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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

lunedì, ottobre 30, 2006

Soldi pubblici e vizi privati


In Blacknights avevo scritto un post su droga, prostituzione, omosessualità e pedofilia.
Ne è seguito un piacevole scambio, nei commenti, con Libertyfighter che, ben lungi dall’essere riconducibile ad una di quelle categorie, sosteneva che fosse libertà drogarsi, prostituirsi e avere rapporti omo purchè non incidessero nella sfera privata altrui.
Personalmente ritengo che non sia possibile separare nettamente il loro privato dal nostro e, soprattutto per quanto concerne gli omosessuali, la loro pretesa di privilegi sanciti da leggi, sarebbe un costo che dovremmo sopportare tutti noi.
A conferma di ciò l’inqualificabile comportamento tenuto dalle giunte comuniste (con partecipazione dei “cattolici adulti”) di Bologna (comune e provincia) e delle regione Emilia Romagna che hanno finanziato un discutibile spettacolino organizzato dal Cassero gay lesbian center (già tutto un programma l’indicazione dell’ “ente” organizzatore).
Ancora una volta si utilizzano soldi di tutti, soldi pubblici, per appagare vizi privati con, secondo quanto riporta Il Resto del Carlino nella sua edizione domenicale in cronaca, anche “scene imperniate sull’uso del nudo e sull’educazione (nota mia: sic !) sentimentale (ulteriore mia nota: doppio sic !) di lesbiche e gay”.
Allora vogliamo capirla una buona volta che i soldi pubblici devono essere destinati ad opere e realizzazioni di interesse pubblico e non privato ?
Quanto ancora ci costeranno i capricci di una minoranza che non deve in alcun modo essere assecondata nelle sue voglie che non hanno alcun pregio sociale ?

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5 commenti:

LibertyFighter ha detto...

Eheh
Ringrazio Mons per la citazione :)
Essendo contro lo stato sociale, io ritengo semplicemente che se lo stato non si arrogasse i diritti di sovvenzionare a sua discrezione, comportamenti come quelli succitati rientrerebbero nella sfera privata individuale e non ci sarebbe bisogno di discutere se sono "legali" oppure no. Senza uno stato sociale a favorire comportamenti piuttosto che altri, sarebbero le leggi della cooperazione tra individui a provocare l'estinzione (o almeno la riduzione) dei comportamenti svantaggiosi per la società. Quando il tossico finisce in overdose, deve pagarsi le cure. Se non ha i soldi sono fatti suoi. Quando il fancazzista non mangia perché nessuno lo sussidia (assegni di disoccupazione), o decide che deve lavare i cessi purdi sopravvivere, e allora passa dalla categoria fancazzista a quella di lavoratore, oppure muore, oppure comincia a rubare. In questo caso, viene preso e sbattuto dentro. E senza i soldi che attualmente lo stato italiano paga ai detenuti (oltre vitto e alloggio). Non credo che tanti fancazzisti vorrebbero finire in carcere, anche perché la privazione delle libertà gli impedirebbe di cazzeggiare come vogliono, e dunque non raggiungerebbero lo scopo del fancazzista. Idem per i drogati. Se ti metti a rubare per finanziarti la droga, o la vita senza lavoro che ti provoca la droga, finisci dentro e non puoi più drogarti. Preferisco questo di gran lunga alle proibizioni a priori, o ai sussidi. L'affermazione :non ti drogare perché diventi pericoloso per la società", secondo me è viziata. Secondo me è valida la seguente:
"Sei libero di drogarti, ma se diventi pericoloso ti punisco aspramente perché sei un pericolo. Non perché "ti droghi" e forse,allora, un domani sarai pericoloso.
Certo, in assenza di stato sociale. Altrimenti i ragionamenti di Mons non fanno una grinza.

Monsoreau ha detto...

"Certo, in assenza di stato sociale".
Il punto è proprio quello, anche se più che di stato sociale (che per me assume una connotazione positiva, parlerei di assistenzialismo statale, cioè l'uso a pioggia di denaropublico per accontentare clientele come, appunto, hanno fatto comune e provincia di Bologna e regione emilia romagna.
Il fatto è che dobbiamo ocnfrontarci con una società dove i principi di libertà e responsabilità individuale non esistono nella misura in cui tu li descrivi (e che mi troverebbero d'accordo).
Ma con un pubblico che prima mette la mani in tasca a noi che lavoriamo e poi usa quei soldi non per opere pubbliche, ma per accarezzare per il verso giusto il pelo delle varie lobbies.
Come accade con i finanziamenti ai vari circoli omo.

marshall ha detto...

Cinno e suo padre, mandiamoli a Darwin, in Australia.
Là ci sono coccodrilli giganteschi che, quando escono dal mare, per aggredire e divorare il malcapitato, sembrano volare, tanto è fulmineo e potente il loro guizzo.
(dal blog australiatrippin.blogspot)

LibertyFighter ha detto...

In questi termini mi trovi daccordo. Solo che non faccio differenza tra stato sociale e assistenzialismo, perché per me sono due realtà talmente legate che possono essere definite una cosa sola. L'unico stato sociale che ammetterei, sarebbe quello liberamente finanziato. Solo in quel caso, appena ti accorgi che qualcosa non va, che si passa da quello che tu chiami "stato sociale" a ciò che chiami "assistenzialismo di stato", potresti autonomamente dirottare i tuoi soldi da un'altra parte oppure (cosa ugualmente morale secondo me) tenerli per te.
In questo modo tutte le fondazioni pro-gay, esisterebbero finanziate solo da coloro che simpatizzano per costoro. Le associazioni a tutela dei drogati, solo da coloro ai quali interessa la tutela dei tossici, e le associazioni a tutela degli agricoltori lombardo-veneti solo a coloro che sono sensibili ai problemi degli agricoltori lombardo-veneti. Idem con scuole e ospedali L'ordine delle priorità e l'entità dei finanziamenti verrebbe scelto autonomamente dai contribuenti, che avrebbero tutte le ragioni per finanziare enti efficienti e togliere immediatamente il finanziamento a quelli inefficienti. (E il posto dove lavoro io finalmente chiuderebbe come è giusto che sia ) (<--leggi Enea /anche se ci lavoro come ditta esterna non statale).
Se queste cose le fai gestire da uno stato che ha a disposizione moneta anche contrariamente al volere del contribuente, cadono tutti gli incentivi a finanziare enti produttivi, e si passa automaticamente dal tuo "stato sociale" al tuo "stato assistenzialista".

Monsoreau ha detto...

Credo che se sui concetti di base che formano il contenuto del post (no ai finanziamenti pubblici per privati vizi) siamo d'accordo.
Ci sarebbe da approfondire il concetto di assistenzialismo e di stato sociale, che per me restano ben distinti in quanto il secondo è espressione di una solidarietà che deve esistere in una comunità nazionale, diversamente tanto varrebbe andare ognuno per conto proprio e sarebbe l'anarchia.
Ma, per rimanere in tema, il comune di Bologna sbaglia nel finanziare gli spettacolini omo, perchè quei soldi, di tutti, sarebbero meglio spesi a coprire le tante buche e livellare gli avallamenti delel nostre strade cittadine (possibilmente senza appaltare il lavoro alle coop :-).