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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

giovedì, agosto 24, 2006

E oggi parliamo di calcio


Parliamo del Bologna, delle partite di campionato, degli orari.
Persino su questo argomento si manifesta l’assoluta incapacità e il pressappochismo di una giunta e di un sindaco forestiero.
Che dico forestiero: estraneo alla città.
Del resto cosa potremmo aspettarci da uno che, probabilmente, quel giugno del 1964 tifò Inter ?
Bene.
Anzi, male.
Al termine del campionato 2004-2005 il Bologna fu retrocesso in serie “B”.
Scoppia la “grana” degli orari, perché, per favorire le riprese televisive (le televisioni sono uno dei principali finanziatori del calcio moderno) le partite di serie “B” furono collocate al sabato pomeriggio, alle ore 15,00.
Il “nostro” (sic!) sindaco comincia ad arringare le folle e contestare la decisione.
Pur di fare demagogia e creare caos, un “buon” sindacalista ottocentesco sfrutta ogni occasione.
D’altro canto, vista l’inconsistenza e il pressappochismo della sua amministrazione, il sindaco cremonese non può che buttarsi a pesce sui temi conosciuti che però, ahinoi !, non portano buona amministrazione, ma solo disagi !
Il forestiero insediatosi (grazie a coloro per i quali “i svulàzen”) a Palazzo d’Accursio, minaccia quindi che, se le partite non fossero state spostate di nuovo alla domenica, non avrebbe concesso lo stadio, parcheggi ed ogni più piccola ritorsione.
Spaventati da tale intemerato coraggio, la Lega Calcio … sposta di un’ora l’inizio delle partite.
Tutto il campionato si giocò a partire dalle ore 16,00.
Non c’è che dire, un grande risultato sindacale, come quello che hanno ottenuto i lavoratori dai 6 scioperi generali contro il Governo Berlusconi !
Quest’anno sembra, timidamente, affacciarsi nuovamente il tormentone delle partite al sabato.
Che dite ?
Il sindaco sindacalista riuscirà ad ottenere di giocare alle 16,30 del sabato con una nuova vittoria cosmica ?

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giovedì, agosto 17, 2006

Anche una canzone boccia il sindaco forestiero


Una nuova canzone di Lucio Dalla.
Una canzone che è un canto d’amore per la propria città.
Cliccando nell’immagine potrete leggere il testo, come pubblicato da Il Resto del Carlino dell’11 agosto.
Ma, lasciando ai competenti ogni valutazione “artistica”, a leggere le parole che sgorgano dal cuore del cantautore, vediamo come non apprezzi la Bologna di oggi.
Una Bologna in cui in “ogni strada c’è una buca”, come avevamo già notato .
Una Bologna in cui circolare è un terno al lotto, perché “c’è Sirio, che due maroni” !
E anche la pizza da Altero, non è più come una volta, perché “c’è un barista buffo, un tipo nero”.
E vola la nostalgia del passato, dei cinema all’aperto, dei biassanot.
Cosa rimane di quella Bologna ?
Rimangono i tetti rossi, rimangono i portici, rimane il Carlino, rimane San Luca.
Almeno finchè un sindaco estraneo alla città, un sindaco venuto da fuori e senza alcuna esperienza amministrativa, non arriverà a toglierci anche quello.
Se solo gliene daremo il tempo …

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giovedì, agosto 10, 2006

Il treno dei desideri


Sembra che, dopo due anni di immobilismo e dopo aver perso i soldi per la metropolitana, la giunta del sindaco forestiero ed estraneo alla città di Bologna, abbia “messo a punto” un progetto (!!!) per, udite! udite!, 5 chilometri di monorotaia di superficie tra la stazione e l’aeroporto , pomposamente chiamata “people mover” (se non si mette un nome in inglese, sembra un qualcosa di poco serio …).
Risolverà il traffico di Bologna come avrebbe fatto la metropolitana di Guazzaloca ?
No. Risolverebbe solo ed esclusivamente un problema di spostamento dei viaggiatori (presumibilmente per lo più non di Bologna).
Perché torno sulla questione dei soldi persi per la metropolitana ?
Perché è una caratteristica che emerge anche in campo nazionale, della sinistra quando (più o meno regolarmente) riesce a sostituire il Centro Destra: ribalta tutto.
O, almeno, vorrebbe ribaltare tutto.
In campo nazionale abbiamo visto che, pur di segnare la “discontinuità” con Berlusconi, hanno fermato i lavori delle Grandi Opere, hanno soppresso il progetto del Ponte Silvio sullo stretto di Messina, hanno differito i decreti di attuazione della Riforma Castelli per una giustizia più efficiente, hanno messo le mani sulla Riforma Moratti, ripristinando (con gli inevitabili futuri balletti di sostituzioni e costi di indennità) i commissari esterni alla maturità.
In tutto perdendo finanziamenti già stanziati dall’europa e irritando non poco - veggasi la TAV in Val di Susa – anche i vicini europei che presumibilmente taglieranno fuori l’Italia dai loro progetti di innovazione infrastrutturale e trasporti.
A Bologna, uguale.
E la metropolitana è il simbolo dell’incapacità di dare continuità ad una buona amministrazione che, se poteva avere una colpa per chi aspettava una amministrazione non di sinistra, era quella di aver guidato Bologna senza i paraocchi ideologici.
Se il sindaco forestiero avesse, una volta ottenuto lo scranno di Palazzo d’Accursio, dato il via ad un progetto di metropolitana già approvato e finanziato, i lavori sarebbero già iniziati e prima della fine della legislatura avrebbe potuto inaugurare un primo tratto.
Con benefici effetti sul traffico e quindi sull’impatto ambientale, invece di aderire a quella sòla cosmica del divieto di circolazione al giovedì tra gennaio e marzo.
Invece ha voluto rifare il progetto.
Sono sfumati i finanziamenti (dirottati un po’ a Parma e un po’ a Rimini) e adesso delegazioni di questuanti si recano periodicamente a Roma, vuoi da Prodi, vuoi da Di Pietro, vuoi da Padoa Schioppa, con il cappello in mano per cercare di ottenere qualche spicciolo per salvare la faccia.
Così avremo (forse! Per ora è solo un progetto) la monorotaia, degno simbolo di una giunta estranea alla città e incapace di interpretarne aspirazioni e risolverne le necessità.

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martedì, agosto 01, 2006

Perseverare diabolicum


Ci risiamo.
Le teste pensanti (?) della regione comunista dell’Emilia Romagna hanno nuovamente partorito il loro programmino per tormentare i cittadini con la scusa dell’inquinamento.
Anche il prossimo inverno, da gennaio a marzo, riappariranno gli inutili blocchi alla circolazione che si sono dimostrati inefficaci già in tutti questi anni.
Dal lunedì al venerdì non potranno circolare le auto pre euro e il giovedì potranno circolare solo le euro 4.
Sembra un gigantesco spottone per i rivenditori di automobili.
A cadenza biennale, passano nella lista dei “cattivi” le automobili “vecchie”, quelle euro 1, euro 2, euro 3 … prossimamente le euro 4, che erano state vendute come auto non inquinanti.
Certo, ogni anno nuove scoperte consentono di migliorare le prestazioni dei motori.
Certo, ogni anno, le indagini sull’aria sono più accurate.
E’ come guardarsi le mani con un microscopio: più è potente più si vedono germi, nonostante si siano accuratamente lavate.
E allora cosa facciamo ?
Dovremmo ogni due anni cambiare auto per la gioia di Montezemolo ?
Oppure progettiamo una protesta civile e ogni giovedì “marchiamo visita” e non andiamo a lavorare ?

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