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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

lunedì, settembre 04, 2006

Bologna esclusa dalle città metropolitane


Nonostante il governo “amico” sembra che Bologna sia esclusa dal progetto delle città metropolitane.
Un sonoro ceffone al sindaco forestiero dal suo stesso partito, ma ancor più un meritato rimpallo per quei bolognesi che lo hanno votato pensando di portare la nostra città ai vertici italiani.
Invece, sotto ogni profilo, stiamo rotolando sempre più in basso.
Allora ricapitoliamo le epiche gesta del cremonese insediatosi, grazie alla dabbenaggine della maggioranza dei bolognesi, a Palazzo d’Accursio.
Iniziamo con il metrò.
Non vuole legare la essenziale metropolitana al nome di Giorgio Guazzaloca e modifica il progetto che aveva già ottenuto i finanziamenti governativi.
Risultato: i soldi finiscono a Parma e Rimini e Bologna resta senza soldi e senza metropolitana.
Scopre l’acqua calda: la legalità.
Passione passeggera, una donna viene violentata persino all’uscita del festival del’Unità, cioè del partito padrone di Bologna, nonché casa politica del sindaco straniero.
La qualità della vita, che negli anni di Guazzaloca vedeva Bologna sempre primeggiare, ci vede ora all’11° posto, in discesa libera che neanche Christian Ghedina riuscirebbe a fare meglio.
Bologna tra le città metropolitane ? Ma neanche per sogno: fuori anche da quel “piatto ricco”.
E così è anche per le questioni più futili, come quelle sportive.
Se gli anni di Guazzaloca hanno visto un Bologna solido e ben piantato nella massima serie, quelli del cremonese hanno prima visto la retrocessione in serie “B”, poi inutili battaglie – tiepidamente sostenute da uno che, probabilmente, quel giugno del 1964 tifò Inter – per riacchiappare la serie “A” per via giudiziaria.
Una battaglia però l’ha vinta il sindacalista cremonese: le partite di serie “B” non si giocano al sabato alle ore 15, ma si giocano al sabato alle ore 16.
Non c’è che dire un successo travolgente che qualifica quasi due anni e mezzo di amministrazione … amministrazione? Oddio scusate, forse ho usato una parola troppa grossa …

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2 commenti:

Lo PseudoSauro ha detto...

Il coccodrillo sta tentando la fuga... se mi mandi i dati lo rimetto a posto.

L'uomo giusto al posto giusto, tanto peggio tanto meglio e le nozze con i fichi secchi... la buona vecchia saggezza popolare.

marshall ha detto...

Questi sono i mirabolanti risultati ottenuti facendo uso della bacchetta magica, privilegio della sinistra, anche in campo nazionale.
Solo i buontemponi possono credere a certe promesse!