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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

domenica, settembre 23, 2007

A.N. Bologna come Faust

Su questo blog lo avevamo paventato alle prime notizie , poi avevamo denunciato la prosecuzione di simile comportamento che rompeva la solidarietà tra le opposizioni in comune.
Oggi Il Resto del Carlino nella fascicolo di Bologna, annuncia che il misfatto è ormai compiuto: Alleanza Nazionale “con il pieno consenso di Fini” (annuncia l’on. Raisi) è pronta a sottoscrivere un patto con il diavolo, cioè con la giunta di sinistra.
Come Faust A.N. a Bologna vende l’anima perché il nemico apponga il suo timbro di accettazione nel salotto buono (?) della partitocrazia felsinea.
L’avallo che A.N. fornisce in questo modo alla giunta del sindaco forestiero è deflagrante e rende pienamente merito al senatore Stefano Morselli per la sua decisione di abbandonare A.N., ormai partito avviato ad una deriva centrista, senza più anima, per aderire al progetto di Francesco Storace ne La Destra.
Il sindacalista cremonese utilizzerà sicuramente la eventuale firma del patto con A.N. come specchietto per le allodole, per accreditarsi come ferreo tutore della legalità e rifarsi una verginità sul versante sicurezza.
I media avranno buon gioco nel dipingere i sindaci rossi come esempi da imitare e le divisioni che emergono all’interno dell’opposizione di Centro Destra bolognese e che vedono Raisi giocare a nascondino con la candidatura a sindaco nel 2009, saranno accentuate dall’ abbandono di una politica di ferma opposizione ad una giunta che non riesce a rappresentare la città e che, soprattutto, in oltre 3 anni non ha fatto nulla per la città: non la metropolitana, non la pulizia o l’asfaltatura delle strade, non la garanzia della sicurezza.
Si capisce ora perché A.N. sia sempre rimasta ai margini della grande battaglia contro la moschea e solo quando è stata vinta la prima tappa, organizza, in solitaria, una manifestazione per sabato 29 settembre.
Rimane una speranza, paradossalmente aggrappata al comportamento che terrà l’estrema sinistra se si dovesse arrivare alla firma di tale patto scellerato.
Avrà il sindaco forestiero il coraggio di rompere con la sua ala estrema e cambiare maggioranza imbarcando i finiani ?
Speriamo di no e speriamo che i finiani, presi in tal modo a pesci in faccia, operino quel ravvedimento operoso che ci farà sempre perdonare chi lo mette in pratica.

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giovedì, settembre 20, 2007

No alla moschea di Bologna:cittadinanza compatta

Ieri sera, presso il circolo La Fattoria nel cuore del Quartiere San Donato, zona Pilastro, si è svolta una nuova assemblea sul progetto di costruzione una moschea, un circolo culturale, ricreativo musulmano, insomma una “islamopoli”.
E l’assemblea si è svolta all’indomani dell’annuncio del sindaco forestiero di ritiro della delibera che disponeva permuta e concessioni per tale struttura.
Tale retromarcia non deve indurre a eccessivo ottimismo, perché se si è vinta la prima battaglia, il sindaco forestiero ha confermato che la moschea sarà costruita e sarà costruita nel Quartiere San Donato, in evidente spregio della volontà dei cittadini (in assemblea è stato opportunamente precisato che i bolognesi non sono per questo sindaco “la sua gente”).
Presenze di rilievo nella battaglia contro islamopoli, a cominciare dall’on. Gianluca Pini, parlamentare della Lega Nord e Presidente della Lega Anti Diffamazione Cristiana che ha organizzato la serata, Adriana Bolchini Gaigher di Lisistrata e dell’ Osservatorio del Diritto Italiano Internazionale come pure l’Avv. Parisotto, Don Davide Righi e Cristina Marri consigliere comunale dell’Udc e Massimo Palazzi, di una associazione musulmana in causa con quei musulmani che Palazzi ha sostenuto essere fiancheggiatori dei fondamentalisti islamici e che il comune di Bologna avrebbe scelto come interlocutori per islamopoli.
Nel corso del dibattito sono intervenuti anche Daniele Carella, capo gruppo in consiglio comunale di Forza Italia e Silvia Noè consigliere regionale dell’Udc.
Il resoconto lo si troverà sicuramente sulla stampa bolognese ampiamente rappresentata – giornali e televisioni – a cominciare dal principale e storico quotidiano della città, Il Resto del Carlino .
Qui interessa annotare la folta partecipazione per presenze (foto) e per passione, al punto che gli unici due interventi che esprimevano uno spiraglio di apertura, non alla moschea, ma al dialogo, sono stati contestati – civilmente – dalla platea.
In particolare il consigliere regionale Silvia Noè, dopo un interessante intervento in linea con le pulsioni assembleari, è “caduta” con la critica alla Lega e – pur non nominato – a Calderoli, ignorando che la provocazione del senatore leghista è servita a far assurgere a livello nazionale la questione fino ad allora limitata ai confini bolognesi, meritandosi la contestazione del pubblico e una secca replica dell’on. Pini che le ha ricordato quanto tiepida, anzi possibilista, fosse stata la sua posizione all’inizio della battaglia contro la moschea.
Ma il significato, anche dell’assemblea di ieri, è data dalla esasperazione dei cittadini, di cui la giunta di sinistra non potrà non tener conto se non vorrà peggiorare la situazione, che mostra come ormai, anche i richiami più moderati al dialogo siano intesi come un cedimento ulteriore rispetto a quel tanto che già è stato ceduto.
In parole povere, l’eccesso di disponibilità, soprattutto istituzionale, soprattutto a sinistra, ha provocato una crisi di rigetto e di reazione, anche alla luce del fatto che a Bologna ci sono già 9 strutture che ospitano i riti musulmani (e giustamente Carella ha sollevato il problema della loro gestione alla luce – in particolare dei termini di concessione a Villa Pallavicini - dei fatti riportati da Palazzi).
Nove strutture ampiamente sufficienti alle necessità degli islamici bolognesi e che fanno coralmente dire alle assemblee dei cittadini: no alla moschea, né grande, né piccola, nè al San Donato, né altrove, né oggi, né mai.

Qualche fotografia

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domenica, settembre 16, 2007

La Destra per e con Bologna contro la moschea

Ora: 17,05 di sabato 15 settembre 2007.
Luogo: Bologna, Sala del Baraccano, Quartiere Santo Stefano.
Una sala affollata accoglie con uno scrosciante applauso Francesco Storace, segretario de La Destra, venuto a Bologna per incontrare gli aderenti al partito e a rilanciare le tesi su sicurezza e legalità, patrimonio da sempre della Destra.
Con lui, oltre al coordinatore regionale del movimento Paolo Casolari, anche l’ultima adesione eccellente, quella del senatore bolognese Stefano Morselli.
Primo punto a favore di Storace: la puntualità (la conferenza era prevista per le 17).
Brevi le introduzioni di Casolari e di Morselli, accolto dal “suo” pubblico con una autentica standing ovation.
Parla Storace.
E’ subito un attacco alla giunta del sindaco forestiero che “non vede” il pericolo insito in una moschea.
Storace reclama il diritto di reciprocità: sì alla più grande moschea in europa, se verrà concesso di costruire la più grande cattedrale in Arabia.
Cita i casi dei sacerdoti caduti sotto i colpi del fanatismo islamico e scatta la battuta: “non tutti i musulmani sono terroristi, ma oggi tutti i terroristi sono musulmani”.
Applausi.
Frecciate per Fini: lui, Storace, amerebbe fare il ministro degli esteri per portare i Valori della Destra nel mondo, ma non si comprerebbe un biglietto per Gerusalemme per abiurare alle proprie radici per fare il ministro degli esteri.
In precedenza Morselli aveva denunciato la tendenza della dirigenza bolognese di A.N. a dialogare con la giunta spaccando anche la CdL (nota personale: lo avevo segnalato anche io proprio qui ).
Sicurezza e legalità sono temi che appartengono alla Destra, perché la sinistra non ha cultura della sicurezza e della legalità e lo dimostrano le denunce del suo ministro degli interni che, per ruolo, non deve denunciare la criminalità, ma combatterla.
E torna alla moschea.
Prediche in italiano, perché dobbiamo sapere cosa dicono.
Controlli, perché dobbiamo impedire che divenga deposito di armi quando le parrocchie sono solo piene di Vangeli, e controlli fatti da Polizia e Carabinieri, non da assessori di una giunta di sinistra.
Non problema urbanistico, ma sociale, quindi sentire il Popolo di Bologna cosa ne pensa della costruzione di una moschea di quelle dimensioni.
Altra frecciata ad A.N.: lieto di sapere che A.N. organizza una manifestazione contro la moschea di Bologna dopo che il loro leader ha proposto l’insegnamento del corano a scuola.
E, ancora: no a concedere la cittadinanza agli immigrati senza una attenta valutazione della volontà di integrazione e rispetto della nostra cultura e delle nostre tradizioni.
Un apprezzamento per Daniela Santanchè di cui ammira il coraggio per esporsi alle ritorsioni dei musulmani nella sua battaglia contro la sudditanza delle donne nell’islam.
E a questo proposito, ricordando le recenti tristi vicende che hanno coinvolto donne musulmane, la proposta di impedire che le minorenni portino il velo: decideranno quando saranno maggiorenni.
E, comunque, mai il velo a scuola perché devono rispettare le nostre usanze.
Poi parla del suo partito.
Con il cuore in mano.
Ringrazia Morselli e quanti hanno aderito senza alcuna possibilità di contropartita, perché è tutto da costruire e non ci sono poltrone da assegnare.
Ma annuncia anche che le adesioni sono tali e tante che la Costituente di metà novembre è stata spostata dall’Ergife al Palazzo dei Congressi di Roma.
La Destra c’è.
Anche a Bologna.
Una risorsa in più per la buona battaglia contro la moschea, con gli entusiasmi e le passioni che ha risvegliato e che si sono materializzati in una Sala del Baraccano stracolma di donne, uomini, giovani.
Buona Destra a tutti.

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sabato, settembre 15, 2007

Un maiale-day contro la moschea di Bologna

Il “colonnello” leghista Roberto Calderoli continua ad essere il portabandiera, senza mostrare alcun timore, della battaglia contro l’islamizzazione.
Dopo la famosa maglietta con le vignette su Maometto, ecco la proposta di un “maiale-day” per contrastare il progetto, incautamente appoggiato dalla giunta di sinistra di Bologna, di costruire una moschea, con tanto di centro culturale e strutture varie, in una vasta area nel quartiere San Donato.
La cittadinanza di Bologna ha già espresso la sua contrarietà a tale iniziativa,bocciando il progetto in assemblee popolari organizzate tanto dagli oppositori quanto dalle diramazioni locali dell’amministrazione e nei sondaggi .
Si aggiunga il nuovo problema relativo alle servitù militari e si vedrà come la resistenza alla costruzione di quello che sarebbe un autentico pugno nell’occhio per la città (senza considerare il pericolo potenziale che veicolerebbe nella nostra città) sta acquisendo forza.
Ben venga quindi anche la provocazione di Calderoli che consente alla battaglia di Bologna di assurgere a caso nazionale, creando un precedente e dimostrando che un gruppo di combattivi cittadini può anche obbligare una giunta bulgara (e forestiera) alle corde.
L’idea del senatore leghista, oltre a non essere del tutto peregrina viste le fissazioni che i musulmani hanno nei confronti del maiale, è particolarmente appropriata per Bologna (patria della famosa mortadella) e per l’Emilia tutta, dove, come si dice, “del maiale non si butta mai via nulla”.
Zamponi e salumi, prosciutti e il famoso “pesto modenese” che è la “morte” delle altrettanto famose tigelle.
Tutte prelibatezze che i musulmani rifiutano e, in tal modo, rifiutano ogni possibilità di comprendere la nostra cultura, che nella cucina trova una delle sue espressioni tradizionali, negandosi quindi, anche in questo caso, ad una reale integrazione e mostrandosi corpo estraneo a Bologna e all’Italia tutta.
L’idea del “maiale-day” può quindi essere positivamente sviluppata, con una grande festa popolare che nella esaltazione della nostra cucina, riaffermi Tradizione, Cultura, Storia, Radici.
Nel frattempo, non si abbassi la guardia e oggi pomeriggio, alle diciassette, a Bologna ci sarà un convegno (al solito Baraccano …) con Francesco Storace e La Destra, sempre contro il progetto della moschea.

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giovedì, settembre 13, 2007

Grazie, N.A.T.O. !

Mi vengono chiesti aggiornamenti sulla vicenda della moschea che vorrebbero costruire nell’area caab.
Dopo l’infuocata assemblea che ha visto riproporsi la lontananza dei cosiddetti “intellettuali” (con o senza la tonaca) dai sentimenti e dalle esigenze del Popolo, le sbandate dialettiche degli amministratori di Bologna (rinvio, nuovi spazi, no si fa) ecco la novità del giorno.
Sotto il terreno che affrettatamente e incautamente la giunta forestiera di Bologna ha permutato (pare in perdita) con i musulmani, passerebbe un oleodotto che rifornisce la Nato.
Il terreno diventerebbe quindi servitù militare e, considerando la particolare natura di chi vorrebbe edificarvi sue strutture, improbabile la concessione di deroghe.
Se così fosse, punto e a capo, i musulmani dovrebbero cercare nuovi spazi per i loro ambiziosi progetti.
Si può altresì pensare che la corale – senza distinzioni di partito – opposizione del Popolo del Quartiere San Donato alla costruzione della moschea e annessi si trasferirebbe in qualsiasi parte di Bologna e susciterebbe, visto che saremmo tutti in pericolo di vederci costruire una moschea sotto casa con relativa perdita di valore del nostro immobile, una solidarietà generalizzata.
Se così fosse, si assisterebbe forse ad un rinvio sine die del progetto di portare a Bologna un corpo estraneo che avrebbe attirato ulteriori islamici in una città già sovrappopolata di extracomunitari.
Mi auguro che sia così, ma sono anche confortato dalla reazione popolare e dalla decisione che sta prendendo piede nei partiti di Centro Destra che propongono referendum e manifestazioni di piazza contro la moschea, mentre il solito, fantasioso Roberto Calderoli offre il suo maiale per “contaminare” (quindi rendere impuro) il terreno su cui i musulmani vorrebbero costruire la moschea, oltre a dichiarare di mangiare maiale in occasione del ramadan.
Tutto questo mi induce a ripensare con più ottimismo al nostro futuro.
Forse bisognava aspettare il passo falso (il progetto di una moschea in un quartiere popolare e rosso di Bologna) perché le coscienze si risvegliassero dal torpore e reagissero alla metidica invasione cui siamo sottoposti.
Seguiremo gli sviluppi della questione, ma senza mai demordere e, soprattutto, coscienti che se anche si vincesse una battaglia, la guerra sarebbe ancora lunga e richiede passione, determinazione e costanza.

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venerdì, settembre 07, 2007

Contro la moschea a furor di Popolo

Come noto, la giunta comunale di Bologna, guidata da un personaggio estraneo alla cultura e all’anima della città, ha deciso una permuta di terreni con una associazione musulmana.
Questa permuta – contestata da molti nella valutazione a tutto vantaggio degli islamici – è unita ad una delibera che consentirebbe la creazione della più grande moschea d’europa: a Bologna, nell’area ex Caab (quartiere San Donato).
Tale moschea sarebbe affiancata da centro di cultura islamica e probabilmente centri di “accoglienza” e di sostegno per i musulmani.
Troppo facile il sospetto – visti i precedenti di ben più ridotte, nelle dimensioni, moschee in altre città – che il complesso si trasformi in una autentica base, una cittadella nella quale la legge in vigore sarebbe quella islamica e non quella italiana.
Una sorta di “santuario”, dotato di extraterritorialità perché non sfugge a nessuno che eventuali irruzioni della Polizia causerebbero violente reazioni di musulmani offesi e anche tensioni internazionali (basti guardare cosa accade per poche innocenti vignette).
Quindi un luogo dove i malintenzionati potrebbero ordire le loro trame ed esportare sangue e terrore non solo a Bologna e in Italia, ma in tutta l’europa.
La battaglia contro tale costruzione è appena iniziata e vede in prima fila la Lega e le combattive associazioni costituite per promuovere il referendum contro la moschea.
Il quartiere San Donato, i cui abitanti dovrebbero sopportare il peso maggiore dell’eventuale esecutività di tale improvvida decisione, ha organizzato un incontro, nel quale si sono confrontate le opposte parti, alla presenza di una folta cittadinanza, logicamente interessata e coinvolta.
L’assemblea è stata accesa.
Ne dà il resoconto il quotidiano della nostra città .
Spiace constatare che Padre Garuti, direttore del Centro San Domenico, si sia lasciato trascinare dal “politicamente corretto”, andandosene dall’assemblea e dichiarando che “questo è razzismo allo stato puro”.
Affermazione che lascia sconcertati, visto che proviene dal rappresentante di una religione che patisce discriminazioni e martiri per mano dei fanatici islamici.
Probabilmente Padre Garuti non è in sintonia con il Popolo del San Donato (e di Bologna) che giustamente teme il fanatismo islamico che si è manifestato anche in Italia con il caso di Hina, trucidata dai suoi famigliari perché voleva riscattarsi dalla schiavitù di essere donna musulmana.
E che Padre Garuti non sia in sintonia con il Popolo bolognese lo dimostra il sondaggio del Resto del Carlino che, in merito alla questione della moschea si è espresso con un netto “no” da parte del 93,9% dei partecipanti, contro uno striminzito “sì” del 6,1%.
Risultato persino più netto rispetto a quello che sta emergendo nel nostro (ben più modesto e ruspante) sondaggio qui a fianco aperto fino al 30 settembre.
Padre Garuti, invece di lasciarsi andare ad una esternazione banale e “politicamente corretta”, dovrebbe domandarsi se quello che lui chiama “razzismo” non sia invece Amore per la propria Identità, per la propria Storia, per la propria Terra.
In sostanza se quelli che lui taccia di “razzismo” non siano invece coloro ai quali il Papa si rivolge per riaffermare le radici Cristiane (e Romane) della Civiltà, dell’Occidente e dell’Italia.
E’ sicuramente più “papale” il cartello della Lega “Italia terra Cristiana, mai musulmana”, dello scatto di nervi del direttore del Centro San Domenico.
Che avrà, comunque, occasione di riscattarsi, perché la battaglia è appena iniziata e potrà fornire anche il suo contributo per vincerla: per Bologna, per l’Italia, per le radici Cristiane (e Romane) dell’Occidente.

NO ALLA MOSCHEA !

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