Web blacknights1.blogspot.com
penadimorte.blogspot.com svulazen.blogspot.com

Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

lunedì, dicembre 17, 2007

Sinistre pruderie

Ieri si è concluso a Bologna il Motor Show, l’annuale fiera di grande successo inventata da Cazzola, ora Presidente di un Bologna che, proprio da sabato, è in solitaria vetta alla classifica (sia pur di serie “B”).
Molto si potrebbe dire e criticare sul Motor Show, a cominciare da traffico che provoca e dagli intasamenti in zona fiera.
Ma non ci si poteva aspettare che da sinistra arrivassero delle contestazioni ad alcune esibizioni.
Ad essere preso di mira è lo spettacolo organizzato da una azienda che produce macchinari per l’autolavaggio .
La presentazione del prodotto è oltremodo accattivante, con belle ragazze, succintamente vestite, che lavano e asciugano mezzi .
Che c’è di male ?
Se ben ricordo ci fu anche un film (Car Wash o qualcosa del genere) e anche una pubblicità televisiva.
E’ però insorto il capogruppo di Rifondazione Comunista e un paio di donne di sinistra con incarichi istituzionali o di partito (democratico).
E’ la malinconica riscoperta del protofemminismo, quello delle tuniche larghe e informi, del voluto abbruttimento del proprio aspetto.
Contento lui se preferisce quel genere di donne.
Contente loro se vogliono apparire poco desiderabili.
Ma le ragazze che si sono esibite al Motro show non fanno nulla di disdicevole (piuttosto perché non intervenite, in zona Fiera, sul fenomeno della prostituzione ?) anzi, in modo simpatico, accattivante ed ironico sollecitano interesse per un prodotto (i macchinari per l’autolavaggio) che nessuno, diversamente, avrebbe degnato di uno sguardo.
La sinistra ha pruriti, sempre però nella parte sbagliata.

Entra ne

martedì, dicembre 04, 2007

E' bastato uno sciopero dei bus e ...

… la politica da talebani dell’ecoambientalismo della giunta rossa di Bologna è stata ridicolizzata.
Il quotidiano della città, Il Resto del Carlino , con un articolo odierno , documenta il pesante calo delle “polveri sottili”, cioè la scusa della giunta cattocomunisti per vessare i cittadini bolognesi imponendo draconiani limiti al traffico.
Venerdì 30 novembre, infatti, gli autobus sono rimasti fermi dalle 8,30 alle 16,30 per uno sciopero dei dipendenti atc.
Come risultato, a fronte di una media a 107 microgrammi per metro cubo d’aria, il risultato ha emesso la sentenza: 55 microgrammi.
Risultato ottenuto in una giornata in cui, in relazione allo sciopero dei mezzi pubblici, la giunta aveva, magnanimamente, concesso una deroga e permesso la circolazione anche ai veicoli pre euro.
Allora vale la pena di ripeterlo e metterla giù in modo chiaro:
in una giornata in cui la circolazione privata – a causa dello sciopero dei bus – era maggiore, in cui circolavano anche gli “untori” (secondo la giunta) cioè i veicoli pre euro, le polveri sottili hanno registrato il minimo di sforamento.
Da questo è facile dedurre che:
- non sono i veicoli privati ad inquinare (se di inquinamento si può parlare) la città
- le vessazioni cui sono sottoposti i cittadini bolognesi sono pertanto del tutto gratuite
- la politica presunta ecoambientalista della giunta cattocomunisti è solo un pretesto per imporre sempre maggiori divieti e aumentare i costi per i cittadini.

Infatti per quale motivo dobbiamo lasciare le nostre vetture in garage, anche solo al giovedì, quando paghiamo revisioni e controlli dei gas di scarico (il famoso bollino blu) ?
Ma, soprattutto, in base a quale criterio la giunta rossa amministra Bologna, se in un giorno in cui il traffico privato era al massimo e senza limitazioni, l’inquinamento cala ?
Una giunta che ha perso i finanziamenti per la metropolitana – unico polmone per il nostro traffico – e che ora viene ridicolizzata nel suo fondamentalismo ecoambientalista da un semplice sciopero di 8 ore, è una giunta che non solo non è in grado di bene amministrare, ma neppure di gestire l’ordinaria pratica di una città come Bologna.
Dopo la sicurezza (cioè l’assurda volontà della giunta di regalare una enclave islamica ai musulmani) il traffico è il principale problema che penalizza la vita dei bolognesi.
E’ ora di ribellarsi e di sollecitare i partiti dell’opposizione ad intraprendere iniziative anche clamorose che compattino la cittadinanza contro le vessazioni della giunta del sindaco forestiero.

Entra ne

domenica, dicembre 02, 2007

I Guerrieri del Nord a difesa delle nostre Radici

Venerdì 30 novembre a Bologna, Hotel Savoia Regency, la Lega Nord ha organizzato un incontro con la cittadinanza per ribadire il “no” alla moschea e l’impegno ad ostacolare ogni delibera o iniziativa in tal senso.
La giunta del sindaco forestiero aveva, infatti, deciso di permutare 6000 metri quadri di terreno per concedere ai musulmani la possibilità di costruire una moschea con relativo minareto, centro culturale, negozi e chissà quanto altro.
La Lega Nord e, a seguire, anche gli altri partiti del Centro Destra bolognese vi si opposero, denunciando la non congruità della permuta (con una perdita secca per le casse pubbliche), il rischio di affidare un simile strumento all’Ucoii (organizzazione islamica sicuramente poco moderata), il rischio di attrarre come una calamita (che diventerebbe una calamità per i cittadini bolognesi come è stato detto in sede di incontro) nuovi immigrati, l’irregolarità della delibera che, tra l’altro, prevedeva la costruzione della cittadella islamica sopra un terreno nel quale passa un oleodotto Nato.
Per combattere contro la scelta della giunta di sinistra furono organizzate assemblee pubbliche e raccolte le firme per un referendum cittadino.
Il sindaco forestiero ha quindi ritirato la delibera ma, con una ostinazione che meriterebbe miglior causa, ne proporrà un’altra, dimezzata negli spazi da concedere ai musulmani, ma con la medesima finalità di consegnare una parte del nostro territorio a chi ha, come “oggetto sociale”, il dominio sul mondo e l’imposizione della sua religione sul prossimo.
L’assemblea ha avuto una partecipazione massiccia.
Una sala con circa 400 posti a sedere era piena e con ascoltatori in piedi.
Intervenutio i segretari cittadino e regionale della Lega, l’on. Gianluca Pini che è stato l’artefice della battaglia contro la prima delibera filoislamica e, quindi, l’on. Roberto Maroni.
La Lega Nord ha confermato che non lascerà nulla di intentato per bloccare anche questa seconda delibera, confidando nel risveglio delle coscienze dei cittadini, anche di quelli che solitamente “non capiscono ma si adeguano”.
E che anche nella rossa San Donato siano sempre meno quelli che si adeguano, proprio perché capiscono benissimo la pericolosità delle scelte della giunta comunista, lo si rileva dalla preoccupazione che pervade i cittadini di un quartiere che dovrebbe subire, in prima battuta, l’onere di ospitare la moschea e annessi.
Le sensibili antenne dei partiti comunisti l’hanno recepito, tanto che non hanno alcuna intenzione di far votare i cittadini su questo tema che, invece, riguarda tutta Bologna e non solo, visto che quel tipo di moschea sarebbe un polo di attrazione per i musulmani residenti in Italia.
Facile l’ironia di Maroni sul sindaco sindacalista che, per cinque anni, reclamava la volontà popolare contro le decisioni del Governo Berlusconi e che adesso, quando tocceherebbe a lui dare la parola al Popolo, se ne guarda bene dal farlo.
La Lega Nord è attenta e con “le armi ai piedi” per contrastare l’insensata politica di una giunta che assume provvedimenti solo ideologici.
Come è dimostrato dallo sperpero di pubblico denaro (si parla di un milione di euro) per le “elezioni” di un inutile consiglio consultivo degli immigrati.
A sinistra sanno che la maggioranza degli Italiani non li voterà più, allora cercano di rimanere aggrappati alle poltrone con il voto degli immigrati, cioè di chi è totalmente estraneo, quando non ostile, alle Radici del Popolo Italiano, della Civiltà Occidentale, delle sane Tradizioni millenarie che vogliamo tramandare ai nostri figli e nipoti.
Tra poco più di venti giorni sarà Natale, una festa che per la cristianità significa la nascita del Salvatore, Figlio di Dio, ma che ha una origine, ancor più profonda nelle nostre terre, una origine nei Saturnalia della Civiltà Romana.
Noi festeggeremo il Natale, con tutti i simboli che ad esso appartengono e che ci sono cari sin dalla infanzia.
Non accetteremo di nasconderli per compiacere qualche fanatico dell’integrazione forzata e dell’apertura delle porte a chi ci vorrebbe cancellare dalla storia e dalla nostra terra.
L’impegno manifestato venerdì sera dalla Lega Nord è un patto che dovrebbe essere stretto da tutti gli Italiani: non faremo passare la svendita delle nostre Radici, delle nostre Tradizioni, della nostra Terra.
Come è stato detto in sede di incontro, non c’è motivo migliore per combattere se non combattere per la propria Terra, che ci è stata lasciata dai nostri Padri e che sarà dei nostri Figli.




@



Entra ne

mercoledì, novembre 28, 2007

Continua la battaglia contro la moschea

Continua l'impegno della Lega Nord contro la costruzione della moschea a Bologna, anche nella nuova versione, più ridotta, che la giunta del sindaco forestiero cerca di far passare, ancora una volta ostinatamente rifiutando di sottoporre la sua personale scelta al voto referendario dei cittadini.
Per dare maggior forza alla voce dei cittadini bolognese, per garantire loro che non sono soli in questa battaglia di civiltà, venerdì 30 novembre saranno a Bologna Umberto Bossi e Roberto Maroni che concluderanno un convegno il cui programma è possibile leggere dalla nostra amica Lisistrata:
http://www.lisistrata.com/cgi-bin/tgfhydrdeswqenhgty/index.cgi?action=viewnews&id=2344
I bolognesi (e non solo) sono invitati a manifestare la loro adesione ad una battaglia in difesa delle nostre radici.

Entra ne

lunedì, novembre 26, 2007

Polveri sottili e amministrazioni evanescenti

Il Carlino Bologna ci informa quotidianamente delle rilevazioni delle varie stazioni che monitorizzano la qualità dell’aria cittadina.
Siamo arrivati ad uno “sforamento” superiore di tre volte il limite massimo consentito.
E’ l’88° giorno di sforamento mentre ne sarebbero consentiti appena 35 all’anno.
Già questi dati dovrebbero, se li si considera validi, far riflettere sull’inutilità della liturgica imposizione di marca stalinista dei divieti di traffico.
Se le polveri sottili sono aumentate anche di domenica, il problema non è il traffico privato (notoriamente più scarso nei giorni festivi) ma strutturale.
Da un lato gli scarsi fenomeni piovosi (anche se è pur piovuto sabato !) che impediscono una costante “pulizia” dell’aria.
Dall’altro l’uso necessario di mezzi inquinanti (e probabilmente i peggiori sono quelli pubblici che circolano sempre, mentre quelli privati sono più assiduamente curati) e il riscaldamento delle abitazioni.
Ma anche il costante perfezionarsi degli strumenti di rilevazione e, come esemplificava Bjorn Lomborg nel suo “L’ambientalista scettico”, è evidente che se uno si lava le mani credi siano pulite, ma se poi le guarda con una lente di ingrandimento vede che così pulite non sono.
Allora se le lava nuovamente.
Ma se usa un microscopio scopre che ancora non ha pulito tutto.
E così via all’infinito, perchè con microscopi sempre più potenti si vede quelle imperfezioni che prima non si vedevano.
Analogamente per le polveri sottili: più perfezionati sono gli strumenti di rilevazione, più scopriamo situazioni di imperfezione che, probabilmente, sono sempre esistite, senza particolari danni, visto che la vita media a Bologna è pari se non superiore a quella media italiana.
Allora vale la pena creare fortissimi disagi ai cittadini, facendo loro pagare colpe che sono solo ed esclusivamente addebitabili agli amministratori che non hanno saputo affrontare per tempo il problema del traffico, della revisione dei mezzi pubblici, degli impianti di riscaldamento e che hanno dato risposte ideologiche ad iniziativa che, come la metropolitana, andavano nell’interesse di tutti ?
No.
La scelta, se tale sarà, di confermare il blocco del giovedì da gennaio e addirittura di anticiparlo (a dicembre ? in pieno periodo natalizio ?) è solo frutto della incapacità degli amministratori di tutelare gli interessi dei cittadini.
Le scelte repressive che caratterizzano l’attuale giunta di sinistra, rappresentano l’alfa e l’omega della filosofia di questi amministratori: far pagare agli amministrati colpe che appartengono alla politica e non ai cittadini.
Sarebbe ora che i partiti di opposizione o il nuovo costituendo Partito del Popolo della Libertà, prendessero di petto la situazione, organizzando una civile, diffusa disobbedienza ai provvedimenti illiberali e repressivi della giunta del sindaco forestiero.

Entra ne

martedì, novembre 06, 2007

Svegliati, Bologna !

Un compito prioritario delle amministrazioni locali è quello di garantire la “fruibilità”, per usare i termini che tanto piacciono alla burocrazia, della città.
In parole povere: devono consentire ai cittadini gli spostamenti agevoli all’interno del comune e, soprattutto, quelli casa-lavoro-casa.
Sembra però che la complessa (?) struttura cerebrale della giunta del sindaco forestiero (e che mai ha gestito altro che la vuota demagogia sindacale) sia totalmente impermeabile a un simile concetto.
Da quando, disgraziatamente, una maggioranza di cittadini bolognesi gli ha dissennatamente affidato la più prestigiosa poltrona della città, sembra che il sindacalista cremonese abbia avuto come scopo principale quello di rendere la città invivibile ai bolognesi e gli spostamenti una autentica maratona ad ostacoli.
E, per questa volta, non parliamo di violenze, scippi, rapine (proprio oggi veniamo a sapere che Bologna è la città regina per le rapine nelle abitazioni), stupri, immigrazione.
Parliamo semplicemente di traffico e di spostamenti.
Se la Giunta Guazzaloca aveva lasciato in eredità una città con marciapiedi e manto stradale in ordine e con un grande progetto, approvato e finanziato, per la costruzione di una metropolitana che decongestionasse il traffico, la restaurazione rossa, forse per punire i blognesi che per ben cinque anni hanno respirato aria di libertà e di sana amministrazione ?, ha fatto una inversione a “u” azzerando tutto quel che il grande predecessore aveva realizzato.
Così per un paio di anni hanno vissuto di rendita.
Ma le buche nelle strade si formano naturalmente, come è necessaria la manutenzione dei marciapiedi.
Ma l’incipit della giunta del forestiero è stato solenne: rifacimento del progetto di metropolitana, così Bologna ha perso i finanziamenti (dirottati su Rimini e Parma che avrà la sua metropolitana mentre noi siamo tornati al via come a Monopoli) e perso la più favorevole delle occasioni per rendere meno caotico il nostro traffico, unicamente di superficie.
Oggi veniamo a sapere che anche il famoso “passante nord” è stato affossato dal fondamentalismo dei talebani verdi, nel silenzio delle giunte locali.
Nonostante questi indubbi fallimenti, la giunta non demorde e studia altre iniziative per rendere ancor più difficile la vita dei bolognesi.
Se, con il presente, siamo al terzo anno di divieti di traffico e tra gennaio e marzo riprenderà la pagliacciata demagogica del blocco “totale (tranne degli autorizzati ...) al giovedì, l’uso del mezzo privato, che spesso è l’unico disponibile per conciliare i tempi della vita con quelli del lavoro, viene ancor più criminalizzato, con l’obiettivo – dichiarato esplicitamente – di limitarlo sempre di più, senza peraltro fornire alcun sostituto.
Ecco che dal corrente mese entrano in vigore nuove soste a pagamento, là dove, finora, era possibile parcheggiare liberamente, rendendo oneroso anche il recarsi al posto di lavoro.
La sinistra, perchè la giunta del forestiero è di sinistra esattamente come il governo di Roma, sembra averci preso gusto a ridurre i nostri stipendi.
Ecco quindi tasse, balzelli, parcheggi, aumenti dei prezzi.
Altro che mobility manager, qui a Bologna servirebbe la ruspa per demolire tutte le delibere che questa giunta ha messo in piedi in un’orgia di burocrazia e di divieti.

Bologna, svegliati !

Entra ne

mercoledì, ottobre 24, 2007

La moschea ignorando la volontà dei cittadini

La giunta di un sindaco forestiero, in evidente spregio alla conclamata trasparenza e democraticità, rifiutando ogni ipotesi di referendum e prendendo per buona una “assemblea” al solo quartiere San Donato (come se i musulmani potessero essere confinati in un solo quartiere della città) ha deciso di procedere con l’iter che dovrebbe portare alla costruzione di una moschea di dimensioni minori rispetto a quella in prima battuta autorizzata, ma sicuramente superiori ad ogni reale esigenza degli islamici presenti a Bologna.
Non stiamo a ripetere la storia di questa moschea, di cui non si sente alcun bisogno, per evidenziare alcuni aspetti della questione.
1) La sinistra strombazza ai quattro venti una sua presunta democraticità (referendum sindacale, primarie di partito) ma quando si tratta di chiamare i cittadini ad una scelta veramente importante e che non può avere un risultato precostituito a tavolino, se ne guarda bene dal concedere la parola al Popolo, dimostrando di prediligere le decisioni tipiche del comunismo che sono quelle fondate sul centralismo burocratico (che loro chiamano “democratico” aggettivo di cui abusano mettendolo in tutte le loro salse).
2) La contiguità e la comunanza di interessi tra la sinistra e l’islam è ormai conclamata:
è la sinistra a incentivare l’invasione extracomunitaria rimuovendo anche quelle (poche) barriere che la legge Bossi Fini aveva imposto;
è la sinistra che ha guidato le manifestazioni contro la liberazione dell’Iraq;
è la sinistra che come scelta ideologica ha avuto quella di scappare dall’Iraq;
è un ministro di sinistra che ha passeggiato con un hetzbollah sulle macerie di Beirut;
è la sinistra che, ovunque in Italia, promuove la costruzione delle moschee
.
3) Il rifiuto di chiamare i cittadini alle urne per una scelta referendaria sulla moschea, nasconde l’evidente timore che il Popolo di Bologna neghi il consenso a tale realizzazione, sbugiardando le scelte di una amministrazione in evidente conflitto con i cittadini il cui interesse dovrebbe tutelare e la cui volontà rispettare.
4) Limitarsi ad una consultazione verbale al solo quartiere San Donato vuol dire ignorare che una moschea costruita nei termini in cui viene ancora proposta – sia pur con dimensioni minori rispetto al precedente progetto – è una scelta che coinvolge e tocca tutti i cittadini di Bologna e non solo quelli del San Donato che, pure, dovranno sopportare in prima battuta i relativi effetti negativi.
5) I tempi di realizzazione della moschea (progetti, autorizzazioni, studi etc.) aprono una speranza al cambio di giunta e il candidato del Centro Destra alle prossime amministrative, chiunque sia, dovrà mettere al centro del suo programma la revoca di ogni disponibilità a realizzare quell’opera.
Cari concittadini di Bologna: mi rifiuto di credere che resteremo a guardare passivamente lo scempio che questa giunta sta compiendo della nostra città, delle nostre tradizioni, della nostra cultura.

Entra ne

mercoledì, ottobre 17, 2007

Non passa lo straniero !

Si avvicina il 4 novembre e riaffiorano le canzoni patriottiche che hanno caratterizzato, almeno nella mia infanzia, questa bellissima ricorrenza.
Cosa c’entra questo con un blog dedicato all’Emilia Romagna e, in particolare, Bologna ?
C’entra perché oggi il quotidiano della mia città sin da un occhiello in grande evidenza in prima pagina, contiene una intervista al sindaco forestiero dall’eloquente titolo “Pronto ad andarmene se non posso lavorare”.
A parte le perplessità sul verbo (“lavorare”) usato da chi, in tre anni e mezzo, non mi sembra abbia realizzato alcunché per i cittadini e per la città, limitandosi solo a proclami e demagogiche prese di posizione, una intervista che adombra la fortunata possibilità che questa giunta disastrosa finisca anzitempo di fare danni è zucchero e miele per i bolognesi.
In realtà nessuno crede che il sindaco sindacalista molli la poltrona prima del 2009 a meno che …
A meno che non si avvicinino veramente le auspicate elezioni politiche e il cremonese non faccia un pensierino ad un incarico parlamentare, visti i precedenti di sindacalisti inopinatamente assurti a comode poltrone istituzionali (seconda e terza carica dello stato).
Certo le premesse non sono delle migliori (la sinistra naviga a vista circa 12 punti dietro il Centro Destra) ma una presidenza di gruppo o di qualche commissione che preveda la presidenza all’opposizione potrebbe ugualmente starci in attesa di tempi migliori.
Anzi, in cinque anni potrebbe far dimenticare l’infelice prova bolognese e ripresentarsi confidando nell’abituale smemoratezza degli elettori di sinistra.
E Bologna ?
Bologna avrebbe o un sindaco tampone o un commissario, ambedue soluzioni ponte (comunque migliori del permanere dell'attuale giunta) per arrivare alle elezioni che, se i bolognesi non si lasceranno nuovamente incantare dal richiamo della foresta, dovrebbero auspicabilmente vedere il ritorno di Guazzaloca o, comunque, di una giunta ispirata a quella da lui guidata tra il 1999 e il 2004.
Quindi potremmo sperare di riprendere il filo della metropolitana (invece di straparlare di “mobility manager e ripercorrere la strada repressiva ed illiberale dei divieti di circolazione) e, anche, si fermerebbe la telenovela della moschea.
Sicuramente una Giunta di Centro Destra darebbe la parola ai cittadini: volete la moschea a Bologna ?
Sì o no ?
Semplice quesito, per un rapido referendum che dovrebbe dare a chi poi dovrebbe sopportare l’onere della scelta, la decisione.
Si chiama: democrazia.
Si chiama: buona amministrazione.
Esattamente ciò che è mancata al sindaco forestiero che, dopo tre anni e mezzo, si lamenta di non poter “lavorare”, ma, in realtà, è lui a non essere mai entrato in sintonia con la città che avrebbe dovuto amministrare e che oggi vive il suo peggiore momento e una rapida decadenza.

Comunque vada, come il Piave nel 1915, Bologna ha già sentenziato: non passa lo straniero !

Entra ne

martedì, ottobre 09, 2007

Bologna, la moschea e la sicurezza

La decadenza di Bologna sotto il tallone del sindaco forestiero procede inesorabilmente con progressione geometrica.
Se l’inefficienza della giunta di sinistra è stata resa manifesta nel campo più propriamente amministrativo dove, dopo aver fatto naufragare la metropolitana di Guazzaloca che già aveva i fondi per iniziare i lavori e procedere speditamente, non è neppure riuscita ad ottenere alcun finanziamento dal “governo amico” di Roma, è sotto il profilo della sicurezza che emerge manifesta l’inettitudine al governo.
Il capitolo moschea ha visto un precipitoso ritrarsi, ma dalla sconfitta subita per la mobilitazione anche dei cittadini di sinistra, non hanno tratto alcun insegnamento, anzi si propongono di far costruire a forza la moschea, individuando magari aree più ristrette e con diverse modalità, ma pur sempre contro la volontà dei cittadini di Bologna.
Eppure sarebbe molto semplice amministrare nel rispetto dei desideri del Popolo, basterebbe convocare un referendum con una domanda semplice, semplice:
volete voi che sia costruita una moschea a Bologna ?”.
Semplice il quesito, semplice la risposta: sì o no.
Ma questa strada sarebbe troppo lineare e troppo democratica, così procedono per la tortuosa via di non precisate e definite consultazioni.
Ma la sicurezza è anche legalità, battaglia ben presto abbandonata e dimenticata dal sindaco forestiero che, con un comportamento ondivago, ha prima “rotto” con il Questore e le Autorità che rappresentano lo stato, quindi ha dimostrato che, una volta smessi i panni del tribuno sindacale, non riesce neppure a parlare la stessa lingua dei no global, infine ha annunciato il suo rientro in pompa magna nel comitato per la sicurezza che aveva una settimana prima sdegnosamente abbandonato.
Si è arrivati al paradosso che i no global trovano un interlocutore più credibile nel Questore che nel sindaco comunista.
E non parliamo poi della difficile navigazione di una giunta che è la fotocopia del governo nazionale, in perenne dissidio interno, tanto che l’unico puntello al sindaco forestiero arriva da Alleanza Nazionale che gli ha inopinatamente concesso un’apertura di credito che equivale ad una boccata di ossigeno.
Nel frattempo Bologna, con un +7,9% è nel podio delle città più tartassate d’Italia, al terzo posto dopo Roma e Siena, tutte amministrazioni di sinistra, ma, si sa, per la sinistra le tasse sono una goduria immensa.
Alla scadenza del mandato mancano ancora circa 20 mesi: speriamo passino in fretta e senza troppi danni.

Entra ne

martedì, ottobre 02, 2007

Il sindaco nel sacco (di Bologna)

Sabato 29 si sono svolte a Bologna due manifestazioni.
Una, organizzata da A.N. e con la partecipazione anche della Lega, contro la moschea che il sindaco cremonese vorrebbe costruire.
Poche presenze, qualche migliaio di firme, ma ormai la prima battaglia era stata vinta grazie a chi, sin dal primo momento, si era opposto alla delibera della giunta comunista (e spiace dire che A.N. non c’era).
La seconda manifestazione molto più incisiva, violenta e pericolosa.
La street parade che ha violato ogni prescrizione, nella assoluta mancata reazione delle Forze dell’Ordine.
Il giorno dopo il Questore Cirillo ha motivato gli ordini, affermando che se avesse disposto di impedire ai manifestanti di violare i limiti imposti, “oggi si conterebbero i feriti”.
Il sindaco sindacalista, che non mi sembra a Genova nel luglio 2001 fosse dalla parte delle Forze dell’Ordine, ha preso cappello e si è dimesso dal Comitato per l’ordine e la sicurezza, presentando anche un esposto al ministro dell’interno.
Apparentemente il sindaco sollecita sicurezza e il Questore è venuto meno ai compiti delle Forze dell’Ordine.
Apparentemente, però, perché quando il Questore dice che “oggi si conterebbero i feriti”, ha ben in mente quello che è sistematicamente accaduto sin dal 1998 fino ai disordini provocati dai no Tav in Val di Susa nel 2005, passando per il G8 di Genova 2001: la magistratura, in occasione degli scontri, ha sempre agito contro i poliziotti più che contro i manifestanti.
E’ ovvio che la responsabilità del Questore verso i suoi uomini, comprende anche la tutela da successive aggressioni giudiziarie.
Ed è evidente a tutti che per impedire a qualche migliaio di esagitati di uscire dai percorsi definiti, sarebbe stato necessario usare manganelli e anche qualcosa in più, con gli inevitabili strascichi giudiziari che avrebbero colpito più le Forze dell’Ordine che i manifestanti.
L’atteggiamento delle Forze dell’Ordine è comprensibile ma anche preoccupante.
Prima di proporre esposti, il sindaco forestiero dovrebbe recitare un mea culpa per tutte le volte in cui ha puntato l’indice contro Polizia e Carabinieri pur di accarezzare la tigre delal contestazione per il verso giusto.
Adesso è compito di tutti i cittadini solidarizzare con il Questore e la Polizia per far sentire loro che abbiamo compreso le loro motivazioni e che non attribuiamo loro la responsabilità dei danni che, invece, sono integralmente a carico di chi negli anni scorsi ha eccitato gli animi contro il Governo Berlusconi.
E’ la giusta nemesi per personaggi come il sindaco forestiero di Bologna e il suo compagno di schieramento, ministro degli interni.
Quel che fa tristezza è leggere il commento del parlamentare di A.N., Raisi, che, proiettato verso l'accordo inciucista con la giunta, solidarizza con il sindaco e non con il Questore.

Entra ne

domenica, settembre 23, 2007

A.N. Bologna come Faust

Su questo blog lo avevamo paventato alle prime notizie , poi avevamo denunciato la prosecuzione di simile comportamento che rompeva la solidarietà tra le opposizioni in comune.
Oggi Il Resto del Carlino nella fascicolo di Bologna, annuncia che il misfatto è ormai compiuto: Alleanza Nazionale “con il pieno consenso di Fini” (annuncia l’on. Raisi) è pronta a sottoscrivere un patto con il diavolo, cioè con la giunta di sinistra.
Come Faust A.N. a Bologna vende l’anima perché il nemico apponga il suo timbro di accettazione nel salotto buono (?) della partitocrazia felsinea.
L’avallo che A.N. fornisce in questo modo alla giunta del sindaco forestiero è deflagrante e rende pienamente merito al senatore Stefano Morselli per la sua decisione di abbandonare A.N., ormai partito avviato ad una deriva centrista, senza più anima, per aderire al progetto di Francesco Storace ne La Destra.
Il sindacalista cremonese utilizzerà sicuramente la eventuale firma del patto con A.N. come specchietto per le allodole, per accreditarsi come ferreo tutore della legalità e rifarsi una verginità sul versante sicurezza.
I media avranno buon gioco nel dipingere i sindaci rossi come esempi da imitare e le divisioni che emergono all’interno dell’opposizione di Centro Destra bolognese e che vedono Raisi giocare a nascondino con la candidatura a sindaco nel 2009, saranno accentuate dall’ abbandono di una politica di ferma opposizione ad una giunta che non riesce a rappresentare la città e che, soprattutto, in oltre 3 anni non ha fatto nulla per la città: non la metropolitana, non la pulizia o l’asfaltatura delle strade, non la garanzia della sicurezza.
Si capisce ora perché A.N. sia sempre rimasta ai margini della grande battaglia contro la moschea e solo quando è stata vinta la prima tappa, organizza, in solitaria, una manifestazione per sabato 29 settembre.
Rimane una speranza, paradossalmente aggrappata al comportamento che terrà l’estrema sinistra se si dovesse arrivare alla firma di tale patto scellerato.
Avrà il sindaco forestiero il coraggio di rompere con la sua ala estrema e cambiare maggioranza imbarcando i finiani ?
Speriamo di no e speriamo che i finiani, presi in tal modo a pesci in faccia, operino quel ravvedimento operoso che ci farà sempre perdonare chi lo mette in pratica.

Entra ne

giovedì, settembre 20, 2007

No alla moschea di Bologna:cittadinanza compatta

Ieri sera, presso il circolo La Fattoria nel cuore del Quartiere San Donato, zona Pilastro, si è svolta una nuova assemblea sul progetto di costruzione una moschea, un circolo culturale, ricreativo musulmano, insomma una “islamopoli”.
E l’assemblea si è svolta all’indomani dell’annuncio del sindaco forestiero di ritiro della delibera che disponeva permuta e concessioni per tale struttura.
Tale retromarcia non deve indurre a eccessivo ottimismo, perché se si è vinta la prima battaglia, il sindaco forestiero ha confermato che la moschea sarà costruita e sarà costruita nel Quartiere San Donato, in evidente spregio della volontà dei cittadini (in assemblea è stato opportunamente precisato che i bolognesi non sono per questo sindaco “la sua gente”).
Presenze di rilievo nella battaglia contro islamopoli, a cominciare dall’on. Gianluca Pini, parlamentare della Lega Nord e Presidente della Lega Anti Diffamazione Cristiana che ha organizzato la serata, Adriana Bolchini Gaigher di Lisistrata e dell’ Osservatorio del Diritto Italiano Internazionale come pure l’Avv. Parisotto, Don Davide Righi e Cristina Marri consigliere comunale dell’Udc e Massimo Palazzi, di una associazione musulmana in causa con quei musulmani che Palazzi ha sostenuto essere fiancheggiatori dei fondamentalisti islamici e che il comune di Bologna avrebbe scelto come interlocutori per islamopoli.
Nel corso del dibattito sono intervenuti anche Daniele Carella, capo gruppo in consiglio comunale di Forza Italia e Silvia Noè consigliere regionale dell’Udc.
Il resoconto lo si troverà sicuramente sulla stampa bolognese ampiamente rappresentata – giornali e televisioni – a cominciare dal principale e storico quotidiano della città, Il Resto del Carlino .
Qui interessa annotare la folta partecipazione per presenze (foto) e per passione, al punto che gli unici due interventi che esprimevano uno spiraglio di apertura, non alla moschea, ma al dialogo, sono stati contestati – civilmente – dalla platea.
In particolare il consigliere regionale Silvia Noè, dopo un interessante intervento in linea con le pulsioni assembleari, è “caduta” con la critica alla Lega e – pur non nominato – a Calderoli, ignorando che la provocazione del senatore leghista è servita a far assurgere a livello nazionale la questione fino ad allora limitata ai confini bolognesi, meritandosi la contestazione del pubblico e una secca replica dell’on. Pini che le ha ricordato quanto tiepida, anzi possibilista, fosse stata la sua posizione all’inizio della battaglia contro la moschea.
Ma il significato, anche dell’assemblea di ieri, è data dalla esasperazione dei cittadini, di cui la giunta di sinistra non potrà non tener conto se non vorrà peggiorare la situazione, che mostra come ormai, anche i richiami più moderati al dialogo siano intesi come un cedimento ulteriore rispetto a quel tanto che già è stato ceduto.
In parole povere, l’eccesso di disponibilità, soprattutto istituzionale, soprattutto a sinistra, ha provocato una crisi di rigetto e di reazione, anche alla luce del fatto che a Bologna ci sono già 9 strutture che ospitano i riti musulmani (e giustamente Carella ha sollevato il problema della loro gestione alla luce – in particolare dei termini di concessione a Villa Pallavicini - dei fatti riportati da Palazzi).
Nove strutture ampiamente sufficienti alle necessità degli islamici bolognesi e che fanno coralmente dire alle assemblee dei cittadini: no alla moschea, né grande, né piccola, nè al San Donato, né altrove, né oggi, né mai.

Qualche fotografia

Entra ne

domenica, settembre 16, 2007

La Destra per e con Bologna contro la moschea

Ora: 17,05 di sabato 15 settembre 2007.
Luogo: Bologna, Sala del Baraccano, Quartiere Santo Stefano.
Una sala affollata accoglie con uno scrosciante applauso Francesco Storace, segretario de La Destra, venuto a Bologna per incontrare gli aderenti al partito e a rilanciare le tesi su sicurezza e legalità, patrimonio da sempre della Destra.
Con lui, oltre al coordinatore regionale del movimento Paolo Casolari, anche l’ultima adesione eccellente, quella del senatore bolognese Stefano Morselli.
Primo punto a favore di Storace: la puntualità (la conferenza era prevista per le 17).
Brevi le introduzioni di Casolari e di Morselli, accolto dal “suo” pubblico con una autentica standing ovation.
Parla Storace.
E’ subito un attacco alla giunta del sindaco forestiero che “non vede” il pericolo insito in una moschea.
Storace reclama il diritto di reciprocità: sì alla più grande moschea in europa, se verrà concesso di costruire la più grande cattedrale in Arabia.
Cita i casi dei sacerdoti caduti sotto i colpi del fanatismo islamico e scatta la battuta: “non tutti i musulmani sono terroristi, ma oggi tutti i terroristi sono musulmani”.
Applausi.
Frecciate per Fini: lui, Storace, amerebbe fare il ministro degli esteri per portare i Valori della Destra nel mondo, ma non si comprerebbe un biglietto per Gerusalemme per abiurare alle proprie radici per fare il ministro degli esteri.
In precedenza Morselli aveva denunciato la tendenza della dirigenza bolognese di A.N. a dialogare con la giunta spaccando anche la CdL (nota personale: lo avevo segnalato anche io proprio qui ).
Sicurezza e legalità sono temi che appartengono alla Destra, perché la sinistra non ha cultura della sicurezza e della legalità e lo dimostrano le denunce del suo ministro degli interni che, per ruolo, non deve denunciare la criminalità, ma combatterla.
E torna alla moschea.
Prediche in italiano, perché dobbiamo sapere cosa dicono.
Controlli, perché dobbiamo impedire che divenga deposito di armi quando le parrocchie sono solo piene di Vangeli, e controlli fatti da Polizia e Carabinieri, non da assessori di una giunta di sinistra.
Non problema urbanistico, ma sociale, quindi sentire il Popolo di Bologna cosa ne pensa della costruzione di una moschea di quelle dimensioni.
Altra frecciata ad A.N.: lieto di sapere che A.N. organizza una manifestazione contro la moschea di Bologna dopo che il loro leader ha proposto l’insegnamento del corano a scuola.
E, ancora: no a concedere la cittadinanza agli immigrati senza una attenta valutazione della volontà di integrazione e rispetto della nostra cultura e delle nostre tradizioni.
Un apprezzamento per Daniela Santanchè di cui ammira il coraggio per esporsi alle ritorsioni dei musulmani nella sua battaglia contro la sudditanza delle donne nell’islam.
E a questo proposito, ricordando le recenti tristi vicende che hanno coinvolto donne musulmane, la proposta di impedire che le minorenni portino il velo: decideranno quando saranno maggiorenni.
E, comunque, mai il velo a scuola perché devono rispettare le nostre usanze.
Poi parla del suo partito.
Con il cuore in mano.
Ringrazia Morselli e quanti hanno aderito senza alcuna possibilità di contropartita, perché è tutto da costruire e non ci sono poltrone da assegnare.
Ma annuncia anche che le adesioni sono tali e tante che la Costituente di metà novembre è stata spostata dall’Ergife al Palazzo dei Congressi di Roma.
La Destra c’è.
Anche a Bologna.
Una risorsa in più per la buona battaglia contro la moschea, con gli entusiasmi e le passioni che ha risvegliato e che si sono materializzati in una Sala del Baraccano stracolma di donne, uomini, giovani.
Buona Destra a tutti.

Entra ne

sabato, settembre 15, 2007

Un maiale-day contro la moschea di Bologna

Il “colonnello” leghista Roberto Calderoli continua ad essere il portabandiera, senza mostrare alcun timore, della battaglia contro l’islamizzazione.
Dopo la famosa maglietta con le vignette su Maometto, ecco la proposta di un “maiale-day” per contrastare il progetto, incautamente appoggiato dalla giunta di sinistra di Bologna, di costruire una moschea, con tanto di centro culturale e strutture varie, in una vasta area nel quartiere San Donato.
La cittadinanza di Bologna ha già espresso la sua contrarietà a tale iniziativa,bocciando il progetto in assemblee popolari organizzate tanto dagli oppositori quanto dalle diramazioni locali dell’amministrazione e nei sondaggi .
Si aggiunga il nuovo problema relativo alle servitù militari e si vedrà come la resistenza alla costruzione di quello che sarebbe un autentico pugno nell’occhio per la città (senza considerare il pericolo potenziale che veicolerebbe nella nostra città) sta acquisendo forza.
Ben venga quindi anche la provocazione di Calderoli che consente alla battaglia di Bologna di assurgere a caso nazionale, creando un precedente e dimostrando che un gruppo di combattivi cittadini può anche obbligare una giunta bulgara (e forestiera) alle corde.
L’idea del senatore leghista, oltre a non essere del tutto peregrina viste le fissazioni che i musulmani hanno nei confronti del maiale, è particolarmente appropriata per Bologna (patria della famosa mortadella) e per l’Emilia tutta, dove, come si dice, “del maiale non si butta mai via nulla”.
Zamponi e salumi, prosciutti e il famoso “pesto modenese” che è la “morte” delle altrettanto famose tigelle.
Tutte prelibatezze che i musulmani rifiutano e, in tal modo, rifiutano ogni possibilità di comprendere la nostra cultura, che nella cucina trova una delle sue espressioni tradizionali, negandosi quindi, anche in questo caso, ad una reale integrazione e mostrandosi corpo estraneo a Bologna e all’Italia tutta.
L’idea del “maiale-day” può quindi essere positivamente sviluppata, con una grande festa popolare che nella esaltazione della nostra cucina, riaffermi Tradizione, Cultura, Storia, Radici.
Nel frattempo, non si abbassi la guardia e oggi pomeriggio, alle diciassette, a Bologna ci sarà un convegno (al solito Baraccano …) con Francesco Storace e La Destra, sempre contro il progetto della moschea.

Entra ne

giovedì, settembre 13, 2007

Grazie, N.A.T.O. !

Mi vengono chiesti aggiornamenti sulla vicenda della moschea che vorrebbero costruire nell’area caab.
Dopo l’infuocata assemblea che ha visto riproporsi la lontananza dei cosiddetti “intellettuali” (con o senza la tonaca) dai sentimenti e dalle esigenze del Popolo, le sbandate dialettiche degli amministratori di Bologna (rinvio, nuovi spazi, no si fa) ecco la novità del giorno.
Sotto il terreno che affrettatamente e incautamente la giunta forestiera di Bologna ha permutato (pare in perdita) con i musulmani, passerebbe un oleodotto che rifornisce la Nato.
Il terreno diventerebbe quindi servitù militare e, considerando la particolare natura di chi vorrebbe edificarvi sue strutture, improbabile la concessione di deroghe.
Se così fosse, punto e a capo, i musulmani dovrebbero cercare nuovi spazi per i loro ambiziosi progetti.
Si può altresì pensare che la corale – senza distinzioni di partito – opposizione del Popolo del Quartiere San Donato alla costruzione della moschea e annessi si trasferirebbe in qualsiasi parte di Bologna e susciterebbe, visto che saremmo tutti in pericolo di vederci costruire una moschea sotto casa con relativa perdita di valore del nostro immobile, una solidarietà generalizzata.
Se così fosse, si assisterebbe forse ad un rinvio sine die del progetto di portare a Bologna un corpo estraneo che avrebbe attirato ulteriori islamici in una città già sovrappopolata di extracomunitari.
Mi auguro che sia così, ma sono anche confortato dalla reazione popolare e dalla decisione che sta prendendo piede nei partiti di Centro Destra che propongono referendum e manifestazioni di piazza contro la moschea, mentre il solito, fantasioso Roberto Calderoli offre il suo maiale per “contaminare” (quindi rendere impuro) il terreno su cui i musulmani vorrebbero costruire la moschea, oltre a dichiarare di mangiare maiale in occasione del ramadan.
Tutto questo mi induce a ripensare con più ottimismo al nostro futuro.
Forse bisognava aspettare il passo falso (il progetto di una moschea in un quartiere popolare e rosso di Bologna) perché le coscienze si risvegliassero dal torpore e reagissero alla metidica invasione cui siamo sottoposti.
Seguiremo gli sviluppi della questione, ma senza mai demordere e, soprattutto, coscienti che se anche si vincesse una battaglia, la guerra sarebbe ancora lunga e richiede passione, determinazione e costanza.

Entra ne

venerdì, settembre 07, 2007

Contro la moschea a furor di Popolo

Come noto, la giunta comunale di Bologna, guidata da un personaggio estraneo alla cultura e all’anima della città, ha deciso una permuta di terreni con una associazione musulmana.
Questa permuta – contestata da molti nella valutazione a tutto vantaggio degli islamici – è unita ad una delibera che consentirebbe la creazione della più grande moschea d’europa: a Bologna, nell’area ex Caab (quartiere San Donato).
Tale moschea sarebbe affiancata da centro di cultura islamica e probabilmente centri di “accoglienza” e di sostegno per i musulmani.
Troppo facile il sospetto – visti i precedenti di ben più ridotte, nelle dimensioni, moschee in altre città – che il complesso si trasformi in una autentica base, una cittadella nella quale la legge in vigore sarebbe quella islamica e non quella italiana.
Una sorta di “santuario”, dotato di extraterritorialità perché non sfugge a nessuno che eventuali irruzioni della Polizia causerebbero violente reazioni di musulmani offesi e anche tensioni internazionali (basti guardare cosa accade per poche innocenti vignette).
Quindi un luogo dove i malintenzionati potrebbero ordire le loro trame ed esportare sangue e terrore non solo a Bologna e in Italia, ma in tutta l’europa.
La battaglia contro tale costruzione è appena iniziata e vede in prima fila la Lega e le combattive associazioni costituite per promuovere il referendum contro la moschea.
Il quartiere San Donato, i cui abitanti dovrebbero sopportare il peso maggiore dell’eventuale esecutività di tale improvvida decisione, ha organizzato un incontro, nel quale si sono confrontate le opposte parti, alla presenza di una folta cittadinanza, logicamente interessata e coinvolta.
L’assemblea è stata accesa.
Ne dà il resoconto il quotidiano della nostra città .
Spiace constatare che Padre Garuti, direttore del Centro San Domenico, si sia lasciato trascinare dal “politicamente corretto”, andandosene dall’assemblea e dichiarando che “questo è razzismo allo stato puro”.
Affermazione che lascia sconcertati, visto che proviene dal rappresentante di una religione che patisce discriminazioni e martiri per mano dei fanatici islamici.
Probabilmente Padre Garuti non è in sintonia con il Popolo del San Donato (e di Bologna) che giustamente teme il fanatismo islamico che si è manifestato anche in Italia con il caso di Hina, trucidata dai suoi famigliari perché voleva riscattarsi dalla schiavitù di essere donna musulmana.
E che Padre Garuti non sia in sintonia con il Popolo bolognese lo dimostra il sondaggio del Resto del Carlino che, in merito alla questione della moschea si è espresso con un netto “no” da parte del 93,9% dei partecipanti, contro uno striminzito “sì” del 6,1%.
Risultato persino più netto rispetto a quello che sta emergendo nel nostro (ben più modesto e ruspante) sondaggio qui a fianco aperto fino al 30 settembre.
Padre Garuti, invece di lasciarsi andare ad una esternazione banale e “politicamente corretta”, dovrebbe domandarsi se quello che lui chiama “razzismo” non sia invece Amore per la propria Identità, per la propria Storia, per la propria Terra.
In sostanza se quelli che lui taccia di “razzismo” non siano invece coloro ai quali il Papa si rivolge per riaffermare le radici Cristiane (e Romane) della Civiltà, dell’Occidente e dell’Italia.
E’ sicuramente più “papale” il cartello della Lega “Italia terra Cristiana, mai musulmana”, dello scatto di nervi del direttore del Centro San Domenico.
Che avrà, comunque, occasione di riscattarsi, perché la battaglia è appena iniziata e potrà fornire anche il suo contributo per vincerla: per Bologna, per l’Italia, per le radici Cristiane (e Romane) dell’Occidente.

NO ALLA MOSCHEA !

Entra ne