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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

mercoledì, marzo 01, 2006

Esperienze di immigrazione

E’ un po’ di tempo che alla mattina quando mi alzo guardo fuori dalla finestra: da qualche settimana infatti nella mia via vengono tagliate le gomme alle auto. La prima volta la sorte è toccata a ben 15 auto di fila, poi gli eroi del coltellino si sono spostati per un po’ qualche via più lontano. Tornano ripetutamente. A volte non si limitano a tagliare le gomme ma lasciano anche qualche vetro rotto, una riga sulla carrozzeria. L’ultima impresa ha visto tra le altre cose, il furto di un'auto di un mio coinquilino. Le nostre due Fiat Panda aspettano la loro sorte. I carabinieri (che accorrono frequentemente) non possono far molto.
Può sembrare una cosa di poco conto se non fosse che nella zona dove abito (famosa a Bologna) queste cose accadono sempre più spesso. Un paio di anni fa, nella mia via è stata trovata una bomba artigianale sotto ad un’auto parcheggiata (una bomboletta completa di tanica di benzina). In questa via e non solo, compaiono continuamente auto rubate. Due mesi fa, non lontano, altre due auto sono state date alle fiamme. La stessa sorte è capitata ad un balcone di una casa e ad alcune cantine. La Facoltà di Agraria situata in questa zona, in dicembre è stata oggetto di saccheggi per ben due weekend consecutivi: sono stati rubati computer e oggetti di alto valore. I parchi sono concimati da escrementi umani ed i marciapiedi sono bloccati da ogni genere di rifiuti e scooter rubati. Fuochi d’artificio illegali compaiono ovunque: la settimana prima di capodanno un ragazzo ha perso un occhio mentre assisteva dal balcone ad uno di questi spettacoli pirotecnici. Una sera tornando a casa mi sono imbattuto in una gara clandestina tra auto. Ed ora questo nuovo "divertimento".
Qual è la causa di tutto ciò? Cosa abbiamo noi di diverso dalla parte bella di Bologna? La risposta purtroppo ancora una volta è la stessa: la popolazione. L’interculturalità qui ha trovato la sua massima espressione. Qua “godiamo” di una gran varietà di culture, razze, etnie: dagli arabi, ai croati, ai marocchini, agli algerini, agli zingari, ecc. Come se non bastasse, alla fine di novembre, ci sono stati inviati da Cofferati altri rumeni (prima alloggiati in baracche sul lungoreno), e così è stato riaperto anche il nostro campo nomadi (che Guazzaloca chiuse riversando però la gente nei nostri palazzi). Questo ha generato ulteriori tensioni: gli slavi infatti non gradiscono la presenza dei rom e viceversa. In mezzo a questo incontro (scontro) di culture, si trovano purtroppo anche gli italiani (tra cui il sottoscritto e famiglia) costretti a lavorare per vivere dignitosamente mentre vedono molti dei nostri ospiti vivere da nababbi, viaggiare con auto di lusso (Mercedes, BMW, perfino Porsche Cayenne!), e allo stesso tempo farsi assegnare le case del comune. Vediamo i nostri ospiti fare quello che pare a loro, in casa nostra. Cadiamo spesso vittime delle loro spedizioni “punitive” e nonostante tutto quando ci lamentiamo (io ed altri abbiamo richiesto, invano, in consiglio comunale, una presenza fissa delle forze dell’ordine) non veniamo neppure presi in considerazione. Infatti basta definire questi personaggi “incivili” o se osiamo ammettere che questa gente per poter convivere pacificamente con noi deve rispettare la nostra cultura e le nostre leggi, veniamo marchiati indelebilmente come “razzisti” dai soliti benpensanti (che, guarda a caso, non hanno mai sperimentato situazioni del genere). Basta quella parolina magica e nessuno ci prende più in considerazione.
Qualcuno potrà dire che questo è un caso a parte, ma prima o poi qui, o in luoghi simili, non ci sarà più posto. E allora, se si continua ancora a negare il problema con questa politica del buonismo e dell'interculturalità, questa bizzarra gente si riverserà un po’ dappertutto: il cancro, a questo punto, non sarà più curabile.

1 commento:

Monsoreau ha detto...

Una testimonianza dal "fronte".
Anche in questo caso un malinteso senso dell'accoglienza (chiamiamola così !) si risolve in un pesante danno nei confronti dei cittadini che lavorano e che si trovano in condizione di inferiorità rispetto a chi, oltre a vivere ai limiti (e magari oltre) della legalità, ottengono anche aiuti pubblici.