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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

giovedì, agosto 17, 2006

Anche una canzone boccia il sindaco forestiero


Una nuova canzone di Lucio Dalla.
Una canzone che è un canto d’amore per la propria città.
Cliccando nell’immagine potrete leggere il testo, come pubblicato da Il Resto del Carlino dell’11 agosto.
Ma, lasciando ai competenti ogni valutazione “artistica”, a leggere le parole che sgorgano dal cuore del cantautore, vediamo come non apprezzi la Bologna di oggi.
Una Bologna in cui in “ogni strada c’è una buca”, come avevamo già notato .
Una Bologna in cui circolare è un terno al lotto, perché “c’è Sirio, che due maroni” !
E anche la pizza da Altero, non è più come una volta, perché “c’è un barista buffo, un tipo nero”.
E vola la nostalgia del passato, dei cinema all’aperto, dei biassanot.
Cosa rimane di quella Bologna ?
Rimangono i tetti rossi, rimangono i portici, rimane il Carlino, rimane San Luca.
Almeno finchè un sindaco estraneo alla città, un sindaco venuto da fuori e senza alcuna esperienza amministrativa, non arriverà a toglierci anche quello.
Se solo gliene daremo il tempo …

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1 commento:

marshall ha detto...

Sai anche essere tragicomico!
Complimenti!