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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

domenica, gennaio 07, 2007

Sala borsa: chiuso

Se qualcuno volesse nei prossimi giorni fare un giro per il centro, dare un'occhiata alle novità librarie, sedersi a prendere un caffè e fare quattro chiacchiere con gli amici all'interno di un palazzo storico e calpestando l'antica Bologna, escluda la Sala Borsa.
Una delle (tante) lodevoli iniziative dell'unica Giunta di Centro Destra che finora ha amministrato (bene) Bologna, è stata cancellata dal pervicace disegno della giunta cattocomunista attuale che, al moento senza proroghe, ha preteso la chiusura delle attività commerciali il 6 gennaio e la liberazione dei locali al 28 febbraio.
44 dipendenti sono senza lavoro e pare che alla richiesta di Stefano Bellentani, titolare della licenza, di una proroga, l'assessore alla cultura (forestiero anche lui come il suo sindaco) abbia concettualmente risposto, con grande sensibilità sociale, tipica di una certa sinistra: "Finiamola con questo strazio".
Vedremo come la giunta dei foresti saprà restituire un lavoro ai 44 dipendenti licenziati senza accollarli al pubblico denaro, nel frattempo la Sala Borsa chiude.
Dopo oltre metà mandato il cremonese sindacalista si dimostra sindaco sempre più estraneo alla città che dovrebbe amministrare, al punto che i suoi stessi sodali si pongono il problema se ricandidarlo o meno alle prossime elezioni del 2009.
Per ora risolvono con un "il 2009 è lontano", ma vista l'incapacità dimostrata a passare dalla demagogia parolaia da tribuno sindacale, alla concretezza dei fatti di un sindaco, dovrebbero pensarci e bene, perchè Bologna sta precipitando nella classifica delle città.
Bologna
ha perso i soldi della metropolitana,
è diventata la città con il non invidiabile primato del maggior numero di reati in rapporto alla popolazione,
chiudono negozi ed
ora anche una iniziativa di spessore culturale come Sala Borsa è costretta a cessare le attività, magari per far posto ad una gestione coop.
Per fortuna il 2009 non è così lontano come pensano a sinistra.

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4 commenti:

Chris ha detto...

Sono stato alla "Sala Borsa" proprio poco prima di Natale dato che ero andato a Modena e poi ho fatto una capatina nella città che mi ha visto studente un pò di anni fa. In effetti la Sala Borsa era proprio bella, ed era carina l'idea dello spazio libri sotto ed i locali e ristoranti sopra. A parte ovviamente la bellezza del palazzo e gli scavi archeologici. Da quello che alcuni miei amici di Bologna mi hanno detto in quell'occasione e che purtroppo lo spazio era in netto calo e non guadagnava quello che serviva per tenerlo in piedi. Dovrei documentarmi di più su questa faccenda per capire meglio perchè sono stato poco attento riguardo l'intera vicenda.

Massimo ha detto...

Stava diventando un ritrovo.
C'era un comodo bar, il ristorante, negozi, internet point, libri.
Aveva un solo difetto, enorme per la giunta cattocomunista: era al di fuori del "giro" delle coop ed era una creazione di Guazzaloca.
Così hanno approfittato di norme relativi a servizi che avrebbe dovuto fare il gestore (che a sua volta denuncia inadempienze comunali) per liquidarlo.
INtanto, salvo ripensamenti delle ultime ore, Sala Borsa non c'è più e la futura gestione ... speriamo non sia coop e non sia come per la metropolitana.

emiliana ha detto...

non ha chiuso la Sala Borsa, dicasi la mega biblioteca che molte città ci invidiano, hanno chiuso i locali commerciali affittuari. Se per voi cultura è sedersi a chiacchierare e mangiare al bar, potete anche trovare di andare altrove. La biblioteca è un luogo di lettura e non di chiacchiere e cappuccini.

Massimo ha detto...

Che triste città quella che chiude i ritrovi, per poi appaltarli alle mense coop !
Cultura è anche modo di vivere, non è certo il "dicorare" libri senza concedersi pause di riflessione e di svago.
Dice nulla "mens sana in corpore sano" ?