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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

giovedì, settembre 20, 2007

No alla moschea di Bologna:cittadinanza compatta

Ieri sera, presso il circolo La Fattoria nel cuore del Quartiere San Donato, zona Pilastro, si è svolta una nuova assemblea sul progetto di costruzione una moschea, un circolo culturale, ricreativo musulmano, insomma una “islamopoli”.
E l’assemblea si è svolta all’indomani dell’annuncio del sindaco forestiero di ritiro della delibera che disponeva permuta e concessioni per tale struttura.
Tale retromarcia non deve indurre a eccessivo ottimismo, perché se si è vinta la prima battaglia, il sindaco forestiero ha confermato che la moschea sarà costruita e sarà costruita nel Quartiere San Donato, in evidente spregio della volontà dei cittadini (in assemblea è stato opportunamente precisato che i bolognesi non sono per questo sindaco “la sua gente”).
Presenze di rilievo nella battaglia contro islamopoli, a cominciare dall’on. Gianluca Pini, parlamentare della Lega Nord e Presidente della Lega Anti Diffamazione Cristiana che ha organizzato la serata, Adriana Bolchini Gaigher di Lisistrata e dell’ Osservatorio del Diritto Italiano Internazionale come pure l’Avv. Parisotto, Don Davide Righi e Cristina Marri consigliere comunale dell’Udc e Massimo Palazzi, di una associazione musulmana in causa con quei musulmani che Palazzi ha sostenuto essere fiancheggiatori dei fondamentalisti islamici e che il comune di Bologna avrebbe scelto come interlocutori per islamopoli.
Nel corso del dibattito sono intervenuti anche Daniele Carella, capo gruppo in consiglio comunale di Forza Italia e Silvia Noè consigliere regionale dell’Udc.
Il resoconto lo si troverà sicuramente sulla stampa bolognese ampiamente rappresentata – giornali e televisioni – a cominciare dal principale e storico quotidiano della città, Il Resto del Carlino .
Qui interessa annotare la folta partecipazione per presenze (foto) e per passione, al punto che gli unici due interventi che esprimevano uno spiraglio di apertura, non alla moschea, ma al dialogo, sono stati contestati – civilmente – dalla platea.
In particolare il consigliere regionale Silvia Noè, dopo un interessante intervento in linea con le pulsioni assembleari, è “caduta” con la critica alla Lega e – pur non nominato – a Calderoli, ignorando che la provocazione del senatore leghista è servita a far assurgere a livello nazionale la questione fino ad allora limitata ai confini bolognesi, meritandosi la contestazione del pubblico e una secca replica dell’on. Pini che le ha ricordato quanto tiepida, anzi possibilista, fosse stata la sua posizione all’inizio della battaglia contro la moschea.
Ma il significato, anche dell’assemblea di ieri, è data dalla esasperazione dei cittadini, di cui la giunta di sinistra non potrà non tener conto se non vorrà peggiorare la situazione, che mostra come ormai, anche i richiami più moderati al dialogo siano intesi come un cedimento ulteriore rispetto a quel tanto che già è stato ceduto.
In parole povere, l’eccesso di disponibilità, soprattutto istituzionale, soprattutto a sinistra, ha provocato una crisi di rigetto e di reazione, anche alla luce del fatto che a Bologna ci sono già 9 strutture che ospitano i riti musulmani (e giustamente Carella ha sollevato il problema della loro gestione alla luce – in particolare dei termini di concessione a Villa Pallavicini - dei fatti riportati da Palazzi).
Nove strutture ampiamente sufficienti alle necessità degli islamici bolognesi e che fanno coralmente dire alle assemblee dei cittadini: no alla moschea, né grande, né piccola, nè al San Donato, né altrove, né oggi, né mai.

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10 commenti:

Nessie ha detto...

Benone! E' un primo passo. Ora bisogna insistere, insistere, insistere.
Il problema della moscheizzazione del territorio italiano (non riguarda solo BO) è: a) di sicurezza b) di identità nazionale c) di svalorizzazione di tutti gli immobili e dei rioni ospitanti. Perciò un bel NO secco. E se chiedono le alternative, beh, le alternativa non ci sono.

Utopia ha detto...

mah! la questione sembra ormai solo simbolica.
Se quelli vogliono una moschea e se la pagano (ho saputo che il finanziamento della costruzione è egiziano), sono liberi di costruirne anche cinquanta. Che poi i fedeli ci vadano o meno, sono fatti loro, visto che i soldi non sono tuoi né dei tuoi concittadini.
Se facessero lo stesso cattolici, protestanti, buddisti, etc avresti qualcosa da ridire?
Se pagassi anche tu, avresti voce in merito, ma visti i fatti, accettate la costruzione (e non seguite quel GENIO di Calderoli che dice solo fesserie).

D'altronde, io con le mie tasse finanzio la chiesa cattolica e nessuno mi ha mai chiesto pareri sul suo utilizzo. O mi sbaglio?

Massimo ha detto...

Sì, ti sbagli.
La moschea verrebbe costruita su un terreno dato in permuta dal comune di Bologna (quindi di proprietà delal cittadinanza) in base ad una valutazione (che NON è stata fatta dall'Agenzia delle Entrate, ma da un ufficio comunale) di favore.
Per il comune il terreno che i musulmani hanno ricevuto in eredità in un'altra parte delal città varrebbe come quello destinato alla permuta.
Per una perizia giurata fatta eseguire dagli oppositori, i valori sono:
8 milioni di euro per il terreno della città
1,5 milioni per quello che i musulmani hanno ricevuto in eredità.
Una bella differenza, tanto che non sarà per caso che la giunta ha ritirato la delibera contro la quale si sarebbe ricorso alla Corte dei Conti.
Quindi la base del tuo ragionamento è fondata sull'errore.
Non solo.
Ma non prendi in esame il fattore sicurezza, perchè i musulmani non sono una religione, sono un progetto politico tendente al dominio, quindi non paragonabile con buddisti o animisti o, direi, neppure se vi fosse un gruppo che volesse rilanciare la religione degli Antichi con la riapertura dei templi a Zeus o Atena.
Suppongo che tu non firmi per l'8 per mille alla Chiesa Cattolica, quindi le tue tasse vanno da latre parti ....

Lo PseudoSauro ha detto...

Bravi bolognesi e brava all'attivissima Lisistrata. Tutto sta a creare un precedente in Italia perche' la gente finisca di aver paura ad esprimersi liberamente. Di moschee ce n'e' anche troppe e sara' meglio pensare a chiudere quelle che ci sono piuttosto che aprirne altre.
Se queste servissero ai cittadini italiani di fede islamica non arriverebbero nemmeno ad ospitare 16 fedeli per moschea. Considerato che chiudono le scuole se il numero degli allievi e' scarso, non si vede perche' debbano fare diversamente per i musulmani. Tenete duro.

Utopia ha detto...

@Massimo: se facessero la moschea in un posto sperduto, ci sarebbe sempre da ridire. La questione non è il luogo. Sai a me che importa dove la fanno.
Sul discorso che l'islam non è una religione ti sbagli, lo sono a tutti gli effetti. Sono abbastanza "insani", ma questo non li toglie dalla categoria. D'altronde se togliessimo le religioni "criminali" cosa rimarrebbe? Certo, gli islamici sono simpatici quanto l'acqua minerale sgasata, ma cosa possiamo farci se non applicare la legge?
Chi sbaglia paga, gli altri sono liberi di fare e disfare quello che vogliono. Se sono tutti criminali li cacciamo tutti (e niente galera - ovvero vitto e alloggio gratis - ma calci nel sedere e via nel loro Paese ), se sono tutti buoni teniamoci i migliori!

Massimo ha detto...

Il luogo è rilevante se chi ci abita non li vuole e se viene loro concesso con un guadagno economico.
L'islam non è una religione, ribadisco, ma un progetto politico che, sin dalla fondazione di Maometto, si espande con la violenza, la sopraffazione, la morte e prospera sull'oppressione e l'ignoranza.
Direi esattamente all'opposto di quel che èil percorso dell'Occidente.
E poi, se negli stessi paesi islamici le moschee sono fulcro di istigazione all'odio (vedi Pakistan ed Egitto ad esempio) tanto che polizia ed esercito sono costretti a circondarle al venerdì, per quale ragione dovremmo importare i loro problemi da noi ?
Sull'ultima frase, buona la ... prima :-D

Nessie ha detto...

C'è un'altra cosa che va ricordata. Quando in Algeria i fondamentalisti del FIS (fronte islamico di salvezza)vinsero le elezioni sui partiti algerini laici, avevano già belle e pronti arsenali di armi dentro le loro moschee. L'esercito regolare algerino dovette canoneggiare le moschee, per avere ragione sui tagliagola, che già avevano fatto stragi. Cosa insegna questa morale? Che se nei paesi arabi non c'è il tabuù di bombardare una moschea sospetta, gli unici coglioni che gli mettono i tappettini rossi sotto le terga, li troviamo qua in Italia. Col signor Cofferati in testa, il quale anche lui "si illude" (e illude i cittadini) che la moschea sia un luogo di culto.

Paolo ha detto...

Una riunione di parte dove vi siete sbrodolati addosso le vostre solite cose, mussulmani=terroristi e via dicendo. Per fortuna viviamo in uno stato laico dove ognuno può professare la sua religione e costruire quel che vuole.

Massimo ha detto...

La riunione "di parte" era alla presenza di un esponente musulmano facente parte della "consulta", nei locali di un circolo arci (è intervenuto anche il presidente) e in un quartiere notoriamente rosso.
La laicità e la libertà religiosa non c'entrano un bel nulla con i temi sollevati dalla volontà della giunta di sinistra di costruire una islamopoli. Informarsi prima di commentare o, almeno, leggere ciò che si commenta.

Anonimo ha detto...

Ed evviva la sagra del maiale!

Stella