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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

martedì, aprile 18, 2006

Bologna: la città dei divieti

Quando Silvio Berlusconi (e tutti noi con lui) dice che i comunisti sono contro la Libertà, esprime un concetto spesso irriso dalla sinistra.
Ma se qualcuno si prendesse la briga di vedere cosa accade a Bologna, che dal 2004 è ritornata sotto il tallone di una giunta cattocomunista, gli si spegnerebbe il sorrisino di compatimento.
Le ultime novità riguardano gli escrementi dei cani e quei pericolosi sovversivi dei goliardi.
In una città che vive drammi come la mancata sicurezza per le strade, le buche che falcidiano sospensioni, ruote e spesso portano a pericolose cadute ciclisti e motociclisti, un traffico intasatissimo che non potrà giovarsi della metropolitana perchè la giunta del cremonese sindacalista sindaco ha perso i finanziamenti già stanziati, l'alzata di genio deriva da una vigorosa stretta sugli escrementi.
Così, incurante dei costi e del ridicolo, la giunta cattocomunista ha deciso che si procederà ad accurate analisi del dna dei suddetti escrementi per incastrare quei delinquenti abituali dei proprietari dei cani che non provvedono a raccogliere le deiezioni del loro animaletto.
In pratica si istituisce un RIS (o, se preferite, un CSI felsineo) votato alla caccia della cacca.
Forse il timore della giunta del cremonese è che qualcuno possa raccogliere quell'elemento per lanciarglielo in qualche prossima occasione ...

Ma non è tutto.
Bologna è sede della più antica Università del mondo.
Un Ateneo con tanti problemi che si innesta in una città che non può supportare le migliaia di studenti fuori sede che vengono qui a studiare.
C'era una volta la Goliardia, messa in disparte nel " '68".
Il " ' 68" è passato la Goliardia esiste ancora.
Allora il sindaco cremonese - che in questo modo rende ancor più manifesta la sua estraneità al tessuto sociale, storico e tradizionale di Bologna - decide di abolire la Festa dei Goliardi.
Vietato festeggiare.
Vietati cori, cortei, scherzi e scherzacci.
Vietato ridere (ma non sosteneva quello che borbottava sulla "felicità" che avrebbe dato a tutto il popolo ?).
I Goliardi vittime della restuarazione cattocomunista che, grigia com'è, non può permettere l'allegria ai suoi sudditi.

Si allunga così la lista dei divieti che, con perfetto dna stalinista, questa giunta impone alla cittadinanza bolognese.
Come abbiamo già scritto, anche i somari, a forza di prendere calci nel sedere, poi reagiscono: concittadini, bolognesi, fino a quando pensate di sopportare i calci che vi infligge la giunta di un sindaco estraneo alla nostra città, ai suoi costumi, alle sue usanze, alla sua cultura ?


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13 commenti:

Lo PseudoSauro ha detto...

L'Ifigonia in Culide si rivoltera' nella tromba...

lisistrata ha detto...

Oh cavoli, ma è così grigia? In compenso avete una cintura di tangenziali da far invidia a New York, peccato che non le abbia costruite lui e soprattutto peccato che sono sempre intasate, impercorribili e manchino del minimo servizio se si ha bisogno di fermarsi un attimo.

Ciao Lisistrata

Monsoreau ha detto...

La buona amministrazione scevra di ogni ideologia di Guazzaloca è ormai un pallido ricordo.
Qui siamo in un regime che non tiene in alcun conto - perchè non ha la cultura della bolognesità - delle esigenze dei cittadini.
Possono continuare a sostenere il cremonese sindaco solo coloro che abboccano a tutto quello che scrivono l'Unità (o Repubblica o il Corserva) in pratica "i svulàzen" anche i coccodrilli ... :-)

LiberoBlog Staff ha detto...

Gentile autore,

ti comunichiamo che il tuo post, visibile all'indirizzo http://liberoblog.libero.it/cronaca/bl3346.phtml, ritenuto particolarmente valido dalla nostra redazione, è stato segnalato all'interno di LiberoBlog, il nuovo aggregatore blog di Libero.it.

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Giovine Italia ha detto...

Il tuo discorso non fa una grinza, è pur vero che la goliardia spesso si sta tramutando, sopratutto nelle grandi città, in violenza bella e buona non solo contro le persone ma anche contro l'arte e la cultura. Questo accade indipendentemente da chi c'è ad amministrare non credi ?

Monsoreau ha detto...

La Goliardia è sempre stata sopra le righe.
Mi ricordo le corse dei carri (specie di baracconi a 4 ruote praticamente senza volante o freni) scendere da Monte Donato.
Gli scherzi (anche "di mano").
Che poi nella Goliardia ci possano essere degli elementi violenti di per se è naturale, come in ogni associazione o settore della nostra società.
Ma la risposta della giunta del cremonese è una risposta repressiva viziata da atavico odio verso una forma di libera espressione che fu, nel '68, anche duramente osteggiata proprio dagli ambienti da cui esce questo sindaco.

Ainpospiò ha detto...

... bellissimo post sullo stalinista!
A quando un incontro di noi bolognesi davanti a 4 birre per parlare del futuro?

Monsoreau ha detto...

Speriamo presto ... :-)

Anonimo ha detto...

Ho vissuto e studiato a Bologna per 8 anni e sono stato un goliarda.
In 10 e passa anni mai una denuncia o altro (a parte un cretino di un'altra città che si é arrampicato sul Nettuno senza danni alla statua se non i sensori), massimo rispetto e Amore per Bologna tutta.
La violenza é bandita per principio secondo l'antico motto di "Goliardia é Cultura e Intelligenza" e se vola qualche pugno accorrono in 20 a bloccare tutto proprio.
Non nego che qualcuno ecceda o sia un cretino, ma sono eccezioni che si cerca di isolare: i goliardi vogliono solo vivere Bologna e per Bononia.
Gli anni bui in cui la Goliardia era politicizzata non esistono più (e infatti non abbiano nessun aiuto dall'alto, da desta o sinistra) e la politica é bandita dai discorsi: i goliardi vogliono aggregarsi e unirsi (specie carnalmente ;)) e la politica (purtroppo) divide.
La Goliardia bolognese avrebbe potuto cavalcare la polemica e trovare così numerosi appoggi ma non l'ha fatto per sua scelta e coerenza: mi sembra merce rara oggi.
La Festa c'é stata anche se osteggiata in mille modi, non ci é stato alcun problema di "ordine pubblico" e la gente ci ringrazia per esserci ancora: é commovente vedere persone anziani che ci fermano per strada e si mettono con noi a parlare della loro gioventù.

Concludo che c'é molta disinformazione al riguardo: la prossima volta che vedete qualcuno vestito con mantello e piume fermatelo e sommergetelo di domande: vi stupirà.

Simone Dalle Carbonare - isimone@box.it

Anonimo ha detto...

Alla faccia della Cultura e Intelligenza !!!! :D

Volevo correggere ma per la fretta ho pubblicato: mi scuso per gli strafalcioni.

Qui la versione corretta:

"Ho vissuto e studiato con profitto a Bologna per 8 anni e sono stato un goliarda.
La Festa é riuscita molto bene (anche se osteggiata in mille modi) e non ci é stato alcun problema di "ordine pubblico" come teorizzato (o augurato!).
Voglio solo puntualizzare che in 10 e più anni non vi é traccia di una denuncia per i goliardi o di un evento grave da loro causato (a parte un cretino di un'altra città che si é arrampicato sul Nettuno senza danni alla statua se non ai sensori): massimo rispetto e Amore per Bologna tutta.
La violenza é bandita per principio secondo l'antico motto di "Goliardia é Cultura e Intelligenza" e se vola qualche pugno accorrono in 20 a bloccare ogni minimo accenno.
Non nego che qualcuno ecceda o sia un cretino, ma sono eccezioni che si cercano di isolare: i goliardi vogliono solo vivere Bologna e per Bononia.
Gli anni bui in cui la Goliardia era politicizzata non esistono più (e infatti non abbiano nessun aiuto dall'alto, da destra o sinistra) e la politica é bandita dai discorsi: i goliardi vogliono aggregarsi e unirsi (specie carnalmente ;)) e la politica (purtroppo) divide.
La Goliardia bolognese avrebbe potuto cavalcare la facile polemica con il sindaco e trovare così numerosi appoggi ma non l'ha fatto per sua scelta e coerenza: mi sembra merce rara oggi.

Inoltre, la cittadinanza ci ringrazia spesso per esserci ancora: é commovente vedere persone anziane che ci fermano per strada e si mettono con noi a parlare della loro gioventù con le lacrime in viso.

Concludo che c'é molta disinformazione al riguardo: la prossima volta che vedete qualcuno vestito con mantello e piume fermatelo e sommergetelo di domande: vi stupirà.

Simone Dalle Carbonare - isimone@box.it

Monsoreau ha detto...

Condivido.
UNa sola precisazione: la Goliardia non è mai stata "politicizzata", ma ha subito nel '68 l'ostracismo proprio a causa della sua apartiticità.

Anonimo ha detto...

A onor del vero, a Bologna negli anni 70 non voler essere impegnati in politica (e pensare solo alle gioie della vita) era intepretato dalla Sinistra oltranzista come un "non-essere-di-Sinistra" e quindi un essere automaticamente di Destra.
Anche sulla base di questo preconcetto molti schierati a Destra confluirono spesso nella Goliardia che in molti casi eccedeva in propri raid squadristi contro chi non simpatizza per lei (ad esempio contro i negozianti che negavano la "questua").
Oggi, al contrario (lo voglio precisare ancora una volta) la Goliardia attuale non é assolutamente politicizzata: ci sono al suo interno moderati di ambedue le parti, estremisti ed anarchici etc etc.
Praticamente uno spaccato della società.
Ma questo lo si può solo intuire, visto che davvero é vietato anche solo accennare alla politica.

Simone.

Monsoreau ha detto...

Gli anni settanta mi hanno visto, a Bologna, liceale e universitario e la Goliardia era ridotta talmente ai minimi termini, che si manteneva "viva" grazie all'apporto di studenti "forestieri" dove era ancora sentita.
Ilclima di quegli anni era un clima violento e ne risentiva anche il modo con il quale veniva "imposta" la questua ai negozianti che, per parte loro, vi si sottoponevano, se non sempre di buon grado, certamente con maggior entusiasmo che quando apparivano i cortei degli estremisti di sinistra (tipo quel famoso marzo 1977 ...).
Confermo, invece, che la Goliardia era malvista dai politicizzati di sinistra, proprio come una "fuga" dall' "impegno" che per loro era d' obbligo.