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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

giovedì, agosto 10, 2006

Il treno dei desideri


Sembra che, dopo due anni di immobilismo e dopo aver perso i soldi per la metropolitana, la giunta del sindaco forestiero ed estraneo alla città di Bologna, abbia “messo a punto” un progetto (!!!) per, udite! udite!, 5 chilometri di monorotaia di superficie tra la stazione e l’aeroporto , pomposamente chiamata “people mover” (se non si mette un nome in inglese, sembra un qualcosa di poco serio …).
Risolverà il traffico di Bologna come avrebbe fatto la metropolitana di Guazzaloca ?
No. Risolverebbe solo ed esclusivamente un problema di spostamento dei viaggiatori (presumibilmente per lo più non di Bologna).
Perché torno sulla questione dei soldi persi per la metropolitana ?
Perché è una caratteristica che emerge anche in campo nazionale, della sinistra quando (più o meno regolarmente) riesce a sostituire il Centro Destra: ribalta tutto.
O, almeno, vorrebbe ribaltare tutto.
In campo nazionale abbiamo visto che, pur di segnare la “discontinuità” con Berlusconi, hanno fermato i lavori delle Grandi Opere, hanno soppresso il progetto del Ponte Silvio sullo stretto di Messina, hanno differito i decreti di attuazione della Riforma Castelli per una giustizia più efficiente, hanno messo le mani sulla Riforma Moratti, ripristinando (con gli inevitabili futuri balletti di sostituzioni e costi di indennità) i commissari esterni alla maturità.
In tutto perdendo finanziamenti già stanziati dall’europa e irritando non poco - veggasi la TAV in Val di Susa – anche i vicini europei che presumibilmente taglieranno fuori l’Italia dai loro progetti di innovazione infrastrutturale e trasporti.
A Bologna, uguale.
E la metropolitana è il simbolo dell’incapacità di dare continuità ad una buona amministrazione che, se poteva avere una colpa per chi aspettava una amministrazione non di sinistra, era quella di aver guidato Bologna senza i paraocchi ideologici.
Se il sindaco forestiero avesse, una volta ottenuto lo scranno di Palazzo d’Accursio, dato il via ad un progetto di metropolitana già approvato e finanziato, i lavori sarebbero già iniziati e prima della fine della legislatura avrebbe potuto inaugurare un primo tratto.
Con benefici effetti sul traffico e quindi sull’impatto ambientale, invece di aderire a quella sòla cosmica del divieto di circolazione al giovedì tra gennaio e marzo.
Invece ha voluto rifare il progetto.
Sono sfumati i finanziamenti (dirottati un po’ a Parma e un po’ a Rimini) e adesso delegazioni di questuanti si recano periodicamente a Roma, vuoi da Prodi, vuoi da Di Pietro, vuoi da Padoa Schioppa, con il cappello in mano per cercare di ottenere qualche spicciolo per salvare la faccia.
Così avremo (forse! Per ora è solo un progetto) la monorotaia, degno simbolo di una giunta estranea alla città e incapace di interpretarne aspirazioni e risolverne le necessità.

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1 commento:

marshall ha detto...

Complimenti!
Sai essere anche spiritoso!