto socialisti.
Ai tempi della prima repubblica, raramente la DC, a Bologna, arrivava al 27%, l’MSI al 5% e i partitini laici ad uno striminzito 6%.
Ecco che il rapporto resta comunque, 60 a 40 per la sinistra, esattamente l’opposto di quanto accade in campo nazionale dove, come ha dimostrato un recente studio del Sole 24 Ore, anche quando ha vinto (e stendiamo un velo pietoso sul “come” ) la sinistra è sempre stata minoritaria.
Allora battaglia senza speranza ?
No, come dimostrò nel 1999 Giorgio Guazzaloca.
Ma occorre il combinarsi di almeno tre elementi, oltre ad un pizzico di buona sorte e ad una indicazione entro l’anno, per poi partire da gennaio con una incessante campagna porta a porta: ecco perché i prossimi quattro mesi saranno decisivi.
1) Il Centro Destra deve presentarsi unito.
Non ci si deve dividere sulla presenza di un simbolo o imporre, come sembra voglia fare il “partito di centro moderato e liberale” con La Destra, diktat sulle liste.
Sia chiaro che nessun partito può accettare limitazioni al proprio diritto di visibilità e che se a La Destra verrà riservato lo stesso trattamento delle politiche, i voti dei suoi elettori il partito di Berlusconi può dimenticarseli.
2) Un candidato debole per la sinistra e, con tutto quello che ha combinato, l’attuale sindaco è l’ideale.
3) Un candidato sindaco per il Centro Destra che, per la sua bolognesità, possa rappresentare al meglio un messaggio che, stante la situazione, non può essere ideologico, ma amministrativo.
Deve cioè essere percepito come il candidato che guarda a Bologna senza i paraocchi dell’ideologia.
Il sindaco che aggiusta le strade, realizza la metropolitana, impone pulizia, ordine e sicurezza per le strade, nei parchi, in centro anche alla sera.
Il sindaco dei cittadini, non di una parte politica.
Al momento non mi viene in mente altro nome che quello di Giorgio Guazzaloca.

Entra ne

mercoledì, giugno 25, 2008

Bologna ai bolognesi e ...

il Bologna agli americani.
Fra un anno si voterà per l’elezione del nuovo sindaco e i bolognesi avranno la possibilità di rimettere a Palazzo d’Accursio un loro concittadino che conosca e sappia interpretare il sentimento profondo della città.
Lo straniero che dal giugno 2004 amministra (si fa per dire) la città ha perso la metropolitana, ha fatto perdere ai bolognesi la tradizionale sicurezza, il consolidato benessere, la civile intolleranza (no, non è un refuso !) che rendeva piacevolissimo – a parte alcune punte di contestazione e di manifestazioni fuori luogo – vivere a Bologna.
Bologna è una città di terziario, di “bottegai” dicevano sprezzantemente una volta i trinariciuti e su questo ha costruito la sua ricchezza.
Non che manchino industrie e agricoltura, ma la nostra caratteristica è sempre stata quella di valorizzare i beni prodotti, per far star bene i cittadini e, in virtuosamente, alimentare questo circolo.
Questo ci ha dato la possibilità di avere tempo e possibilità per apprezzare l’arte e le lettere, la cultura e lo sport.
Da quattro anni tutto questo viene a mancare.
Chi non conosce la città e i suoi abitanti non può amministrarla bene: e lo si sta vedendo, con scelte (o, meglio, mancanza di scelte) che ci stanno facendo sprofondare dalle alte classifiche sulla qualità della vita a Bologna cui eravamo abituati.
Diverso il discorso sulla squadra di calcio.
Se l’ideale sarebbe un Bologna, come Bologna città, nelle salde mani di un bolognese che ne conosca la storia e le passate glorie, una squadra di calcio moderna ha necessità di un presidente con un portafogli pieno e senza il braccino corto.
Un presidente che sappia che per far fruttare un investimento sportivo, questo deve prima fornire risultati, sul campo, di eccellenza e per ottenerli bisogna organizzare una signora squadra, comprando giocatori di valore (che costano), affidarla ad un tecnico capace e affidarsi ad un direttore sportivo che sappia muoversi sul mercato.
Inoltre il presidente deve conoscere l’ambiente in cui opera, per non inimicarsi inutilmente gli altri operatori del settore e se non è del mestiere deve affidarsi ad un amministratore delegato che possa sopperire alle sue lacune.
Il Bologna è la prima squadra che viene comprata dagli americani che, di calcio, non sono propriamente esperti.
Speriamo che abbiano almeno quegli altri elementi (soldi, in primis) per poter lucidare e far tornare a splendere i nostri ori sin troppo passati.

Entra ne

domenica, giugno 15, 2008

Pietra tombale sulla moschea di Bologna ?

Il Resto del Carlino, nella sua Cronaca di Bologna, oggi annuncia che anche l’ultima riunione tra la giunta comunale e gli islamici non ha raggiunto l’accordo per la costruzione della moschea.
Insolitamente moderate le reazioni dei musulmani.
La domanda che la cittadinanza si pone è: si tratta di vera pietra tombale sul progetto oppure è un rinvio a tempi “migliori” per i suoi sostenitori ?
Poiché a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca, non vorrei che la tranquillità con cui gli islamici hanno subito la decisione nasconda una promessa: dopo le elezioni se ne riparlerà.
E se ne riparlerà quando la giunta avrà ben cinque anni per poter far ingoiare ai bolognesi una scelta che è, con tutta evidenza, respinta dalla cittadinanza.
Non può sfuggire il fatto che la marcia indietro della giunta cattocomunista sulla moschea sia successiva alla scoppola elettorale, elevata all’ennesima potenza dalla traumatica perdita di Roma.
Sanno che i bolognesi non vogliono la moschea, anche molti di quelli comunisti, tranne, ovviamente, coloro per i quali i coccodrilli continuano a volare purchè lo scriva l’Unità.
Allora il ragionamento è semplice.
Invece di rischiare di perdere Bologna, perché si ricandida il peggior sindaco che Bologna abbia mai avuto e perché si sfida la cittadinanza su un tema sensibile come la moschea, proviamo a farci rieleggere, poi, come sempre, ribaltiamo la volontà popolare e concediamo gli spazi alla comunità islamica.
Quante volte abbiamo visto ribaltate le promesse elettorali ?
Qui non si tratta neppure di promesse, ma solo di formalismi, facilmente superabili dopo il voto amministrativo.
Naturalmente questo ragionamento deve fare i conti con il voto.
Sapranno i bolognese scegliere chi veramente può e sa rappresentarli e tutelare i loro interessi, oppure, passata la festa, si faranno gabbare nuovamente dalle maschere che verranno indossate da candidati non credibili né affidabili, soprattutto perché totalmente estranei al tessuto sociale e alle tradizioni della città ?

Entra ne

mercoledì, giugno 04, 2008

Cazzola:dal Dall’Ara a Palazzo d’Accursio ?

Dopo che il sindaco straniero si è confermato estraneo al cuore e al sentimento della città, il presidente neopromosso Alfredo Cazzola sta meditando la vendetta.
Mentre il sindacalista estraneo a Bologna ha annunciato la sua ricandidatura (ma con quale faccia si presenterà visti i risultati del suo primo mandato ? e con quale stomaco potranno votarlo ?) per la massima poltrona cittadina, l’imprenditore presidente del Bologna sta riflettendo sulla possibilità di contrapporsi in prima persona.
Tra i due personaggi non corre buon sangue.
Il sindaco straniero, quando al termine del primo anno del suo mandato il Bologna retrocesse, sostenne la candidatura di Sabatini per l’acquisto della squadra.
Prevalse Cazzola.
Quando Cazzola propose un megaprogetto, anche urbanistico, che avrebbe rivoluzionato lo sport e il principale impianto sportivo di Bologna, lo straniero sindaco si oppose e prevalse.
Il giorno della partita decisiva per la promozione in serie A, il sindaco straniero ha preferito correre a prendere un traghetto.
Cazzola non parteciperà alla premiazione che il sindaco straniero ha in mente di effettuare a Palazzo d’Accursio per ringraziare i calciatori artefici della promozione.
E, ancora, nei tre anni trascorsi in serie B, particolarmente quando scoppiò la vicenda di calciopoli, non si ricordano interventi del sindaco straniero per far riconoscere il buon diritto del Bologna.
Naturalmente il “partito di centro, moderato e liberale” in debito di nomi per la candidatura a sindaco si è buttato a pesce sulla promozione del Bologna per lanciare la candidatura del Presidente, anche in contrapposizione ala più forte candidatura di Centro Destra possibile che è quella di Giorgio Guazzaloca, indimenticabile primo sindaco non comunista (1999-2004) di cui, però, non si dimenticano neppure le parole di disistima verso Fini.
Dopo questo oggettivo cappello, un appello al Presidente Cazzola.
Non si candidi !
Non vorrei “gufarla” ricordando il suo predecessore Giuseppe Gazzoni Frascara, rombato nelle elezioni comunali e che, poi, ha fatto una fine ingloriosa come Presidente, ma vorrei ricordare come possa essere difficile trasformare le proprie capacità imprenditoriali in buona amministrazione cittadina.
Soprattutto se ci si candida (e magari si viene eletti) per una scelta di contrapposizione personale e con un obiettivo (la famigerata Romilia) che sa tanto di conflitto di interessi (reale e non quello agitato per 14 anni contro Berlusconi).
Presidente Cazzola, una volta sindaco dovrebbe abbandonare il Bologna proprio al termine della prima stagione in serie “A” per trovarsi imprigionato in un ruolo avendo tra l’altro contro provincia e regione cui non riusciremo certo, neppure nel 2009 e nel 2010, a togliere quel rosso intenso da cui sono permeate.
Presidente Cazzola, costruisca un Bologna che torni a far tremare il mondo e lasci che a palazzo d’Accursio provi a tornare uno che ha amministrato bene e che, come lei, incarna la bolognesità più verace: Giorgio Guazzaloca.

Entra ne

domenica, giugno 01, 2008

Così si gioca solo in Paradiso

Fulvio Bernardini pronunciò la frase che dà il titolo al post non dopo lo spareggio vittorioso del 7 giugno 1964 contro l’Inter, come erroneamente uno sarebbe portato a credere, ma un anno prima, dopo una sonante vittoria (7 a 1) contro il Modena.
Un presagio dell’anno che sarebbe venuto.
Io c’era.
Ero un ragazzino di neppure 8 anni, appassionato, come tutti i miei coetanei, di calcio e, come quasi tutti, tifoso della squadra della mia città, il Bologna, non come accade oggi, quando troppi ragazzini cercano non la squadra della propria terra, ma quella vincente e credono che esistano solo Juventus, Inter e Milan !
Bologna e il Bologna hanno vissuto per 44 anni con il ricordo del settimo (ottavo se aggiungiamo quello del 1927 non assegnato, come invece tre anni fa fu assegnato all’Inter) scudetto e di quella memorabile stagione, culminata il 7 giugno con quegli interminabili 90 minuti, passati in gruppo, nel campetto di fronte a casa, sdraiati sull’erba ad ascoltare in religioso silenzio la cronaca radiofonica.
Stagione, quella 1963-1964, memorabile dal punto di vista del giovane tifoso e delle vicende umane che l’hanno caratterizzata.
Lo scandalo del doping, la squalifica di mezza squadra e la penalizzazione che ci aveva allontanato quel traguardo che i più anziani sognavano da anni e che per noi ragazzi sembrava un qualcosa di dovuto.
E mio padre, tifoso – da sempre e fino all’ultimo –della Juventus, che mi consolava e mi diceva che se l’accusa fosse stata falsa, giustizia sarebbe stata fatta.
E giustizia fu.
Nonostante la ferita psicologica, nonostante la tragica morte per infarto del Presidentissimo Renato Dall’Ara (il bosco prospiciente le nostre abitazioni, dove andavamo a giocare, era di sua proprietà) il Bologna si vide riconosciuta la correttezza sportiva e portò a casa il suo ultimo (spero solo in ordine temporale) scudetto con un evento che, probabilmente, in Italia non si vedrà più: lo spareggio conclusivo.
E mi ricordo le partite che andavo a vedere allo Stadio, il Littoriale, poi battezzato con scarsa fantasia Comunale ed ora Dall’Ara in onore del Presidentissimo, accompagnato da amici di famiglia, anche loro ormai ricordi della memoria e di sbiadite fotografie in bianco e nero, che si prestavano a fare da “tutori” ad un gruppo di quattro scatenati ragazzini, ancora oggi tra loro amici e solidali.
E la gioia della vittoria e la tristezza quando si perdeva.
E l’immagine, che forse alcuni ancora possono ricordare, di quel ragazzone biondo. “al Tudasc”, il Tedesco, Helmut Haller, con il numero dieci sulle spalle che, al termine della partita, immancabilmente si sedeva in mezzo al campo per togliersi le scarpe, mentre noi ragazzini ci dividevamo tra i tifosi di Giacomino Bulgarelli, Ezio Pascutti, Harald Nielsen e di tutti gli altri (Negri, Furlanis, Capra, Pavinato, Tumburus, Janich, Fogli, Perani, Rado ...) che formarono una squadra, mai più dimenticata.
Oggi, come in altre due occasioni, se ricordo bene, il traguardo è molto meno nobile, ma ancora importante: il ritorno in serie A.
E’ il nostro scudetto, lo scudetto di una squadra che non ha saputo, dopo Dall’Ara, avere una presidenza con un portafoglio adeguato alle ambizioni ed alla storia della società.
Ci fu solo il periodo del Presidente Luciano Conti che riuscì, a volte con difficoltà e con i riti del “Mago di Turi” Oronzo Pugliese, a conservare la serie A.
Ci fui poi lo sprofondo della prima retrocessione del 1982, poi quella del 1996, infine quella del 2005, dopo un doppio spareggio con il Parma (che quest’anno è retrocesso in serie B … come una nemesi storica).
Non sono convinto della bontà di una guida societaria che vorrebbe traslocare il Bologna dal Dall’Ara alla provincia, di una guida societaria che ha un occhio (e forse più) alla cessione della squadra ad investitori stranieri (addirittura americani che stanno al calcio come noi stiamo al baseball o al football !).
Ma oggi è giorno di felicità per Bologna e i Bolognesi, con il ritorno della squadra in serie A e il ritorno del sogno, di poter tornare a gioire come quel 7 giugno 1964, recuperando quello spirito gioioso e fanciullesco che rimane in noi, nascosto, ma sempre pronto a riemergere quando gli eventi della vita ce ne forniscono l’occasione.
Oh giornate del nostro riscatto!
Oh dolente per sempre colui
Che da lunge, dal labbro d’altrui,
come un uomo straniero, le udrà !
che a’ suoi figli narrandole un giorno,
dovrà dir sospirando: "io non c'era";
che la santa vittrice bandiera
salutata quel dì non avrà.

(Alessandro Manzoni “Marzo 1821”)




@




Entra ne

lunedì, maggio 26, 2008

Casapound sbarca a Bologna

Mentre i partiti-supermercato arzigogolano sulle prossime elezioni del 2009 ricercando chi le primarie, chi la candidatura fine a se stessa, l’anima sociale della Destra sbarca a Bologna con una iniziativa che mette il dito su una delle tante piaghe che Bologna deve sopportare: i parcheggi.
L’articolo del Carlino Bologna è una efficace sintesi delle azioni che Casapound sembra abbia intenzione di svolgere.
Casapound è l’organizzazione vicina più alla Fiamma Tricolore che a La Destra (adesso forse non più …) e rappresenta l’anima di quelle iniziative nel concreto che la Destra Italiana aveva abbandonato per assecondare la marcia di Fini verso il centro.
Non sempre e non tutte le iniziative e i modi di proporsi di Casapound trovano il mio personale consenso.
Ho forti riserve, ad esempio, sulla battaglia contro la cosiddetta “usura” essendo personalmente convinto che chi presta denaro abbia diritto ad una adeguata remunerazione, tanto maggiore quanto maggiore è il rischio che quel denaro non gli venga restituito.
Ma sicuramente il biglietto da visita di Casapound, contro lo tsunami di strisce blu e di parchimetri che ha colpito Bologna dall’inizio dell’anno è un’ottima scelta.
E’ del resto sufficiente circolare per Bologna, anche se si è di passaggio, per constatare come la nostra sia diventata una “città chiusa”.
Divieti, zone a traffico limitato, blocchi della circolazione e, soprattutto, l’impossibilità di trovare un parcheggio vicino al luogo dove ci si sta recando.
Il tutto è aggravato da un perverso atteggiamento della giunta cattocomunista che sembra abbia un conto aperto contro i cittadini, vessandoli con ogni sorta di proibizione.
Allora ben venga, ad un anno dalla elezioni, Casapound, con le sue iniziative a volte sopra le righe ma che, sempre, fanno discutere e, soprattutto, strappano quel velo di perbenismo, un po’ parruccone, un po’ ruffiano, che copre le magagne di una Bologna che sprofonda sempre di più nelle classifiche del benessere e della buona amministrazione.

Entra ne

sabato, maggio 17, 2008

Non gridiamo troppo spesso "al lupo"

Breve e veloce commento ad un trafiletto pubblicato oggi a pag. VII del Carlino Bologna.
Un automobilista avrebbe, in Via San Mamolo, insultato con frasi definite nel pezzo "di stampo razzista" un camerunense che, dopo aver scritto al sindaco, ha dichiarato di lasciare l'Italia, perchè ha "preso atto della presenza di un razzismo profondo, rabbioso, aggressivo e orgoglioso".
A latere pare abbia denunciato l'incauto automobilista e sia assistito da ben due avvocati, mentre un terzo sarebbe testimone a suo favore.
Fin qui il riassunto del trafiletto in cronaca.
Mi limito a pochi commenti.
Quanti di noi, dopo un diverbio con un altro automobilista, scrivono al sindaco ?
Quanti di noi, dopo un diverbio con un altro automobilista, decidono di lasciare la città (spero non "prima che tramonti il sole" come nei classici film western).
Quanti di noi, dopo un diverbio con un altro automobilista, possono contare su ben tre avvocati, due nella linea di difesa e uno come testimone, a proprio favore, tutti di Bologna, tanto smentire il presunto "razzismo" esistente ?
Quanti di noi, dopo un diverbio con un altro automobilista, trovano la loro lite in cronaca ?
Mi sembra che si dia troppo peso ad una normalissima lite con insulti come ne capitano tante nel traffico cittadino.
Tra l'altro l'automobilista che nel pezzo in cronaca fa la parte del "cattivo" di turno, pur non essendo nominato, non ha avuto alcuna possibilità di fornire al giornalista la sua versione.
Ma scrivere al sindaco, trafiletto in cronaca, carte bollate, mi sembrano francamente eccessive, figlie di una visione stereotipata che vede razzismo ovunque e che ha fatto dire quelle parole insensate al vicepremier spagnolo.
Per non dire della decisione di abbandonare non solo Bologna, ma persino l'Italia, segno che, evidentemente, chi prende questa decisione non ha alcun interesse verso la nostra Città e la nostra Patria.
Bologna e l'Italia non sono razziste e lo dimostrano gli slanci di generosità che si ripetono ad ogni catastrofe naturale nel terzo mondo.
Non sarebbe ora di smetterla di farci del male, parlando di razzismo con così tanta frequenza, da renderlo quasi un normale compagno di viaggio ?
Quando si grida troppo spesso "al lupo", si rischia di non essere credibili nel momento in cui il lupo si presenta veramente davanti a noi e magari non lo si riconosce neppure.


Entra ne

mercoledì, maggio 14, 2008

Saldi di fine mandato a Bologna

La giunta cattocomunista di Bologna capeggiata dal sindaco forestiero ha ancora un anno di vita e cerca di evitare la fine dei propri simili romani sollevando il tipico polverone di fine mandato.
E' il "facite ammuina" al ragù.
I cittadini di Bologna si svegliano ogni giorno con qualche novità, alcune mutuate dal manuale del bravo amministratore (qualche cerotto di asfalto là dove le strade erano state lasciate a 4 anni di totale incuria), altre per cercare di affermare l'identità ecoambientalista della giunta.
A questo proposito oggi ho visto le nuove strisce bianche (dirò dopo dove) che dividono il cammino pedonale da quello per le biciclette.
Sicuramente la giunta cattocomunista propaganderà che ha aumentato le piste ciclabili di un tot di chilometri.
E sicuramente qualcuno abboccherà.
Ma vediamo che razza di "piste sono".
Intanto sul ponte della Mascarella che, come ben sanno i ciclisti bolognesi, è uno dei più "tosti" (per la pendenza) e richiede uno spazio di "ondeggiamento" che varia a seconda delle capacità padalatorie del singolo.
Chiunque, poi, penserebbe ad una bella pista ricavata dalla superficie e protetta, dove si agevola anche la pedalata già difficile per la pendenza.
Non è così.
La "pista ciclabile" è stata ricavata dividendo a metà il marciapiede esistente.
Non solo, ma la parte dedicata alle biclette è quella esterna (verso la carreggiata stradale) alquanto sconnessa e pendente, con il rischio che una maggiore "sbandata", magari per uno scarto dovuto alla presenza a fianco di un pedone, possa far cadere il ciclista sulla strada.
Ma andiamo avanti.
Saldi di fine mandato.
Ecco che la giunta cattocomunista non rinuncia alla sua politica tradizionale di disturbo nei confronti dei cittadini.
Invece di cercare di rivitalizzare le zone più a rischio, crea i presupposti per aumentare l'insicurezza.
Così si decide una nuova pedonalizzazione, nella zona universitaria di Via Zamboni.
A questo punto diventa una "zona franca" soprattutto di notte e mi domando quali cittadini oseranno avventurarsi a piedi con il rischio di incontri ben più che spiacevoli.
Giunta bocciata, bocciatissima anche in queste prime mosse da ultima spiaggia.
Cercasi candidato sindaco urgentemente.
E' richiesta
residenza stabile a Bologna dalla nascita
.

Entra ne