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Il cinno torna a casa da suo padre comunista, poi PDS,quindi Ds con il cuore bertinottiano ed ora Pd."Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude comunista non capisce e non si adegua:"Non dire sciocchezze!".Il figlio insiste:"Papà,papà,i coccodrilli volano!".Il rude compagno sembra scoppiare:"E' quella fascista della maestra a dirti queste bugie?"."Papà,l'ho letto sull'Unità".Il vecchio compagno si affloscia,non capisce ma si adegua:"Volano, volano ... svulazen ... svolazzano".

venerdì, dicembre 22, 2006

Il sindaco forestiero, i suoi divieti e le sue statuine


Il forestiero che siede da due anni e mezzo a Palazzo d’Accursio ha trovato finalmente la sua giusta dimensione da sindaco.
Persi i finanziamenti per la metropolitana e acquisito a Bologna il primato tra le città italiane, sì però per i reati subiti dai cittadini, si è messo a giocare con le statuine del presepe.
Così inserisce una statuina della defunta Moana Pozzi, discinta e una di Romano Prodi (fortunatamente più coperto e abbellito dalla mano dell'artista).
Meglio sicuramente la prima del secondo, un “cattolico adulto” che ha portato per ben due volte i comunisti ai vertici delle istituzioni.
Probabilmente, nella sua ingenua semplicità, pensava di fare un qualcosa di divertente e, magari, omaggiare (non si sa mai) il capo della sua coalizione nazionale.
E mentre il sindaco barbudo si diletta con le statuine, sui bolognesi si profilano nuovi divieti.
A gennaio riprenderà la sciocca ed inutile liturgia dei giovedì con blocco totale del traffico e sempre a gennaio si preannuncia la chiusura al traffico di nuove strade centrali tanto per ingolfare ancora di più quelle limitrofe, con rallentamenti del traffico, maggiori emissioni di gas di scarico e ulteriore inquinamento che giustificherà ulteriori divieti e via continuando un circolo vizioso.
La “cultura” (se così la vogliamo chiamare) dei divieti di cui la sinistra è la indiscussa portabandiera, continua ad ammorbare la vita civile, sociale ed economica di una città, di una nazione.
Facciamoli smettere.

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lunedì, dicembre 18, 2006

Una squadra di pendolari


L'amministrazione comunale gestita dal sindacalista cremonese, riesce a far rimpiangere persino quella di Vitali che portò poi a Guazzaloca.
Uno stravolgimento costante degli usi da parte di chi non conosce, ignora, quella che è la ricchezza della città: la sua Tradizione.

Vediamo allora che il sindaco forestiero benedice la pazza (e costosa) idea del Presidente del Bologna di snaturare la squadra rossoblu per trasformarla nella formazione calcistica di Medicina (località nella nebbiosa pianura bolognese).
Una scelta che penalizza tifose e famiglie, creando nuovi motivi di ingorgo di traffico ... semprechè i tifosi non decidano di mandare a quel paese Cazzola e le sue scelte.
E questa è una di quelle volte in cui io, tifoso Fortitudo, mi trovo in perfetta sintonia con la scelta del patron della Virtus Sabatini che ha fatto coprire per protesta il nome "Bologna" nelle divise della sua squadra.
Sì, perchè lo spostamento della partita di calcio a Medicina, se seguita dai tifosi, impedirebbe agli stessi di essere al Palazzo per le partite di basket o pallavolo.
Un danno per l'intero movimento sportivo bolognese e un danno soprattutto per la città che verrebbe privata di uno spettacolo che da decenni, appartiene al cuore della città stessa.
Che necessità c'è, poi, di uno stadio nuovo, lontano, quando abbiamo un piccolo gioiello sia come manto erboso che come struttura ?
Con un parcheggio, frutto delle scelte dell'epoca dei mondiali, quando con maggior buon senso, si decise solo di ristrutturare il vecchio Littoriale e non di costruirne uno nuovo.
Senza considerare che non mi risulta alcun progetto per il vecchio complesso dello stadio che, lasciato presumibilmente in abbandono, diventerebbe un facile ritrovo per quella fauna umana (?) che è arrivata a Bologna, sin troppo tollerata, da un paio d'anni a questa parte.
Ma, si sa, dopo aver perso la metropolitana il forestiero di Palazzo d'Accursio vuole lasciare il suo marchio su questi disastrosi cinque anni e allora, cosa c'è di meglio di uno stadio calcio con un megaprogetto di contorno, anche se deve trasformare il Bologna e i suoi tifosi in una squadra di pendolari ?
Se, poi, ci scappano generose commesse alle coop (rosse) ... tanto meglio.
O sbaglio ?

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giovedì, novembre 30, 2006

Bologna: Hotel Savoia Regency 30 novembre 2007















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sabato, novembre 11, 2006

Lo zoccolo duro


Il Resto del Carlino nella sua Cronaca di Bologna ha pubblicato nei giorni scorsi un sondaggio commissionato all’istituto Piepoli sul grado di consenso, a metà mandato, per la giunta del sindacao forestiero.
Non stupisce la bocciatura che arriva dal 56% degli intervistati, quello che stupisce è che ci sia tuttora uno zoccolo duro del 41% che esprime consenso e formula un parere positivo sull’operato del sindacalista cremonese.
Stupisce perché anche all’osservatore più sprovveduto, al cittadino più disattento alle questioni di Bologna, la nostra città appare sempre più alla deriva.
Le stesse statistiche di “vivibilità” che vedevano Bologna tra le prime cinque città d’Italia (oscillando anche, a seconda degli argomenti e degli istituti al primo posto) ora indicano un crollo verticale: tra il 15° e il 20° posto.
Il tutto in soli 30 mesi di mala amministrazione, cattiva, perché assolutamente immobile.
Abbiamo perso i finanziamenti per la metropolitana che avrebbe risolto buona parte del traffico e dell’inquinamento.
In compenso da gennaio torneranno ad imporre il divieto di circolazione al giovedì.
La piccola criminalità ha rialzato la testa e non è infrequente leggere di scippi e rapine, mentre anche la criminalità che ha preso di mira banche e uffici postali ha trovato accoglienza in Bologna.
In compenso la città ospita (e finanzia) manifestazioni no global e omosessuali come se fossero la soluzione di tutti i problemi amministrativi.
Le strade somigliano a quelle portoghesi di 20 anni fa: una gruviera.
Una città non è un sindacato, non è il ministero degli esteri e neppure il ministero dell’istruzione o della cultura.
L’amministrazione di una città deve pensare al benessere materiale dei cittadini.
Deve pensare a rendere accessibile la città stessa, coni mezzi più comodi per il cittadino.
Deve pensare a rendere praticabili le strade e i marciapiedi, tenendo puliti i tombini per far defluire l’acqua piovana senza che si formino piccoli torrenti ad ogni acquazzone.
Deve pensare a rendere veloce il traffico, non ad imporre divieti.
Deve pensare a rendere sicure le strade cittadine, di giorno e di notte, contrastando i danneggiamenti, i furti e gli scippi evitando di dare ospitalità o di attrarre in città con iniziative che solleticano le perversioni di tali soggetti una fauna umana, che di umano ha ben poco e che vive border line.
La Bologna del sindaco forestiero viola tutti i principi di una sana amministrazione.
Come possono esserci ancora cittadini che ne parlano bene al 41% ?

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lunedì, ottobre 30, 2006

Soldi pubblici e vizi privati


In Blacknights avevo scritto un post su droga, prostituzione, omosessualità e pedofilia.
Ne è seguito un piacevole scambio, nei commenti, con Libertyfighter che, ben lungi dall’essere riconducibile ad una di quelle categorie, sosteneva che fosse libertà drogarsi, prostituirsi e avere rapporti omo purchè non incidessero nella sfera privata altrui.
Personalmente ritengo che non sia possibile separare nettamente il loro privato dal nostro e, soprattutto per quanto concerne gli omosessuali, la loro pretesa di privilegi sanciti da leggi, sarebbe un costo che dovremmo sopportare tutti noi.
A conferma di ciò l’inqualificabile comportamento tenuto dalle giunte comuniste (con partecipazione dei “cattolici adulti”) di Bologna (comune e provincia) e delle regione Emilia Romagna che hanno finanziato un discutibile spettacolino organizzato dal Cassero gay lesbian center (già tutto un programma l’indicazione dell’ “ente” organizzatore).
Ancora una volta si utilizzano soldi di tutti, soldi pubblici, per appagare vizi privati con, secondo quanto riporta Il Resto del Carlino nella sua edizione domenicale in cronaca, anche “scene imperniate sull’uso del nudo e sull’educazione (nota mia: sic !) sentimentale (ulteriore mia nota: doppio sic !) di lesbiche e gay”.
Allora vogliamo capirla una buona volta che i soldi pubblici devono essere destinati ad opere e realizzazioni di interesse pubblico e non privato ?
Quanto ancora ci costeranno i capricci di una minoranza che non deve in alcun modo essere assecondata nelle sue voglie che non hanno alcun pregio sociale ?

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lunedì, ottobre 16, 2006

Ascensore nella Torre degli Asinelli ?!?!?


L’ultima che ho trovato al ritorno a Bologna, è un servizio di Carlino Bologna sull’ipotesi di montare un ascensore per raggiungere la sommità della Torre degli Asinelli, la più alta della città.
A me sembra una bestemmia.
Non credo che i bolognesi salgano tutti i giorni, più volte al giorno, sulla Torre, e quella ascensione resta un momento tutto da godere: la fatica, la lunghezza, il fiatone, i gradini, i pianerottoli, tutto come era una volta (certo, puntellato e assicurato per garantirne la stabilità) ma che verrebbe completamente stravolto da un ascensore (suppongo metallico) e presumibilmente, viste le dimensioni interne della Torre, con una portata da poche persone.
Volete poi mettere quanto perderebbe in fascino, per i bolognesi, ma anche e soprattutto per un turista, la Torre se, invece di raggiungere la sommità con le proprie gambe e con la soddisfazione di esserci arrivato, dovesse utilizzare un asettico ascensore (che magari usa tutti giorni dell’anno a casa e in ufficio) ?
E come sarebbe affollata la Torre che, spesso, è bella proprio per la naturale selezione che produce !
Mi ricordo che alcuni anni fa fui convinto a salire (d’estate) al Corno alle Scale (montagna del bolognese) per i Balzi dell’Ora.
Un percorso più che fattibile, ma che presenta alcuni strappi che fanno la selezione.
Non c’era nessuno: che bello !
Quando arrivammo in cima, scoprimmo anche il perché.
Quell’estate avevano aperto la seggiovia che serviva d’inverno agli sciatori e la cima del Corno brulicava di gente improbabile per la montagna.
Arzille signore con mocassini o scarpette da passeggio, bambini che neppure sapevano camminare inzainati sulle spalle dei genitori e comitive di pensionati.
Il fascino della montagna che è anche il fascino della solitudine semplicemente non c’era.
Mi auguro che, per quanto forestiero ed estraneo al sentimento della città, persino il sindaco sindacalista capisca queste semplici verità e rifiuti di acconsentire a deturpare la Torre degli Asinelli violentandola con un ascensore, per lasciare intatto il fascino della salita, gradino dopo gradino, con l’impressione di essere cavalieri del medio evo che salgono verso il Paradiso.

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martedì, ottobre 10, 2006

A Bologna si firma contro la moschea


Ieri mattina, passando nella centralissima e pedonalizzata Via D'Azeglio, ho visto che si stava approntando uno di quei "banchetti" per la raccolta delle firme.
A predisporlo era la Lega Nord.
Ho fatto i giri che mi ero programmato e sono ritornato in zona per sapere che tipo di firme si raccoglievano.
Tre persone, educate, erano disponibili a spiegare il perchè delle firme.
Una era riferita al progetto di ridurre i tempi per la concessione della cittadinanza agli stranieri.
Una sorta di "censimento" (il termine è mio) preventivo qualora si fosse costretti a promuovere un referendum abrogativo di ogni allentamento della Bossi-Fini.
L'altra era una petizione contro l'allrgamento della moschea di Bologna.
Ne abbiamo già parlato e se la giunta del sindaco forestiero è ferma, praticamente in ogni opera cittadina e piange miseria anche per la finanziaria "amica" del governo "amico" (suo), sembra che l'unico "progetto" (?) che va avanti sia proprio quello inerente la moschea.
Naturalmente non solo ho firmato ambedue i fogli, ma ho anche lasciato il mio numero di telefono per essere informato degli sviluppi e di eventuali iniziaative.
Devo dire che la Lega, ancorchè a Bologna abbia stentato ad ingranare forse bloccata nella sua crescita da una giunta come quella di Guazzaloca che accontentava il desiderio dei bolognesi di una buona amministrazione, adesso ha cominciato a macinare bene anche da noi.
Le due richieste (non le venti e più che solitamente dobbiamo sorbirci dai banchetti radicali muniti di "buttadentro" con megafono che disturba la quiete pubblica) sono concrete e mi è piaciuta anche l'idea del "censimento" preventivo di quanti sarebbero sin d'ora disponibili a firmare contro un allargamento delle maglie della Bossi-Fini, segno inequivocabile di una volontà di prepararsi bene a battaglie dure.
Iniziative che meritano tutto il sostegno dei bolognesi, perchè Bologna resti dei bolognesi.

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lunedì, ottobre 09, 2006

11 ottobre: tutti in piazza !


Alle 19,30 di mercoledì 11 ottobre, organizzata dalle Associazioni Commercianti di Bologna, si svolgerà una manifestazione di piazza per protestare contro le vessazioni che la giunta del sindaco forestiero ha riproposto anche quest’anno, accentuate da ulteriori provvedimenti contrari al commercio al dettaglio, contrari a quella Bologna “bottegaia che è la ricchezza della città anche se chi a questa città è estraneo non lo sa e non lo potrà mai capire.
Chi scrive non ci sarà, purtroppo, fisicamente, per impegni congressuali fuori Bologna, ma ne condivide completamente lo spirito.
E’ una manifestazione “per Bologna”, per la città, senza simboli di partito.
E’ una manifestazione per chiedere di tornare ad essere “una città aperta, accogliente, pulita, vivibile e sicura, cosa che da un paio d’anni non è più.
E’ una manifestazione che vede assieme le due principali associazioni dei commercianti, di opposte “radici” politiche (sì, anche la sinistra Confesercenti la promuove!).
E’ una manifestazione che, pur partendo da specifici temi (orari, dehors, traffico) che incidono pesantemente sui commercianti, amplia il suo oggetto alla presente crisi di una città come Bologna che, con le rapine a banche e poste in aumento esponenziale da due anni e con i sempre più frequenti episodi di violenza sulle donne, vede snaturarsi la sua più intima essenza di città commerciale, quindi naturalmente propensa ad aprirsi, ad accogliere, a tutelare.
Una città che amministrata, per incauta scelta della maggioranza dei suoi stessi cittadini, da chi non aveva mai avuto esperienze amministrative e, soprattutto, mai era vissuto a Bologna, subisce una pesante aggressione al suo tessuto sociale che ne aveva fatto nel remoto passato il “fiore all’occhiello” delle amministrazioni comuniste e nel recente passato, con la Giunta Guazzaloca, un modello di sana amministrazione scevra da ideologismi, ma orientata unicamente al bene dei cittadini.
L’11 ottobre si manifesterà perché Bologna torni ad essere Bologna.

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venerdì, ottobre 06, 2006

Bologna col piattino in mano


Mentre Rimini esulta perché ha ottenuto i fondi per la costruzione del suo metrò balneare, Bologna è ancora con il piattino in mano alla ricerca dei soldi necessari per poter avviare il progetto.
Il ministro delle infrastrutture Antonio Di Pietro, è venuto a Bologna in pompa magna, con l'ex assessore Silvana Mura, per promettere che ... ci penserà.
Alcuni parlano di 180 milioni di finanziamento che, però, non si sa bene quale copertura possano avere e in presenza di una finanziaria draculesca con la quale si tassano solo i cittadini, senza impostare alcuna innovazione o alcun progetto di sviluppo, si può ragionevolmente pensare che quei 180 milioni siano solo partoriti dalla fantasia di chi spera in un miracolo per i prossimi 3 anni, prima delle elezioni.
Con l'occasione vorrei ricordare che se il sindaco forestiero non avesse fatto carta straccia del progetto di metropolitana della Giunta di Centro Destra del Sindaco Giorgio Guazzaloca (bolognese d.o.c.) oggi, ottobre 2006, avremmo già i cantieri in avanzato stato di operatività, perché:
- c'era il progetto
- c'erano i fondi.
Invece oggi, ottobre 2006, dobbiamo registrare le nuove vessazioni sul traffico con il divieto di circolazione per le auto immatricolate prima dell'1/1/1993, gli euro 1 diesel e ci apprestiamo a subire ulteriori restrizioni dall'8 gennaio al 31 marzo, con i soliti giovedì di blocco totale, che meriterebbero la corale risposta di tutti i lavoratori: restare a casa.
Tutta questa vicenda dimostra semplicemente che è ben diverso amministrare dal fare pura demagogia.
E chi ha, per tutta la vita, fatto solo demagogia, nel momento in cui deve realizzare toppa clamorosamente.
I svulàzen ...

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martedì, settembre 26, 2006

Nel nome delle polveri sottili


Come sta Bologna ?
Male.
L’ordine pubblico (la famosa “legalità” già accantonata dal sindaco forestiero) ci dice che Bologna è insicura, per gli uomini e per le donne, nei confronti delle quali la violenza è dietro l’angolo, persino all’uscita del festival del partito del sindaco.
Ma non solo violenze (l'ultima denunciata due giorni fa) ma anche omicidi misteriosi, tale da far definire la città "un porto di mare" per elementi di ogni genere.
L’estremismo ideologico miete vittime negli ambienti produttivi della città:
niente spazi sui marciapiedi e nei portici per i locali del centro
orari di accesso al centro burocraticamente regolati da ukase della giunta sovietizzante
divieti e tasse per chi vuole intraprendere una attività commerciale.
Così, per l’11 ottobre, è prevista una manifestazione di piazza da parte delle associazioni dei commercianti.
Bologna, la bottegaia Bologna, rischia di perdere una delle sue caratteristiche più belle: la molteplicità di locali e negozi per fare spazio alla grande distribuzione … rossa, s’intende.
Come se non bastasse, la furia iconoclasta dei fanatici ecoambientalisti, si abbatte su una metropolitana per ottenere la quale abbiamo già perso un paio di … treni.
Chi vuole il metrò è fuori dalla maggioranza” tuonano gli ayatollah del pauperismo motorio (magari con posteggio assicurato all’interno di Palazzo d’Accursio).
Intanto si avvicina il terzo inverno degli inutili divieti alla mobilità nel giovedì, nel nome delle polveri sottili che sono il paravento dietro al quale si nasconde la pochezza di una giunta che non ha mai avuto nulla da dire ai bolognesi, non comprendendone l’animo, le aspirazioni e la storia.

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mercoledì, settembre 20, 2006

lunedì, settembre 04, 2006

Bologna esclusa dalle città metropolitane


Nonostante il governo “amico” sembra che Bologna sia esclusa dal progetto delle città metropolitane.
Un sonoro ceffone al sindaco forestiero dal suo stesso partito, ma ancor più un meritato rimpallo per quei bolognesi che lo hanno votato pensando di portare la nostra città ai vertici italiani.
Invece, sotto ogni profilo, stiamo rotolando sempre più in basso.
Allora ricapitoliamo le epiche gesta del cremonese insediatosi, grazie alla dabbenaggine della maggioranza dei bolognesi, a Palazzo d’Accursio.
Iniziamo con il metrò.
Non vuole legare la essenziale metropolitana al nome di Giorgio Guazzaloca e modifica il progetto che aveva già ottenuto i finanziamenti governativi.
Risultato: i soldi finiscono a Parma e Rimini e Bologna resta senza soldi e senza metropolitana.
Scopre l’acqua calda: la legalità.
Passione passeggera, una donna viene violentata persino all’uscita del festival del’Unità, cioè del partito padrone di Bologna, nonché casa politica del sindaco straniero.
La qualità della vita, che negli anni di Guazzaloca vedeva Bologna sempre primeggiare, ci vede ora all’11° posto, in discesa libera che neanche Christian Ghedina riuscirebbe a fare meglio.
Bologna tra le città metropolitane ? Ma neanche per sogno: fuori anche da quel “piatto ricco”.
E così è anche per le questioni più futili, come quelle sportive.
Se gli anni di Guazzaloca hanno visto un Bologna solido e ben piantato nella massima serie, quelli del cremonese hanno prima visto la retrocessione in serie “B”, poi inutili battaglie – tiepidamente sostenute da uno che, probabilmente, quel giugno del 1964 tifò Inter – per riacchiappare la serie “A” per via giudiziaria.
Una battaglia però l’ha vinta il sindacalista cremonese: le partite di serie “B” non si giocano al sabato alle ore 15, ma si giocano al sabato alle ore 16.
Non c’è che dire un successo travolgente che qualifica quasi due anni e mezzo di amministrazione … amministrazione? Oddio scusate, forse ho usato una parola troppa grossa …

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giovedì, agosto 24, 2006

E oggi parliamo di calcio


Parliamo del Bologna, delle partite di campionato, degli orari.
Persino su questo argomento si manifesta l’assoluta incapacità e il pressappochismo di una giunta e di un sindaco forestiero.
Che dico forestiero: estraneo alla città.
Del resto cosa potremmo aspettarci da uno che, probabilmente, quel giugno del 1964 tifò Inter ?
Bene.
Anzi, male.
Al termine del campionato 2004-2005 il Bologna fu retrocesso in serie “B”.
Scoppia la “grana” degli orari, perché, per favorire le riprese televisive (le televisioni sono uno dei principali finanziatori del calcio moderno) le partite di serie “B” furono collocate al sabato pomeriggio, alle ore 15,00.
Il “nostro” (sic!) sindaco comincia ad arringare le folle e contestare la decisione.
Pur di fare demagogia e creare caos, un “buon” sindacalista ottocentesco sfrutta ogni occasione.
D’altro canto, vista l’inconsistenza e il pressappochismo della sua amministrazione, il sindaco cremonese non può che buttarsi a pesce sui temi conosciuti che però, ahinoi !, non portano buona amministrazione, ma solo disagi !
Il forestiero insediatosi (grazie a coloro per i quali “i svulàzen”) a Palazzo d’Accursio, minaccia quindi che, se le partite non fossero state spostate di nuovo alla domenica, non avrebbe concesso lo stadio, parcheggi ed ogni più piccola ritorsione.
Spaventati da tale intemerato coraggio, la Lega Calcio … sposta di un’ora l’inizio delle partite.
Tutto il campionato si giocò a partire dalle ore 16,00.
Non c’è che dire, un grande risultato sindacale, come quello che hanno ottenuto i lavoratori dai 6 scioperi generali contro il Governo Berlusconi !
Quest’anno sembra, timidamente, affacciarsi nuovamente il tormentone delle partite al sabato.
Che dite ?
Il sindaco sindacalista riuscirà ad ottenere di giocare alle 16,30 del sabato con una nuova vittoria cosmica ?

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giovedì, agosto 17, 2006

Anche una canzone boccia il sindaco forestiero


Una nuova canzone di Lucio Dalla.
Una canzone che è un canto d’amore per la propria città.
Cliccando nell’immagine potrete leggere il testo, come pubblicato da Il Resto del Carlino dell’11 agosto.
Ma, lasciando ai competenti ogni valutazione “artistica”, a leggere le parole che sgorgano dal cuore del cantautore, vediamo come non apprezzi la Bologna di oggi.
Una Bologna in cui in “ogni strada c’è una buca”, come avevamo già notato .
Una Bologna in cui circolare è un terno al lotto, perché “c’è Sirio, che due maroni” !
E anche la pizza da Altero, non è più come una volta, perché “c’è un barista buffo, un tipo nero”.
E vola la nostalgia del passato, dei cinema all’aperto, dei biassanot.
Cosa rimane di quella Bologna ?
Rimangono i tetti rossi, rimangono i portici, rimane il Carlino, rimane San Luca.
Almeno finchè un sindaco estraneo alla città, un sindaco venuto da fuori e senza alcuna esperienza amministrativa, non arriverà a toglierci anche quello.
Se solo gliene daremo il tempo …

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giovedì, agosto 10, 2006

Il treno dei desideri


Sembra che, dopo due anni di immobilismo e dopo aver perso i soldi per la metropolitana, la giunta del sindaco forestiero ed estraneo alla città di Bologna, abbia “messo a punto” un progetto (!!!) per, udite! udite!, 5 chilometri di monorotaia di superficie tra la stazione e l’aeroporto , pomposamente chiamata “people mover” (se non si mette un nome in inglese, sembra un qualcosa di poco serio …).
Risolverà il traffico di Bologna come avrebbe fatto la metropolitana di Guazzaloca ?
No. Risolverebbe solo ed esclusivamente un problema di spostamento dei viaggiatori (presumibilmente per lo più non di Bologna).
Perché torno sulla questione dei soldi persi per la metropolitana ?
Perché è una caratteristica che emerge anche in campo nazionale, della sinistra quando (più o meno regolarmente) riesce a sostituire il Centro Destra: ribalta tutto.
O, almeno, vorrebbe ribaltare tutto.
In campo nazionale abbiamo visto che, pur di segnare la “discontinuità” con Berlusconi, hanno fermato i lavori delle Grandi Opere, hanno soppresso il progetto del Ponte Silvio sullo stretto di Messina, hanno differito i decreti di attuazione della Riforma Castelli per una giustizia più efficiente, hanno messo le mani sulla Riforma Moratti, ripristinando (con gli inevitabili futuri balletti di sostituzioni e costi di indennità) i commissari esterni alla maturità.
In tutto perdendo finanziamenti già stanziati dall’europa e irritando non poco - veggasi la TAV in Val di Susa – anche i vicini europei che presumibilmente taglieranno fuori l’Italia dai loro progetti di innovazione infrastrutturale e trasporti.
A Bologna, uguale.
E la metropolitana è il simbolo dell’incapacità di dare continuità ad una buona amministrazione che, se poteva avere una colpa per chi aspettava una amministrazione non di sinistra, era quella di aver guidato Bologna senza i paraocchi ideologici.
Se il sindaco forestiero avesse, una volta ottenuto lo scranno di Palazzo d’Accursio, dato il via ad un progetto di metropolitana già approvato e finanziato, i lavori sarebbero già iniziati e prima della fine della legislatura avrebbe potuto inaugurare un primo tratto.
Con benefici effetti sul traffico e quindi sull’impatto ambientale, invece di aderire a quella sòla cosmica del divieto di circolazione al giovedì tra gennaio e marzo.
Invece ha voluto rifare il progetto.
Sono sfumati i finanziamenti (dirottati un po’ a Parma e un po’ a Rimini) e adesso delegazioni di questuanti si recano periodicamente a Roma, vuoi da Prodi, vuoi da Di Pietro, vuoi da Padoa Schioppa, con il cappello in mano per cercare di ottenere qualche spicciolo per salvare la faccia.
Così avremo (forse! Per ora è solo un progetto) la monorotaia, degno simbolo di una giunta estranea alla città e incapace di interpretarne aspirazioni e risolverne le necessità.

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martedì, agosto 01, 2006

Perseverare diabolicum


Ci risiamo.
Le teste pensanti (?) della regione comunista dell’Emilia Romagna hanno nuovamente partorito il loro programmino per tormentare i cittadini con la scusa dell’inquinamento.
Anche il prossimo inverno, da gennaio a marzo, riappariranno gli inutili blocchi alla circolazione che si sono dimostrati inefficaci già in tutti questi anni.
Dal lunedì al venerdì non potranno circolare le auto pre euro e il giovedì potranno circolare solo le euro 4.
Sembra un gigantesco spottone per i rivenditori di automobili.
A cadenza biennale, passano nella lista dei “cattivi” le automobili “vecchie”, quelle euro 1, euro 2, euro 3 … prossimamente le euro 4, che erano state vendute come auto non inquinanti.
Certo, ogni anno nuove scoperte consentono di migliorare le prestazioni dei motori.
Certo, ogni anno, le indagini sull’aria sono più accurate.
E’ come guardarsi le mani con un microscopio: più è potente più si vedono germi, nonostante si siano accuratamente lavate.
E allora cosa facciamo ?
Dovremmo ogni due anni cambiare auto per la gioia di Montezemolo ?
Oppure progettiamo una protesta civile e ogni giovedì “marchiamo visita” e non andiamo a lavorare ?

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