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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

lunedì, dicembre 17, 2007

Sinistre pruderie

Ieri si è concluso a Bologna il Motor Show, l’annuale fiera di grande successo inventata da Cazzola, ora Presidente di un Bologna che, proprio da sabato, è in solitaria vetta alla classifica (sia pur di serie “B”).
Molto si potrebbe dire e criticare sul Motor Show, a cominciare da traffico che provoca e dagli intasamenti in zona fiera.
Ma non ci si poteva aspettare che da sinistra arrivassero delle contestazioni ad alcune esibizioni.
Ad essere preso di mira è lo spettacolo organizzato da una azienda che produce macchinari per l’autolavaggio .
La presentazione del prodotto è oltremodo accattivante, con belle ragazze, succintamente vestite, che lavano e asciugano mezzi .
Che c’è di male ?
Se ben ricordo ci fu anche un film (Car Wash o qualcosa del genere) e anche una pubblicità televisiva.
E’ però insorto il capogruppo di Rifondazione Comunista e un paio di donne di sinistra con incarichi istituzionali o di partito (democratico).
E’ la malinconica riscoperta del protofemminismo, quello delle tuniche larghe e informi, del voluto abbruttimento del proprio aspetto.
Contento lui se preferisce quel genere di donne.
Contente loro se vogliono apparire poco desiderabili.
Ma le ragazze che si sono esibite al Motro show non fanno nulla di disdicevole (piuttosto perché non intervenite, in zona Fiera, sul fenomeno della prostituzione ?) anzi, in modo simpatico, accattivante ed ironico sollecitano interesse per un prodotto (i macchinari per l’autolavaggio) che nessuno, diversamente, avrebbe degnato di uno sguardo.
La sinistra ha pruriti, sempre però nella parte sbagliata.

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martedì, dicembre 04, 2007

E' bastato uno sciopero dei bus e ...

… la politica da talebani dell’ecoambientalismo della giunta rossa di Bologna è stata ridicolizzata.
Il quotidiano della città, Il Resto del Carlino , con un articolo odierno , documenta il pesante calo delle “polveri sottili”, cioè la scusa della giunta cattocomunisti per vessare i cittadini bolognesi imponendo draconiani limiti al traffico.
Venerdì 30 novembre, infatti, gli autobus sono rimasti fermi dalle 8,30 alle 16,30 per uno sciopero dei dipendenti atc.
Come risultato, a fronte di una media a 107 microgrammi per metro cubo d’aria, il risultato ha emesso la sentenza: 55 microgrammi.
Risultato ottenuto in una giornata in cui, in relazione allo sciopero dei mezzi pubblici, la giunta aveva, magnanimamente, concesso una deroga e permesso la circolazione anche ai veicoli pre euro.
Allora vale la pena di ripeterlo e metterla giù in modo chiaro:
in una giornata in cui la circolazione privata – a causa dello sciopero dei bus – era maggiore, in cui circolavano anche gli “untori” (secondo la giunta) cioè i veicoli pre euro, le polveri sottili hanno registrato il minimo di sforamento.
Da questo è facile dedurre che:
- non sono i veicoli privati ad inquinare (se di inquinamento si può parlare) la città
- le vessazioni cui sono sottoposti i cittadini bolognesi sono pertanto del tutto gratuite
- la politica presunta ecoambientalista della giunta cattocomunisti è solo un pretesto per imporre sempre maggiori divieti e aumentare i costi per i cittadini.

Infatti per quale motivo dobbiamo lasciare le nostre vetture in garage, anche solo al giovedì, quando paghiamo revisioni e controlli dei gas di scarico (il famoso bollino blu) ?
Ma, soprattutto, in base a quale criterio la giunta rossa amministra Bologna, se in un giorno in cui il traffico privato era al massimo e senza limitazioni, l’inquinamento cala ?
Una giunta che ha perso i finanziamenti per la metropolitana – unico polmone per il nostro traffico – e che ora viene ridicolizzata nel suo fondamentalismo ecoambientalista da un semplice sciopero di 8 ore, è una giunta che non solo non è in grado di bene amministrare, ma neppure di gestire l’ordinaria pratica di una città come Bologna.
Dopo la sicurezza (cioè l’assurda volontà della giunta di regalare una enclave islamica ai musulmani) il traffico è il principale problema che penalizza la vita dei bolognesi.
E’ ora di ribellarsi e di sollecitare i partiti dell’opposizione ad intraprendere iniziative anche clamorose che compattino la cittadinanza contro le vessazioni della giunta del sindaco forestiero.

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domenica, dicembre 02, 2007

I Guerrieri del Nord a difesa delle nostre Radici

Venerdì 30 novembre a Bologna, Hotel Savoia Regency, la Lega Nord ha organizzato un incontro con la cittadinanza per ribadire il “no” alla moschea e l’impegno ad ostacolare ogni delibera o iniziativa in tal senso.
La giunta del sindaco forestiero aveva, infatti, deciso di permutare 6000 metri quadri di terreno per concedere ai musulmani la possibilità di costruire una moschea con relativo minareto, centro culturale, negozi e chissà quanto altro.
La Lega Nord e, a seguire, anche gli altri partiti del Centro Destra bolognese vi si opposero, denunciando la non congruità della permuta (con una perdita secca per le casse pubbliche), il rischio di affidare un simile strumento all’Ucoii (organizzazione islamica sicuramente poco moderata), il rischio di attrarre come una calamita (che diventerebbe una calamità per i cittadini bolognesi come è stato detto in sede di incontro) nuovi immigrati, l’irregolarità della delibera che, tra l’altro, prevedeva la costruzione della cittadella islamica sopra un terreno nel quale passa un oleodotto Nato.
Per combattere contro la scelta della giunta di sinistra furono organizzate assemblee pubbliche e raccolte le firme per un referendum cittadino.
Il sindaco forestiero ha quindi ritirato la delibera ma, con una ostinazione che meriterebbe miglior causa, ne proporrà un’altra, dimezzata negli spazi da concedere ai musulmani, ma con la medesima finalità di consegnare una parte del nostro territorio a chi ha, come “oggetto sociale”, il dominio sul mondo e l’imposizione della sua religione sul prossimo.
L’assemblea ha avuto una partecipazione massiccia.
Una sala con circa 400 posti a sedere era piena e con ascoltatori in piedi.
Intervenutio i segretari cittadino e regionale della Lega, l’on. Gianluca Pini che è stato l’artefice della battaglia contro la prima delibera filoislamica e, quindi, l’on. Roberto Maroni.
La Lega Nord ha confermato che non lascerà nulla di intentato per bloccare anche questa seconda delibera, confidando nel risveglio delle coscienze dei cittadini, anche di quelli che solitamente “non capiscono ma si adeguano”.
E che anche nella rossa San Donato siano sempre meno quelli che si adeguano, proprio perché capiscono benissimo la pericolosità delle scelte della giunta comunista, lo si rileva dalla preoccupazione che pervade i cittadini di un quartiere che dovrebbe subire, in prima battuta, l’onere di ospitare la moschea e annessi.
Le sensibili antenne dei partiti comunisti l’hanno recepito, tanto che non hanno alcuna intenzione di far votare i cittadini su questo tema che, invece, riguarda tutta Bologna e non solo, visto che quel tipo di moschea sarebbe un polo di attrazione per i musulmani residenti in Italia.
Facile l’ironia di Maroni sul sindaco sindacalista che, per cinque anni, reclamava la volontà popolare contro le decisioni del Governo Berlusconi e che adesso, quando tocceherebbe a lui dare la parola al Popolo, se ne guarda bene dal farlo.
La Lega Nord è attenta e con “le armi ai piedi” per contrastare l’insensata politica di una giunta che assume provvedimenti solo ideologici.
Come è dimostrato dallo sperpero di pubblico denaro (si parla di un milione di euro) per le “elezioni” di un inutile consiglio consultivo degli immigrati.
A sinistra sanno che la maggioranza degli Italiani non li voterà più, allora cercano di rimanere aggrappati alle poltrone con il voto degli immigrati, cioè di chi è totalmente estraneo, quando non ostile, alle Radici del Popolo Italiano, della Civiltà Occidentale, delle sane Tradizioni millenarie che vogliamo tramandare ai nostri figli e nipoti.
Tra poco più di venti giorni sarà Natale, una festa che per la cristianità significa la nascita del Salvatore, Figlio di Dio, ma che ha una origine, ancor più profonda nelle nostre terre, una origine nei Saturnalia della Civiltà Romana.
Noi festeggeremo il Natale, con tutti i simboli che ad esso appartengono e che ci sono cari sin dalla infanzia.
Non accetteremo di nasconderli per compiacere qualche fanatico dell’integrazione forzata e dell’apertura delle porte a chi ci vorrebbe cancellare dalla storia e dalla nostra terra.
L’impegno manifestato venerdì sera dalla Lega Nord è un patto che dovrebbe essere stretto da tutti gli Italiani: non faremo passare la svendita delle nostre Radici, delle nostre Tradizioni, della nostra Terra.
Come è stato detto in sede di incontro, non c’è motivo migliore per combattere se non combattere per la propria Terra, che ci è stata lasciata dai nostri Padri e che sarà dei nostri Figli.




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