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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

martedì, ottobre 02, 2007

Il sindaco nel sacco (di Bologna)

Sabato 29 si sono svolte a Bologna due manifestazioni.
Una, organizzata da A.N. e con la partecipazione anche della Lega, contro la moschea che il sindaco cremonese vorrebbe costruire.
Poche presenze, qualche migliaio di firme, ma ormai la prima battaglia era stata vinta grazie a chi, sin dal primo momento, si era opposto alla delibera della giunta comunista (e spiace dire che A.N. non c’era).
La seconda manifestazione molto più incisiva, violenta e pericolosa.
La street parade che ha violato ogni prescrizione, nella assoluta mancata reazione delle Forze dell’Ordine.
Il giorno dopo il Questore Cirillo ha motivato gli ordini, affermando che se avesse disposto di impedire ai manifestanti di violare i limiti imposti, “oggi si conterebbero i feriti”.
Il sindaco sindacalista, che non mi sembra a Genova nel luglio 2001 fosse dalla parte delle Forze dell’Ordine, ha preso cappello e si è dimesso dal Comitato per l’ordine e la sicurezza, presentando anche un esposto al ministro dell’interno.
Apparentemente il sindaco sollecita sicurezza e il Questore è venuto meno ai compiti delle Forze dell’Ordine.
Apparentemente, però, perché quando il Questore dice che “oggi si conterebbero i feriti”, ha ben in mente quello che è sistematicamente accaduto sin dal 1998 fino ai disordini provocati dai no Tav in Val di Susa nel 2005, passando per il G8 di Genova 2001: la magistratura, in occasione degli scontri, ha sempre agito contro i poliziotti più che contro i manifestanti.
E’ ovvio che la responsabilità del Questore verso i suoi uomini, comprende anche la tutela da successive aggressioni giudiziarie.
Ed è evidente a tutti che per impedire a qualche migliaio di esagitati di uscire dai percorsi definiti, sarebbe stato necessario usare manganelli e anche qualcosa in più, con gli inevitabili strascichi giudiziari che avrebbero colpito più le Forze dell’Ordine che i manifestanti.
L’atteggiamento delle Forze dell’Ordine è comprensibile ma anche preoccupante.
Prima di proporre esposti, il sindaco forestiero dovrebbe recitare un mea culpa per tutte le volte in cui ha puntato l’indice contro Polizia e Carabinieri pur di accarezzare la tigre delal contestazione per il verso giusto.
Adesso è compito di tutti i cittadini solidarizzare con il Questore e la Polizia per far sentire loro che abbiamo compreso le loro motivazioni e che non attribuiamo loro la responsabilità dei danni che, invece, sono integralmente a carico di chi negli anni scorsi ha eccitato gli animi contro il Governo Berlusconi.
E’ la giusta nemesi per personaggi come il sindaco forestiero di Bologna e il suo compagno di schieramento, ministro degli interni.
Quel che fa tristezza è leggere il commento del parlamentare di A.N., Raisi, che, proiettato verso l'accordo inciucista con la giunta, solidarizza con il sindaco e non con il Questore.

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1 commento:

Nessie ha detto...

Sono d'accordo Massimo: chi semina vento raccoglie tempeste. Nessuna solidarietà al Cinese la cui carriera è stata costruita proprio sull'agorà populista e demagogica. Io però non me la sentirei di solidarizzare col questore che ha autorizzato la parata dei no global e dei centri sociali. Gli uomini di stato pigliano sempre ordini dai politici incaricati. Cioè da questo governo. E autorizzando la parata ha dato prova di subalternità. MI spiace cadere in un luogocomunismo come il "Né...Né" (il nénéismo, della serie né con lo stato né con le BR, contro cui ho sempre tuonato). E allora più grecamente sono per l'epoché (la sospensione del giudizio). Ciao.